Quando il mercato è libero di fare il suo mestiere senza interferenze dello Stato è una bella notizia. Va detto, non succede così di frequente alle nostre latitudini dove la cultura liberale non trova facile cittadinanza. La vittoria di Luigi Lovaglio per il controllo di Monte dei Paschi di Siena è avvenuta secondo tipiche dinamiche mercantili con il voto espresso dagli azionisti privati. Il Tesoro non ha partecipato alla consultazione. E oggi conserva un pacchetto azionario marginale. Nel mondo perfetto Via XX Settembre dovrebbe uscire del tutto da Mps tuttavia, non si può domandare la Luna.
Quel che è successo è un risultato di rilievo perché è stato il mercato a prendersi la scena. C'è stato un confronto fra liste e ne è uscita in sella la compagine Plt Holding che ha ricandidato Lovaglio, l'ex amministratore delegato. Ora questa lista ha legittimamente il controllo del nuovo consiglio di amministrazione, seppur con una maggioranza risicata. Ma adesso, come ha scritto Osvaldo De Paolini su queste colonne, è fondamentale che l'istituto non navighi a vista e che prevalga coesione tra le diverse anime, perché il terzo polo bancario non può permettersi una governance debole. Per intanto, è assai significativo che il mercato abbia potuto dare prova di sé in una realtà che, invece, viene da anni e anni di ferrea strategia dell'attenzione da parte della politica. E tutti ne ricordiamo il colore dominante. In quelle stagioni caratterizzate da metodi discutibili e inefficienze a pioggia, lo Stato dovette iniettare nell'istituto denaro pubblico. Allora, a Palazzo Salimbeni, il libero mercato non aveva alcuna voce in capitolo.
Ma questo è il passato da cui tenersi alla larga. Adesso Lovaglio è atteso a promuovere un percorso di crescita su fondamentali solidi e un indispensabile spirito collaborativo. Sarà il mercato a giudicarne le sue scelte.Info@pompeolocatelli.it