Una batosta sugli esodati. Perché ora può saltare tutto

La Ragioneria fa correggere oltre 70 commi. Bocciata la nona salvaguardia per gli esodati: "Comporta una maggiore spesa pensionistica, così sono privilegiati". Ma la misura non viene stralciata

Una batosta sugli esodati. Perché ora può saltare tutto

La frenesia cresce giorno dopo giorno per l'approvazione della manovra in un periodo festivo caratterizzato da divieti, limitazioni, ultimatum e minacce di crisi. Il governo dovrà attendere: a dieci giorni dall'esercizio provvisorio, la legge di Bilancio è costretta a tornare in commissione. Facendo così slittare il voto finale che rischia di arrivare proprio a ridosso di Natale. Il testo comunque successivamente dovrà passare al Senato e si prevedono tempi davvero stretti. La Ragioneria generale dello Stato ha bocciato 14 norme per mancanza di coperture, ed è stata la nona salvaguardia per i cosiddetta esodati a rimetterci principalmente. Una misura che assorbe 115 milioni in 6 anni.

Nel documento consegnato ai deputati si legge che l'emendamento "comporta maggiore spesa pensionistica", facendo sì che gli "esodati non siano salvaguardati ma privilegiati". Tutto ciò si traduce "in una disapplicazione della riforma pensionistica", in contrasto con la normativa dell'Unione europea. Intanto Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio ed esponente del Partito democratico, ha spiegato che si tratta di "osservazioni in larga parte superabili, correzioni e valutazioni che non hanno una grande sostanza", anche se riconosce come effettivamente "è abbastanza corposa".

Tuttavia la misura non è stata stralciata, ma è stata riformulata sui saldi prevedendo la ricognizione delle risorse da parte dell'Inps e non la non accettazione di domande oltre il limite di spesa previsto. "Finalmente siamo riusciti a far approvare l'emendamento alla legge di Bilancio che permette la nona salvaguardia per gli esodati. Si ripristina così una condizione di equità e si afferma un fondamentale principio di giustizia sulla base del quale sarà definitivamente sanata una ferita al mondo del lavoro", è stato il commento delle deputate dem Debora Serracchiani e Romina Mura.

Manovra in salita

È stato chiesto di riscrivere altre 60 modifiche apportate i lavori in commissione Bilancio alla Camera. Non a caso ieri in serata è stato necessario un altro passaggio in commissione che ha fatto lievitare ulteriormente i tempi per il via libera definitivo in Aula il 27 dicembre. Antonio Misiani, viceministro dell'Economia, ha ammesso: "L'attività emendativa del parlamento è di molto superiore rispetto a quella che era stata l'attività parlamentare degli anni più recenti". Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha informato che non verrà concessa alcuna deroga sulla fiducia "se il governo non espungerà dal testo della Manovra la norma sui money transfer".

Alle misure del testo originario si sono aggiunte l'eliminazione dell'Iva sui vaccini e sui tamponi, l'assunzione di 3mila medici e di 12mila infermieri in occasione della campagna vaccinale, l'esenzione della prima rata Imu per le imprese del turismo e il rinvio della sugar tax. Come riportato dal Corriere della Sera, c'è spazio anche per il credito d'imposta per gli chef, per il voucher per gli occhiali da vista e per i soldi destinati ai corsi di jazz, allo stoccaggio privato dei vini doc e all'ottavo centenario del primo presepe.

Su questi punti si registra una durissima presa di posizione della senatrice grillina Barbara Lezzi: "Non funziona così la legge di Bilancio. In questa sede si devono destinare risorse in base a programmazioni che riguardino tutto il territorio nazionale. Ogni euro, ogni singolo centesimo di euro, sarebbe dovuto andare a favore di sostegni a chi sta peggio". L'ex ministro del Movimento 5 Stelle - con un post sul proprio profilo Facebook - ha attaccato anche il proprio gruppo: "Consentiamo di bruciare tutto per pagare la fedeltà di qualche parlamentare? Possiamo diventare il veicolo per buttare dalla finestra circa 800 milioni di euro?".

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