Mps, l'appello ribalta tutto: assolti Mussari, Vigni e tutte le banche coinvolte

Assolti gli ex vertici della banca Mps imputati nel processo su presunte irregolarità in operazioni finanziarie che, dal dicembre 2008 al settembre 2012, sarebbero servite a occultare le perdite causate dall'acquisto di Antonveneta

L'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari entra in Procura
L'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari entra in Procura

Tutto annullato. L’ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari è stato assolto nel processo sulle presunte irregolarità nelle operazioni di finanza strutturata (derivati) effettuate da Rocca Salimbeni tra il 2008 e il 2012 per cercare di coprire (secondo l'accusa) le perdite dovute all’acquisizione di Antonveneta. La corte di appello di Milano ha ribaltato la condanna in primo grado a 7 anni e 6 mesi.

Il processo, come accennato sopra, verteva su alcune operazioni finanziarie realizzate dalla banca senese. I reati ipotizzati dall'accusa nei confronti di tutti gli imputati erano, a vario titolo, manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo all’autorità di vigilanza.

Al centro dell'inchiesta i derivati Santorini e Alexandria, che Mps aveva sottoscritto con Deutsche Bank e Nomura e che, secondo la procura, avrebbero permesso di occultare la reale situazione finanziaria della banca, con particolare riferimento alle perdite dopo Antonveneta.

Le assoluzioni di tutti gli imputati, (sedici in tutto, banche comprese), sono in per la maggior parte nel merito. Per taluni episodi, precedenti all’agosto 2011, è subentrata la prescrizione. Di fatto la seconda corte d’appello, presieduta da Angela Scalise, ha cancellato la sentenza di primo grado, revocando anche le confische di 88 milioni per Nomura e di 64 milioni per Deutsche Bank, imputata assieme alla London Branch, e tutte le pene accessorie.

Tutti increduli alla lettura del dispositivo. Il sostituto pg Gemma Gualdi, che aveva chiesto condanne leggermente inferiori a quelle decise dal Tribunale per via di alcune prescrizioni, ha lasciato l’aula senza rilasciare alcuna dichiarazione.

"Questo è il disvelamento di come si esercita il terribile potere di accusa in Italia, dove, per fortuna, esiste ancora un giudice, rintanato a Berlino", hanno detto il professor Tullio Padovani e gli avvocati Francesco Marenghi e Fabio Pisillo, difensori di Mussari. La loro battuta fa riferimento alla celebre frase "esiste ancora un giudice a Berlino" contenuta in un’opera di Bertold Brecht, in cui si parla di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso. "L’avvocato Mussari - hanno concluso i suoi legali - non è più quel che era quando questa vicenda è iniziata, e nessuno gli restituirà nulla. Su questo, forse, dovremmo tutti riflettere".

"Finalmente giustizia è fatta", gha commentato l’avvocato Francesco Centonze, che con la collega Carla Iavarone assiste l’ex dg Vigni. "I giudici sono stati coraggiosi", ha aggiunto il legale Francesco Isolabella.

"Sono sempre stato convinto dell’innocenza dei mei Assistiti - ha detto l'avvocato Giuseppe Iannaccone, legale dei dirigenti di Deutsche Bank - e ho sempre avuto fiducia nel lavoro e nell’equilibrio della magistratura. Questa sentenza conferma che nel nostro Paese c’è giustizia e il caso di specie ne è la piena prova".

Tutti gli imputati assolti

Oltre a Mussari e all'ex direttore generale di Mps Antonio Vigni, la Corte di Appello ha assolto anche le altre 11 persone co-imputate, a vario titolo, di falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo all’autorità di vigilanza. Tra queste gli altri ex manager della banca senese: l’ex responsabile dell’area finanza Gianluca Baldassarri, l’ex direttore finanziario Antonio Pirondini e Marco Di Santo, responsabile Alm all’interno dell’area Tesoreria e Capital management della banca senese. E ancora i sei dirigenti di Deutsche Bank (Michele Faissola, Michele Foresti, Dario Schiraldi, Matteo Vaghi, Marco Veroni e Ivor Scott Dunbar) e l'ex manager dell’istituto giapponese Nomura Sadeq Sayeed, all’epoca dei fatti ceo di Nomura International Plc London.

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