Grande bellezza, privata è meglio

A Roma ho scoperto una meraviglia che non conoscevo: lo Stadio di Domiziano. Si trova in pieno centro, a piazza Navona. Anzi, proprio sotto quel celeberrimo splendore. Restaurato nel 2014, merita una visita. Si tratta di un ottimo esempio di valorizzazione di bene culturale. Per una ragione molto semplice. Lo Stato ha fatto un passo indietro affidandone ai privati la gestione. Per sé ha mantenuto la funzione di controllo.

Il risultato è tutto lì da vedere: ordine, decoro assoluto, ricchezza delle informazioni, cura di qualsiasi dettaglio. E, ovviamente, la società che gestisce quel patrimonio di civiltà dell'antica Roma ha studiato diverse formule per farne un modello di business al di là della semplice visita turistica. Un modus operandi che è musica per le mie orecchie. D'altronde, quando è il privato a occuparsi di bellezza e, nel caso di Roma di grande bellezza, adottando un metodo squisitamente imprenditoriale, insomma da vera e propria azienda, nulla viene trascurato per farne un'impresa di successo, capace di generale redditività. Trovo che dovrebbe essere sempre così. Me ne rendo conto girando L'Italia per visitare templi d'arte o mostre ospitate in luoghi che trasudano storia. Ebbene, il confronto fra strutture gestite direttamente dalla mano pubblica e quelle affidate al privato è davvero impietoso. Nel primo caso è il trionfo di incuria. Nel secondo si vive l'esperienza dell'efficienza al servizio della clientela in cerca del bello da vedere. Mi chiedo come ancora non si prenda atto che la strada da seguire è solo quella. Come attesta il lavoro che sta svolgendo la società di Francesco Tamburella (esperto dell'argomento avendone scritto) su quella magnifica area archeologica. Quest'esempio perché è il più recente che ho visto. Ma ce ne sono altri.

www.pompeolocatelli.it

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