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La mobilità nell'era dell'elettrico: come ci sposteremo tra 10 anni

Il mercato delle auto elettriche cresce sempre di più: ecco cosa succederà nei prossimi anni nel mondo della mobilità sostenibile

La mobilità nell'era dell'elettrico: come ci sposteremo tra 10 anni

L’inquinamento atmosferico uccide circa 7 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che pone l’accento sulla qualità dell’aria, sottolineando come il 91% della popolazione viva in luoghi in cui le emissioni di anidride carbonica superano i limiti indicati. Il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni di CO2 in Europa e circa il 72% di queste sono prodotte dal trasporto su strada, che comprende bus, camion e automobili. Queste ultime rappresentano il mezzo più inquinante: da sole producono il 60,7% delle emissioni causate dall’intero trasporto stradale.

Per questo, durante il lockdown imposto dai vari Paesi per far fronte alla pandemia da nuovo coronavirus, si è assistito ad un calo record delle emissioni di anidride carbonica e a un miglioramento della qualità dell’aria. Di conseguenza una delle chiavi per ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra è rappresentata dai veicoli elettrici, una tecnologia che potrebbe portare a importanti sviluppi futuri per la creazione di un mondo più sostenibile.

La mobilità sostenibile

Secondo la definizione del World business council for sustainable developement, la mobilità sostenibile è "la capacità di soddisfare il bisogno della società di muoversi liberamente, comunicare, commerciare e stabilire relazioni, senza sacrificare gli altri valori umani o ecologici essenziali". Per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile, lo sviluppo e la diffusione dei veicoli elettrici rappresentano un passo importante, che potrebbe portare all’eliminazione totale dell’inquinamento derivato dai gas di scarico delle auto.

Secondo il Report annuale dell’International Energy Agency (IEA), Global Ev Outlook 2020 , che analizza gli sviluppi della mobilità elettrica in tutto il mondo, i veicoli elettrici hanno visto una diffusione sempre maggiore nell’ultimo decennio. Nel 2010, infatti le auto elettriche nel mondo erano 17mila, mentre oggi hanno raggiunto quota 7,2 milioni. A livello globale, nel 2019, le vendite di auto elettriche hanno superato i 2,1 milioni, battendo il record del 2018, con una crescita del 6%. Lo scorso anno, le vendite di automobili elettriche hanno rappresentato il 2,6% delle vendite globali e l’1% dello stock del 2019, facendo registrare un aumento del 40% su base annua. Nonostante il mercato sia in crescita, il 2019 ha visto una contrazione a livello globale, anche a causa dell’eliminazione dei sussidi governativi da parte dei principali Paesi chiave: secondo la IEA, "la Cina ha tagliato i sussidi per l'acquisto di auto elettriche di circa la metà nel 2019", mentre negli Stati Uniti è scaduto il credito di imposta federale per le principali case automobilistiche. Nonostante questo, Cina ed Europa hanno raggiunto nuovi record nella quota di mercato. Secondo la stima del Report, nel 2020, la vendita di auto elettriche dovrebbe rappresentare circa il 3% delle vendite globali di automobili.

Secondo i dati dell'European automobile manufacturers association (ACEA), nel 2019 solamente il 3% delle nuove autovetture nell'Unione Europea erano veicoli a ricarica elettrica, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2018. Nel primo trimestre del 2020, i veicoli elettrici (EV) hanno aumentato la propria quota di mercato, arrivando al 6,8%, rispetto al 2,5% dello stesso periodo del 2019. Il Report dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), European Electric Vehicle Factbook 2019/2020 , ha sottolineato l’importanza del mercato europeo nel panorama nazionale. L’Unione Europea e i membri dell’European Free Trade rappresentano infatti il secondo mercato più grande per i veicoli elettrici. Nel 2019, le vendite sono state 564mila, pari a una quota del 3,6%, che ha portato i veicoli elettrici sul territorio a 1,8 milioni. In Italia, invece, nel 2019 sono stati immatricolati 17.200 veicoli elettrici, pari allo 0,9%, che ha portato le vendite cumulative di auto elettriche a 39.900. Rispetto al 2018, lo Stivale ha visto una crescita del 75%, segno di una transizione all’elettrico in atto.

I dati dimostrano che la diffusione dei veicoli elettrici è in continua crescita, mentre diminuiscono i costi di produzione e aumentano i punti di ricarica presenti sul territorio. L’introduzione e lo sviluppo delle automobili elettriche è fondamentale anche per la decarbonizzazione della nostra economia. Infatti, i vantaggi legati ai veicoli elettrici comprendono "zero emissioni dallo scarico, una migliore efficienza rispetto ai veicoli con motore a combustione interna e un grande potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra, se abbinato a un settore elettrico a basse emissioni di carbonio". Per questo, le auto elettriche svolgono un ruolo fondamentale nel la riduzione dell’inquinamento.

Alla fine del 2018, l’Agenzia europea dell’ambiente ha pubblicato uno studio, riportato nel numero di maggio 2020 dell’Energy Journal di CESI, azienda italiana leader mondiale nel campo dell'innovazione tecnologica, della consulenza e del testing per il settore elettrico, in cui descriveva come le macchine con batterie o ricaricabili con energia elettrica avessero ridotto le emissioni del 30%, se comparate a quelle prodotte dalle auto con motore a combustione. Secondo diversi studi, le emissioni di anidride carbonica prodotte dalle auto elettriche in tutto il loro ciclo di vita sono minori della metà di quelle prodotte dalle macchine diesel. Inoltre, l’ICCT ha sottolineato come i gas serra misurati nel ciclo di vita dei veicoli elettrici siano pari al 50% in meno di quelli prodotti dai veicoli a combustione, anche quando si prendono in considerazione le emissioni causate dalla produzione delle batterie. L’impatto dovuto alla produzione delle batterie può essere ridotto usando energie rinnovabili nel processo di produzione e riciclando parte dei materiali.

La diffusione dei veicoli elettrici è una delle azioni più semplici e veloci per contrastare il cambiamento climatico: per questo, la continua crescita del mercato è un fattore positivo. Al fine di raggiungere questo scopo, molti Paesi hanno messo in atto incentivi rivolti a chi acquista mezzi di trasporto elettrici e diverse aziende stanno mettendo a punto modelli sempre più efficienti e batterie resistenti.

Come ci muoveremo tra 10 anni

Il mercato della mobilità sostenibile è in crescita e il mondo dei trasporti va incontro a un cambiamento importante. Nel prossimo decennio, infatti, le quote di mercato dei veicoli elettrici aumenteranno sempre di più, andando a sostituire quelli diesel o a benzina, che attualmente costituiscono una grossa fetta dei mezzi di trasporto. Secondo le stime del Global Ev Outlook 2020, stando allo scenario di sviluppo sostenibile, nel 2030 lo stock globale dei veicoli elettrici (esclusi due e tre ruote) raggiungerà i 245 milioni, oltre 30 volte al di sopra del livello attuale. Se ci si basa invece sulle politiche dichiarate dai governi, lo stock globale dei veicoli elettrici dovrebbe raggiungere quasi i 140 milioni, toccando il 7% del mercato globale. Questo porterà a un aumento della domanda globale di elettricità per i veicoli elettrici (compresi a due e tre ruote) che potrebbe raggiungere i mille TWh o i 55° TWh, superando rispettivamente di 11 e 6 volte i livelli del 2019.

Lo studio della società di ricerca BloombergNEF (BNEF), guarda oltre, facendo una stima dei veicoli elettrici venduti annualmente fino al 2040. Secondo la previsione, nel 2020 verranno vendute 1,7 milioni di auto elettriche, corrispondenti al 2,7% dei veicoli totali, ma nel 2023 è prevista un'ulteriore crescita, con la vendita di 5,4 milioni di automobili, pari al 7%. Si tratta di una tendenza destinata a durare nel tempo: nel 2025, infatti, le stime mostrano 8,5 milioni di auto elettriche vendute (pari al 10%) e nel 2030 la quota salirà a 26 milioni (28%). "Entro il 2040- si legge nel report- oltre la metà di tutti i veicoli passeggeri sarà elettrica": secondo le stime, tra 20 anni la quota salirà 54 milioni di veicoli elettrici venduti, che rappresenteranno il 58%.

Anche il Massachusetts Institute of Technology Energy Initiative (MITEI), che si occupa di ricerca in capo energetico, ha effettuato una stima delle vendite, costruendo uno scenario futuro che si spinge fino al 2050. Nel Report del 2019, Insight Into Future Mobility, i ricercatori hanno preso in considerazione tre tipi di scenari: Reference, che non prevede nessuna ulteriore politica per la diminuzione di CO2, Paris Forever, che prende in considerazioni le azioni assunte con l'accordo di Parigi, e Paris to 2°C, che oltre
alle azioni previste dall'accordo considera la limitazione del riscaldamento globale medio a 2°C. Secondo le previsioni del MIT, le vendite dei veicoli elettrici aumenteranno rispettivamente del 33, 38 e 50% nel 2050, segnando una crescita significativa nell'ambito della mobilità sostenibile.

Ma il panorama futuro non riguarda solamente il mercato. Un cambiamento significativo potrebbe interessare anche le emissioni di anidride carbonica e l'inquinamento atmosferico. L'adozione dei veicoli elettrici aiuta, nel lungo periodo, la riduzione dell'inquinamento atmosferico e diversi studi hanno stimato un calo della CO2 legata alla diffusione dei mezzi di trasporto "a batteria".

Secondo i dati del Global Ev Outlook di IEA, nel 2019, i veicoli elettrici hanno evitato il consumo di quasi 0,6 milioni di barili al giorno di prodotti petroliferi. Le stime indicano che nel 2030, gli EV potrebbero evitare il consumo di 2,5 o 4,2 milioni di barili al giorno, a seconda che si prenda in considerazione lo scenario di politiche dichiarate o di sviluppo sostenibile. Inoltre, tra 10 anni, le emissioni causate dalla totalità dei veicoli elettrici dovrebbero essere "significativamente inferiori" rispetto a quelle dei motori a
combustione interna: nel 2030 potrebbero essere evitate 189,1 Mt CO2 –eq (panorama di politiche dichiarate) o 451,0 Mt CO2 –eq (panorama sviluppo sostenibile). I dati di IEA, riportato nel grafico qui sotto, mostrano le emissioni di gas serra nette e quelle che potrebbero essere evitate nel duplice scenario studiato per il 2030, a confronto con quelle del 2019.

Secondo i dati del MIT, invece, le emissioni di CO2 aumenterebbero del 36% nel 2050, in caso non vengano messe in atto politiche mirate alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. Se invece venissero rispettati gli Accordi di Parigi, le emissioni resterebbero stabili fino al 2030, per poi crescere del 10% fino al 2050. Diversa la situazione nello scenario Paris 2°C: le previsioni parlano di un calo nel 2050 del 62% di emissioni rispetto allo scenario Reference e del 54% rispetto allo scenario Paris Forever.

Anche l’Italia, che sta facendo i conti con il mercato energetico nel post-emergenza, sta affrontando la transizione all’elettrico, stando ai numeri delle vendite dei mezzi di trasporto "a batteria", sempre più in crescita. CESI, azienda italiana leader mondiale nel campo dell'innovazione tecnologica, della consulenza e del testing per il settore elettrico, si dimostra in prima linea nello studio e nel testing dei veicoli elettrici. Grazie ai suoi laboratori di testing raccolti nella sua Divisione KEMA Labs, la società è in grado di effettuare test relativi alla mobilità elettrica, dall'affidabilità dei veicoli all'efficienza dei sistemi di ricarica. I test condotti al KEMA Labs si concentrano sull’intero panorama della sicurezza elettrica, sulla resistenza meccanica e sulla compatibilità elettromagnetica. Non solo. I tecnici si occupano anche di valutare comunicazioni, protocolli e interazioni tra i veicoli elettrici e le sue componenti, come la batteria: le simulazioni offrono dati preziosi sulla reale operatività dei veicoli e consentono di ottimizzare le fasi di progettazione e i programmi di lancio sul mercato.

KEMA Labs di CESI

Cesi, inoltre, si sta concentrando sull'impatto che i veicoli elettrici avranno sull'Italia, sia dal punto di vista dei consumi elettrici, sia per quanto riguarda i problemi relativi alla rete di distribuzione di elettricità. Entro il 2030, sulle strade italiane potrebbero circolare 6 milioni di veicoli elettrici, che causeranno un aumento della richiesta di energia. "Questo- hanno spiegato da CESI nel corso della conferenza sulla mobilità sostenibile organizzata da WEC Italia-porterà a ulteriori sfide: dalla necessità di un'infrastruttura di ricarica adeguata, alla possibilità di utilizzare i veicoli come risorsa per i servizi di collegamento. Inoltre, la diffusione delle fonti rinnovabili potrebbe facilitare la mobilità elettrica, migliorandone la flessibilità e la conservazione". "In questa fase- ha spiegato il CEO di CESI, Matteo Codazzi, durante un evento di Motus-E- l'obiettivo è aiutare i nostri partners nella transizione alla mobilità elettrica e suggerire nuovi metodi per integrare i veicoli nella rete elettrica". Inoltre, ha aggiunto Codazzi, "l'utilizzo dei servizi di collegamento nel mercato del dispacciamento potrebbe fornire un vantaggio di circa 150 milioni di euro all'anno entro il 2030".

I dati e le previsioni analizzate mostrano una crescita globale del mercato della mobilità elettrica, che rappresenta un passaggio chiave per ridurre l’inquinamento atmosferico e affrontare il cambiamento climatico. Le previsioni relative al prossimo decennio sottolineano anche l’importanza del rafforzamento di politiche sostenibili e di incentivi statali da parte dei governi, che possono contribuire nettamente allo sviluppo della mobilità sostenibile, portando i Paesi verso un futuro green.

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