A gennaio saltano i bonus: ennesimo pasticcio del governo

Per tutto il mese di gennaio gli italiani non vedranno neppure l'ombra dei bonus contenuti nella manovra: ecco per quale motivo

A gennaio saltano i bonus: ennesimo pasticcio del governo

I numerosi bonus contenuti nella manovra recentemente approvata dal governo giallorosso potrebbero essere clamorosi buchi nell'acqua. Il motivo è presto detto: mancano all'appello i cosiddetti decreti attuativi necessari per far scattare i suddetti incentivi.

Bonus congelati

Prima di proseguire, è importante soffermarci sul concetto di decreto attuativo. Questo termine indica generalmente un decreto ministeriale prescritto da una legge, che, previa la delineazione dei principi di una specifica materia, ne affida l'attuazione al ministro competente. Il decreto attuativo non deve essere confuso con il decreto legislativo, un atto avente forza di legge emanato dal governo in seguito di una legge di delega parlamentare.

Archiviata la brevissima spiegazione, torniamo al cuore del problema. Gli incentivi che l'esecutivo ha piazzato nella manovra sono pressoché congelati. E lo resteranno fin quando non appariranno i decreti attuativi. Facciamo un esempio per capire meglio la situazione. Tra i vari bonus, troviamo quello che consente alle famiglie in possesso di un Isee non superiore ai 30mila euro di poter usufruire di uno sconto del 40% sul prezzo di un'auto elettrica.

Attese e ritardi

Benissimo: tutto chiaro. Il fatto è che, come detto, manca all'appello il decreto che dovrebbe definire, mettendo nero su bianco, le precise modalità attraverso le quali verrà erogato il contributo. Un decreto che, in tal caso, dovrà portare la firma del Ministero dello Sviluppo economico e del Mef. Come ha ipotizzato il quotidiano Il Messaggero, il pezzo mancante rischia di non esser pronto fino (almeno) a febbraio. E nel frattempo? Niente bonus.

C'è un altro aspetto da considerare, e cioè che non sono previste sanzioni per i decreti che arrivano in ritardo. Alla luce di ciò, c'è davvero il rischio che i tempi di attesa per poter riscuotere i bonus possano essere biblici (vedi l'esempio del Tfs per gli statali, in ritardo di un annetto rispetto alla tabella di marcia).

Abbiamo fatto l'esempio dell'auto elettrica. Possiamo parlare del bonus smartphone, con il telefonino di Stato che verosimilmente non potrà essere dato in comodato gratuito prima di marzo (se tutto andrà come deve). Che dire, invece, del bonus idrico? Si attende un decreto del ministero dell'Ambiente entro la fine di febbraio. E l'incentivo per gli occhiali? Niente da fare: bisogna aspettare un decreto del Ministero della Salute, da emanare di concerto con il Ministero dell'Economia. Per tutto il mese di gennaio, insomma, gli italiani non vedranno neppure l'ombra dei bonus contenuti nella manovra.