La mobilità nell'era dell'elettrico: come ci sposteremo tra 10 anni

Il mercato delle auto elettriche cresce sempre di più: ecco cosa succederà nei prossimi anni nel mondo della mobilità sostenibile

L’inquinamento atmosferico uccide circa 7 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che pone l’accento sulla qualità dell’aria, sottolineando come il 91% della popolazione viva in luoghi in cui le emissioni di anidride carbonica superano i limiti indicati. Il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni di CO2 in Europa e circa il 72% di queste sono prodotte dal trasporto su strada, che comprende bus, camion e automobili. Queste ultime rappresentano il mezzo più inquinante: da sole producono il 60,7% delle emissioni causate dall’intero trasporto stradale.

Per questo, durante il lockdown imposto dai vari Paesi per far fronte alla pandemia da nuovo coronavirus, si è assistito ad un calo record delle emissioni di anidride carbonica e a un miglioramento della qualità dell’aria. Di conseguenza una delle chiavi per ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra è rappresentata dai veicoli elettrici, una tecnologia che potrebbe portare a importanti sviluppi futuri per la creazione di un mondo più sostenibile.

La mobilità sostenibile

Secondo la definizione del World business council for sustainable developement, la mobilità sostenibile è "la capacità di soddisfare il bisogno della società di muoversi liberamente, comunicare, commerciare e stabilire relazioni, senza sacrificare gli altri valori umani o ecologici essenziali". Per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile, lo sviluppo e la diffusione dei veicoli elettrici rappresentano un passo importante, che potrebbe portare all’eliminazione totale dell’inquinamento derivato dai gas di scarico delle auto.

Secondo il Report annuale dell’International Energy Agency (IEA), Global Ev Outlook 2020 , che analizza gli sviluppi della mobilità elettrica in tutto il mondo, i veicoli elettrici hanno visto una diffusione sempre maggiore nell’ultimo decennio. Nel 2010, infatti le auto elettriche nel mondo erano 17mila, mentre oggi hanno raggiunto quota 7,2 milioni. A livello globale, nel 2019, le vendite di auto elettriche hanno superato i 2,1 milioni, battendo il record del 2018, con una crescita del 6%. Lo scorso anno, le vendite di automobili elettriche hanno rappresentato il 2,6% delle vendite globali e l’1% dello stock del 2019, facendo registrare un aumento del 40% su base annua. Nonostante il mercato sia in crescita, il 2019 ha visto una contrazione a livello globale, anche a causa dell’eliminazione dei sussidi governativi da parte dei principali Paesi chiave: secondo la IEA, "la Cina ha tagliato i sussidi per l'acquisto di auto elettriche di circa la metà nel 2019", mentre negli Stati Uniti è scaduto il credito di imposta federale per le principali case automobilistiche. Nonostante questo, Cina ed Europa hanno raggiunto nuovi record nella quota di mercato. Secondo la stima del Report, nel 2020, la vendita di auto elettriche dovrebbe rappresentare circa il 3% delle vendite globali di automobili.

Secondo i dati dell'European automobile manufacturers association (ACEA), nel 2019 solamente il 3% delle nuove autovetture nell'Unione Europea erano veicoli a ricarica elettrica, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2018. Nel primo trimestre del 2020, i veicoli elettrici (EV) hanno aumentato la propria quota di mercato, arrivando al 6,8%, rispetto al 2,5% dello stesso periodo del 2019. Il Report dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), European Electric Vehicle Factbook 2019/2020 , ha sottolineato l’importanza del mercato europeo nel panorama nazionale. L’Unione Europea e i membri dell’European Free Trade rappresentano infatti il secondo mercato più grande per i veicoli elettrici. Nel 2019, le vendite sono state 564mila, pari a una quota del 3,6%, che ha portato i veicoli elettrici sul territorio a 1,8 milioni. In Italia, invece, nel 2019 sono stati immatricolati 17.200 veicoli elettrici, pari allo 0,9%, che ha portato le vendite cumulative di auto elettriche a 39.900. Rispetto al 2018, lo Stivale ha visto una crescita del 75%, segno di una transizione all’elettrico in atto.

I dati dimostrano che la diffusione dei veicoli elettrici è in continua crescita, mentre diminuiscono i costi di produzione e aumentano i punti di ricarica presenti sul territorio. L’introduzione e lo sviluppo delle automobili elettriche è fondamentale anche per la decarbonizzazione della nostra economia. Infatti, i vantaggi legati ai veicoli elettrici comprendono "zero emissioni dallo scarico, una migliore efficienza rispetto ai veicoli con motore a combustione interna e un grande potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra, se abbinato a un settore elettrico a basse emissioni di carbonio". Per questo, le auto elettriche svolgono un ruolo fondamentale nel la riduzione dell’inquinamento.

Alla fine del 2018, l’Agenzia europea dell’ambiente ha pubblicato uno studio, riportato nel numero di maggio 2020 dell’Energy Journal di CESI, azienda italiana leader mondiale nel campo dell'innovazione tecnologica, della consulenza e del testing per il settore elettrico, in cui descriveva come le macchine con batterie o ricaricabili con energia elettrica avessero ridotto le emissioni del 30%, se comparate a quelle prodotte dalle auto con motore a combustione. Secondo diversi studi, le emissioni di anidride carbonica prodotte dalle auto elettriche in tutto il loro ciclo di vita sono minori della metà di quelle prodotte dalle macchine diesel. Inoltre, l’ICCT ha sottolineato come i gas serra misurati nel ciclo di vita dei veicoli elettrici siano pari al 50% in meno di quelli prodotti dai veicoli a combustione, anche quando si prendono in considerazione le emissioni causate dalla produzione delle batterie. L’impatto dovuto alla produzione delle batterie può essere ridotto usando energie rinnovabili nel processo di produzione e riciclando parte dei materiali.

La diffusione dei veicoli elettrici è una delle azioni più semplici e veloci per contrastare il cambiamento climatico: per questo, la continua crescita del mercato è un fattore positivo. Al fine di raggiungere questo scopo, molti Paesi hanno messo in atto incentivi rivolti a chi acquista mezzi di trasporto elettrici e diverse aziende stanno mettendo a punto modelli sempre più efficienti e batterie resistenti.

Come ci muoveremo tra 10 anni

Il mercato della mobilità sostenibile è in crescita e il mondo dei trasporti va incontro a un cambiamento importante. Nel prossimo decennio, infatti, le quote di mercato dei veicoli elettrici aumenteranno sempre di più, andando a sostituire quelli diesel o a benzina, che attualmente costituiscono una grossa fetta dei mezzi di trasporto. Secondo le stime del Global Ev Outlook 2020, stando allo scenario di sviluppo sostenibile, nel 2030 lo stock globale dei veicoli elettrici (esclusi due e tre ruote) raggiungerà i 245 milioni, oltre 30 volte al di sopra del livello attuale. Se ci si basa invece sulle politiche dichiarate dai governi, lo stock globale dei veicoli elettrici dovrebbe raggiungere quasi i 140 milioni, toccando il 7% del mercato globale. Questo porterà a un aumento della domanda globale di elettricità per i veicoli elettrici (compresi a due e tre ruote) che potrebbe raggiungere i mille TWh o i 55° TWh, superando rispettivamente di 11 e 6 volte i livelli del 2019.

Lo studio della società di ricerca BloombergNEF (BNEF), guarda oltre, facendo una stima dei veicoli elettrici venduti annualmente fino al 2040. Secondo la previsione, nel 2020 verranno vendute 1,7 milioni di auto elettriche, corrispondenti al 2,7% dei veicoli totali, ma nel 2023 è prevista un'ulteriore crescita, con la vendita di 5,4 milioni di automobili, pari al 7%. Si tratta di una tendenza destinata a durare nel tempo: nel 2025, infatti, le stime mostrano 8,5 milioni di auto elettriche vendute (pari al 10%) e nel 2030 la quota salirà a 26 milioni (28%). "Entro il 2040- si legge nel report- oltre la metà di tutti i veicoli passeggeri sarà elettrica": secondo le stime, tra 20 anni la quota salirà 54 milioni di veicoli elettrici venduti, che rappresenteranno il 58%.

Anche il Massachusetts Institute of Technology Energy Initiative (MITEI), che si occupa di ricerca in capo energetico, ha effettuato una stima delle vendite, costruendo uno scenario futuro che si spinge fino al 2050. Nel Report del 2019, Insight Into Future Mobility, i ricercatori hanno preso in considerazione tre tipi di scenari: Reference, che non prevede nessuna ulteriore politica per la diminuzione di CO2, Paris Forever, che prende in considerazioni le azioni assunte con l'accordo di Parigi, e Paris to 2°C, che oltre
alle azioni previste dall'accordo considera la limitazione del riscaldamento globale medio a 2°C. Secondo le previsioni del MIT, le vendite dei veicoli elettrici aumenteranno rispettivamente del 33, 38 e 50% nel 2050, segnando una crescita significativa nell'ambito della mobilità sostenibile.

Ma il panorama futuro non riguarda solamente il mercato. Un cambiamento significativo potrebbe interessare anche le emissioni di anidride carbonica e l'inquinamento atmosferico. L'adozione dei veicoli elettrici aiuta, nel lungo periodo, la riduzione dell'inquinamento atmosferico e diversi studi hanno stimato un calo della CO2 legata alla diffusione dei mezzi di trasporto "a batteria".

Secondo i dati del Global Ev Outlook di IEA, nel 2019, i veicoli elettrici hanno evitato il consumo di quasi 0,6 milioni di barili al giorno di prodotti petroliferi. Le stime indicano che nel 2030, gli EV potrebbero evitare il consumo di 2,5 o 4,2 milioni di barili al giorno, a seconda che si prenda in considerazione lo scenario di politiche dichiarate o di sviluppo sostenibile. Inoltre, tra 10 anni, le emissioni causate dalla totalità dei veicoli elettrici dovrebbero essere "significativamente inferiori" rispetto a quelle dei motori a
combustione interna: nel 2030 potrebbero essere evitate 189,1 Mt CO2 –eq (panorama di politiche dichiarate) o 451,0 Mt CO2 –eq (panorama sviluppo sostenibile). I dati di IEA, riportato nel grafico qui sotto, mostrano le emissioni di gas serra nette e quelle che potrebbero essere evitate nel duplice scenario studiato per il 2030, a confronto con quelle del 2019.

Secondo i dati del MIT, invece, le emissioni di CO2 aumenterebbero del 36% nel 2050, in caso non vengano messe in atto politiche mirate alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. Se invece venissero rispettati gli Accordi di Parigi, le emissioni resterebbero stabili fino al 2030, per poi crescere del 10% fino al 2050. Diversa la situazione nello scenario Paris 2°C: le previsioni parlano di un calo nel 2050 del 62% di emissioni rispetto allo scenario Reference e del 54% rispetto allo scenario Paris Forever.

Anche l’Italia, che sta facendo i conti con il mercato energetico nel post-emergenza, sta affrontando la transizione all’elettrico, stando ai numeri delle vendite dei mezzi di trasporto "a batteria", sempre più in crescita. CESI, azienda italiana leader mondiale nel campo dell'innovazione tecnologica, della consulenza e del testing per il settore elettrico, si dimostra in prima linea nello studio e nel testing dei veicoli elettrici. Grazie ai suoi laboratori di testing raccolti nella sua Divisione KEMA Labs, la società è in grado di effettuare test relativi alla mobilità elettrica, dall'affidabilità dei veicoli all'efficienza dei sistemi di ricarica. I test condotti al KEMA Labs si concentrano sull’intero panorama della sicurezza elettrica, sulla resistenza meccanica e sulla compatibilità elettromagnetica. Non solo. I tecnici si occupano anche di valutare comunicazioni, protocolli e interazioni tra i veicoli elettrici e le sue componenti, come la batteria: le simulazioni offrono dati preziosi sulla reale operatività dei veicoli e consentono di ottimizzare le fasi di progettazione e i programmi di lancio sul mercato.

KEMA Labs di CESI

Cesi, inoltre, si sta concentrando sull'impatto che i veicoli elettrici avranno sull'Italia, sia dal punto di vista dei consumi elettrici, sia per quanto riguarda i problemi relativi alla rete di distribuzione di elettricità. Entro il 2030, sulle strade italiane potrebbero circolare 6 milioni di veicoli elettrici, che causeranno un aumento della richiesta di energia. "Questo- hanno spiegato da CESI nel corso della conferenza sulla mobilità sostenibile organizzata da WEC Italia-porterà a ulteriori sfide: dalla necessità di un'infrastruttura di ricarica adeguata, alla possibilità di utilizzare i veicoli come risorsa per i servizi di collegamento. Inoltre, la diffusione delle fonti rinnovabili potrebbe facilitare la mobilità elettrica, migliorandone la flessibilità e la conservazione". "In questa fase- ha spiegato il CEO di CESI, Matteo Codazzi, durante un evento di Motus-E- l'obiettivo è aiutare i nostri partners nella transizione alla mobilità elettrica e suggerire nuovi metodi per integrare i veicoli nella rete elettrica". Inoltre, ha aggiunto Codazzi, "l'utilizzo dei servizi di collegamento nel mercato del dispacciamento potrebbe fornire un vantaggio di circa 150 milioni di euro all'anno entro il 2030".

I dati e le previsioni analizzate mostrano una crescita globale del mercato della mobilità elettrica, che rappresenta un passaggio chiave per ridurre l’inquinamento atmosferico e affrontare il cambiamento climatico. Le previsioni relative al prossimo decennio sottolineano anche l’importanza del rafforzamento di politiche sostenibili e di incentivi statali da parte dei governi, che possono contribuire nettamente allo sviluppo della mobilità sostenibile, portando i Paesi verso un futuro green.

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Commenti

sparviero51

Mar, 15/09/2020 - 11:09

UNA MAREA DI FREGNACCE PROPINATE DALLA LOBBY ELETTRICA . FATECI SAPERE QUANTA ENERGIA SERVE PER PRODURRE UNA BATTERIA ,DA DOVE VIENE PRESA E COME SARANNO SMALTITI GLI ACCUMULATORI ESAURITI . SIAMO ANCORA ALL’ARCHEOLOGIA DELLE BATTERIE E CI COSTANO UN OCCHIO !!!

sparviero51

Mar, 15/09/2020 - 11:11

L’INQUINAMENTO DA AUTOTRAZIONE È SOLO IL 10% DEL TOTALE . IL RESTO SONO FREGNACCE INTERESSATE !!!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 15/09/2020 - 11:17

Probabilmente sarà il settore delle due ruote a fare da apripista dal momento che le quattro case giapponesi hanno annunciato che definiranno uno standard comune di batteria ricaricabile e sostituibile per i loro motocicli

Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 15/09/2020 - 11:35

chi mi spiega cosa cambierà se andiamo in giro con auto elettriche caricate con energia prodotta da carbone e petrolio? le multinazionali del petrolio tengono fermo il mercato delle auto che camminano a vera energia rinnovabile! un po come le multinazionale del tabacco che hanno detto: vi volete avvelenare con il vapore non più con il fumo? ok ci pensiamo noi!

libertyfighter2

Mar, 15/09/2020 - 11:48

A lot of bullshit. Trecento righe, e neanche un calcolo approssimativo di quante centrali nucleari dovresti costruire in dieci anni per produrre l'energia elettrica che ti servirebbe se il parco auto fosse elettrico per la maggior parte. Fate ridere i polli.

alfa553

Mar, 15/09/2020 - 11:52

Sparviero ha ragione ,Fregnacce ,ma grandi a non finire.Ma voglio aggiungere una nota anche su quelli che ignorantemente parlano o scrivono sull'idrogeno.Per ottenere idrogeno ci vuole 110 per ottenere 100 tanto per essere conciso,quindi direi che si dovrebbe tacere su questo tema.E poi ditemi come si ottiene l'elettricita,ditemi voi se non dal petrolio.O forse si spera in una ventola alta sessanta metri su ogni auto?

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 15/09/2020 - 13:30

@giovinap Non è molto difficile capirlo. Una vettura diesel moderna ha un rendimento intorno al 30%, significa che bruciato 100 di energia ottengo poco più del 30% di lavoro, un'elettrica ha un rendimento del 90% cioè trasforma in lavoro almeno il 90% dell'energia elettrica caricata. Ora In Italia produciamo oltre il 40% dell'energia elettrica da rinovabili, poco meno dal gas, il 13% da carbone (in dismissione) e il rimanenente 5% da altre fonti. MA DIMENTICHIAMOCI DI QUEL 40% DEL PIENO DELL'ELETTRICA CHE E' FORNITO GRATIS DA SOLE, VENTO, IDROELETTRICO E BIOMASSE e facciamo finta di produrre TUTTA l'energia elettrica dal gas. Una centrale a gas ha un rendimento di oltre il 50% (brucio 100 di gas e ottengo 50 di energia elettrica), moltiplicato per il rendimento dell'elettrica porta il rendimento finale per l'eletrica al 45% cioè il 50% in più della vettura diesel

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 15/09/2020 - 13:42

@alfa553 Il grande problema del fotovoltaico, ma anche dell'eolico, è che spesso producono energia quando non serve, quello che in tutto il mondo stanno facendo (basterebbe informarsi) è utilizzare quell'energia in eccesso per l'elettrolisi dell'acqua per ottenere idrogeno gratis. Quanto alla sua affermazione che l'elettricità si ricaverebbe dal petrolio, magari trova già la risposta in un mio post precedente se l'avranno pubblicato altrimenti può andare a cercare in internet i dati ufficiali sulla composizione del mix energetico per la produzione di energia elettrica in Italia ... ci sono veramente tante cose che ignora, gravissimo in un contesto che cambia in continuazione.

Ilsabbatico

Mar, 15/09/2020 - 14:15

Benissimo, ero indeciso tra benzina e diesel.... Sceglierò il diesel.

Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 15/09/2020 - 14:28

el president, avevo fatto un'altra domanda,ed era una "metafora", la rifaccio più diretta: a cosa serve costruire auto elettriche se l'elettricità per farle camminare viene per il 70% prodotta con combustibili fossili, soprattutto gas naturale, carbone e olio combustibile, materie che oltretutto importiamo per che non ne abbiamo in italia se non in una quantità risibili?

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 15/09/2020 - 15:59

@giovinap Una domanda è una domanda, una "metafora" è una metafora anche con le virgolette e alla domanda le è stata data una risposta, mi sorge il dubbio che non l'abbia capita. Riformulo. Se con un Diesel utilizzo 100 unità di energià per fare un certo numero di kilometri, in un'elettrica oltre il 40% me lo forniranno le rinnovabili e il resto delle fonti tradizionali (principalmente gas e meno il carbone) che, essendo utilizzate con un'efficacia del 50% superiore bruceranno un terzo in meno di combustibili (40 anziché 60). In definitiva se per fare x km a gasolio brucerà 100 unità di combustibili, per fare quegli stessi km con un'elettrica la cui energia è prodotta col mix reale italiano ne brucerà 40 (45 considerando che non tutta l'energia elettrica diventa km percorsi).

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 15/09/2020 - 16:09

@giovinap E comunque non facciamo disinformazione e atteniamoci alle fonti ufficiali del gestore della rete elettrica nazionale che, nero su bianco, certifica che oggi meno del 60 dell'energia elettrica in Italia è prodotta bruciando combustibili fossili non il 70%. E soprattutto, cosa che viene sempre "dimenticata", ogni pannello solare e ogni pala eolica che viene installata da quel momento produce e produrrà aggiungendo capacità a quella esistente quindi il bilancio non può che spostarsi verso le rinnovabili ed è il motivo per cui nessuno sta più costruendo centrali tradizionali in Itali e a tendere sarà dismesso del tutto il carbone (Enel lo sa già facendo) e il turbogas, in prospettiva, (parlo di 10-20 anni, l'orizzonte dell'articolo) sarà usato solo per il bilanciamento.

cgf

Mar, 15/09/2020 - 19:27

Ricordo che l'idrogeno doveva essere il combustibile per autotrazione del futuro, unica emissione vapore acqueo. Meno male non si è massificato, non oso pensare ai tassi di umidità e muffe che ci saremmo ritrovati. Auto elettrica, ma le centrali? Quelle attuali a livello mondiale, anche dove l'auto elettrica non arriverà, non basterebbero per far circolare meno di un quarto del parco circolante. Ricorreremo al nucleare o avremo tante belle pale? In uno studio vecchio di 25 anni, quindi i consumi di 25 anni fa, molto inferiori ad oggi, tante pale messi al periplo delle nostre coste, non avrebbe soddisfatto il bisogno nazionale.

Ritratto di Smax

Smax

Mer, 16/09/2020 - 12:50

@ sparviero ok. L’inquinamento maggiore delle città è dovuto al riscaldamento. Dite a tutti di spegnere e stare al freddo. Durante il lock down non circolavano auto e il pm10 è aumentato ( notizia fatta rapidamente sparire). Alla fine è unA solA cosa come hanno detto loro, l’ecologia a livello mondiale è un affaruccio da 100000 miliardi di dollari. Sai che gli frega di preservare il pianeta.

alfa553

Mer, 16/09/2020 - 14:05

El Presidente. Ho letto e fo tesoro di cio che scrivi.sapere di piu fa bene alla salute.

Jon

Mer, 16/09/2020 - 14:34

La Fake della CO2 e' ben pagata, quando il gas rappresenta lo 0,045% dell'aria. Anche aumentando del 10% si arriverebbe allo 0,05% e non se ne accorgerebbe NESSUNO. Il Trasporto delle supercontainer e dei Tir rappresenta il 90% dell'inquinamnento, con il riscaldamento. SI agevoli il trasporto ferroviario, ormai le autostrade sono intasate dai Tir..

Ritratto di tomari

tomari

Mer, 16/09/2020 - 17:06

El Presidente, e di notte come produci col fotovoltaico? E se non c'è vento come produci? Me lo spieghi lei, così bravo a postare prolissi post!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Gio, 17/09/2020 - 11:22

@Tomari. I miei post sono prolissi perché mi rendo conto di parlare, in alcuni casi come il suo, a persone che non hanno conoscenza di ciò su cui commentano. L'energia in eccesso può essere stoccata e quindi riutilizzata di notte in una varietà di modi, alcuni che già utilizziamo massicciamente da decenni (vedi l'idroelettrico) o da poco (vedi i fotovoltaici di casa dotati di accumulatore che può andare a comprare stamattina se vuole) e altri che diventeranno comuni nei dieci anni dell'orizzonte dell'articolo come la generazione di idrogeno con energia rinnovabile e il Vehicle To Grid cioè l'utilizzo dell'energia accumulata nelle batterie delle auto per alimentare la rete (cosa che in realtà già si fa oggi con la Nissan Leaf e le colonnine Enel, se lo cerchi dato che non sa cos'è). Basta investire.

trasparente

Gio, 17/09/2020 - 11:59

El Presidente una volta tanto hai commentato bene. Vorrei aggiungere però che chi vuole un auto ibrida elettrica, deve fare attenzione se è elettrosensibile (ES), in quanto ci sono già stati dei casi spiacevoli.

Ritratto di DVX70

DVX70

Gio, 17/09/2020 - 12:55

Come al solito @ElPresidente non fa che scrivere fregnacce.... Il fotovoltaico NON sarà mai competitivo con le energie fossili; inoltre è necessario considerare le perdite di distribuzione, quelle dalla centrale di produzione all'utilizzatore finale, che @ElPresidente non considera ma si aggirano intorno al 40%, se non di più. Teniamo poi conto che sarà necessario raddoppiare, se non triplicare, la potenza installa e la rete di distribuzione; con costi che vi lascio immaginare. Poi ci sarebbe il costo degli autoveicoli a trazione elettrica, in cui una utilitaria elettrica costa circa quanto un SUV fossile (LOL !!!) e il problema dello smaltimento delle batterie e la loro limitata autonomia. Insomma, la trazione elettrica di massa E' SOLO UNA GRAN CIOFECA; il cui scopo consiste nel limitare alla gente la possibilità di muoversi, spiegabile comunque nell'ottica di voler peggiorare le condizioni di vita della gente comune. Non a caso è appoggiata dal PD.

Massimo Bernieri

Gio, 17/09/2020 - 16:23

Da quando nel 1973 con le domeniche a piedi e il petrolio aumentato di prezzo in poche settimane idem la benzina da £ 163 attorno a £ 200 gli esperti"a inizio anni 2000 finirà il petrolio.."Ho buona memoria a da allora non credo più a previsioni"tra tot anni gireremo così.."e altre menate del genere.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Gio, 17/09/2020 - 18:23

@DVX70 Si legga bene l'articolo, dice tra 10 anni. Se dieci anni fa mi avessero detto che OGGI avrei potuto guidare auto elettriche con 400-500 km di autonomia reali probabilmente sarei stato scettico e invece ... Si chiama progresso tecnologico ...

Sempreverde

Ven, 18/09/2020 - 11:09

Batterie in graphene curvo. Si caricano in 15 secondi. Ma che problema abbiamo ad andare in treno o con elettrico? Ma io voglio andare dalla morosa a Trieste nel weekend in due ore di treno e li mi prendo un EV per scappare tutti e due in Istria. Mi pare libertà senza fumo. A parte Fiat e tutta l’industria italiana che ha puntato solo e sempre sul petrolio (che non abbiamo) e che non ha mai investito su talenti fisici ed ingegneri, ma solo sul depauperamento del lavoro buono (senza diminuirne il costo) il progresso non si ferma. Tesla ad un passo dalla Luna, con altri visionari come Elon ci faranno muovere senza sprechi su veicoli riciclabili. Comprate uno scooter elettrico italiano ai vostri figli così non faranno casino alle tre di notte tornando dal giro fuori città in collina con le ali sotto ai piedi.

Leonardo Marche

Ven, 18/09/2020 - 14:50

@ElPresidente i numeri vanno usati bene, non tirati per dimostrare le proprie ideologie. Lei deve fare i calcoli delle efficienze prendendo i numeri giusti e non quelli che gli fanno comodo. Usiamo solo KWh per semplicità. Un litro di gasolio/benzina contiene circa 10.000 Wh, e in un'auto diesel con un'efficienza come lei cita del 30%, l'energia meccanica alle ruote è di circa 10.000*30%= 3000 Wh. Per l'auto elettrica, deve utilizzare l'efficienza media della catena "centrale elettrica + distribuzione", che è in media (dati 2020) del 33%. Per cui dello stesso litro di gasolio e gli stessi 10.000 Wh bruciati alla centrale elettrica le arrivano alla presa di casa sua 3.300 Wh a cui deve togliere la parte che si trasforma in calore per l'alimentatore (10%), le perdite del ciclo batteria (10-20%), l'efficienza del motore elettrico. Si scende a molto meno dei 3.000wh direttamente disponibili nell'auto

Leonardo Marche

Ven, 18/09/2020 - 14:55

Per completezza negli anni '80 l'efficienza della catena centrali + distribuzione era dell'ordine del 20%. Oggi siamo arrivati a quel 33% che è già tanto. Consideri che la % grande che l'Enel dichiara da rinnovabile, comprende quella prodotta da 8 centrali nucleari (6 in Francia 2 in Svizzera) che lavorano per noi e dalle quali compriamo anche di notte per ripombare l'acqua dei bacini idroelettrici a monte e riprodurre energia durante le ore ci prezzo massimo (verso le 12am). Il 50% che lei cita è solo per particolari turbogas, considerando anche il calore prodotto e venduto per teleriscaldamento.

Leonardo Marche

Ven, 18/09/2020 - 15:00

Dove sta la differenza? La crescita dell'elettrico è una realtà, desiderabile perchè inquino non in città e meno (i fumi sono più controllati). I mezzi elettrici sono in generale (soprattutto monopattini e bici) più leggeri e quindi hanno bisogno di meno Wh per percorrere le stesse lunghezze. Consumo energia durante la notte prodotta dalle centrali nucleari francesi e svizzere che non saprebbero che farsene. In città respireremo un'aria più pulita con nostro beneficio, ma... In generale non inquineremo meno e non produrremo meno anidride carbonica. Semplicemente la spostiamo dove fa meno male!

Massimo Bernieri

Ven, 18/09/2020 - 15:51

In un paese che non vuole un gasdotto:tubo sotto terra che finiti i lavori nessuno vedrà più,vorranno nuovi elettrodotti ad altissima tensione vicino casa in un paese densamente popolato come il nostro che provocano inquinamento elettromagnetico molto più elevato dei tralicci con celle telefonia mobile?Per motivi tecnici un elettrodotto non potrà essere sotto terra se non per pochi kilometri altrimenti in Svizzera dove tutto è ordinato e i prati sembrano pettinati,non ci sono sarebbero elettrodotti ben in vista.