Giglio magico in manovra sui vertici di CariFirenze

Per la presidenza il Comune vuole un suo uomo. Ma il favorito è un professore fuori dai giochi

Giglio magico in manovra sui vertici di CariFirenze

Mentre a livello nazionale tengono banco le trattative sul rinnovo del vertice dell'Acri - l'associazione delle fondazioni - e della Cariplo, con lo storico addio del presidente di entrambi Giuseppe Guzzetti, anche a Firenze c'è fermento. In riva all'Arno sono partite le grandi manovre sul rinnovo della Fondazione della cassa di Risparmio, azionista di Banca Cr Firenze finita nel 2007 sotto il controllo di Intesa Sanpaolo. Il salottino di via Bufalini cambierà inquilini a maggio, compreso il presidente. Chi prenderà la poltrona occupata negli ultimi cinque anni dall'avvocato Umberto Tombari?

La politica, e in particolare quel che resta del Giglio Magico, non intende mollare la presa. Il sindaco Dario Nardella (anche se il Comune di Firenze esprime, in realtà, un solo membro del Comitato di Indirizzo) con la sponda del consigliere dell'Ente, Marco Carrai, vorrebbe chiamare al vertice della Fondazione l'attuale presidente di Confindustria Firenze, Luigi Salvadori. Se la candidatura non raccogliesse pieno consenso, l'alternativa gradita potrebbe essere Jacopo Mazzei che della fondazione di via Bufalini è stato presidente da novembre 2011 a febbraio 2013. Incarico che Mazzei avrebbe voluto tenere per altri due anni se non fosse intervenuto il Tar a bocciargli la riconferma dopo che il cda dell'ente aveva cercato di modificare lo statuto per consentire il rinnovo della carica.

Ma il candidato più qualificato, seppure non sospinto dalla politica, rimane Giuseppe Morbidelli, classe 1944, docente di diritto amministrativo alla Sapienza e già presidente di Banca Cr Firenze. Allievo di Paolo Barile prima e di Alberto Predieri poi all'Università di Firenze ha insegnato, dagli anni Settanta prima essere chiamato alla Sapienza nel '99, istituzioni di diritto pubblico, diritto amministrativo e infine diritto costituzionale. Un giurista esperto, difficilmente «addomesticabile» dice di lui chi lo conosce bene, e per questo forse meno gradito all'establishment politico fiorentino.

Del resto, la Fondazione Cr Firenze non è una fondazione qualsiasi. La sua storia ha inizio nel 1829 quando 100 cittadini, con un capitale di 6mila fiorini costituirono la «Società della Cassa di Risparmio» per favorire la formazione del risparmio e la previdenza nelle classi meno agiate. Fece la prima erogazione nel 1835 con 1.600 fiorini destinati alle famiglie colpite dall'epidemia di colera. Dopo due secoli l'ente è ancora considerato il forziere della città cui dispensa circa 30 milioni all'anno. Ecco perché gestirlo, anche in vista di un possibile risiko delle fondazioni nel centro Italia, garantisce dei poteri assai ambiti all'ombra del Cupolone del Brunelleschi.

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