«Niente aumento per Mps E ora puntiamo al Nord»

Non è solo per il quarto scudetto consecutivo del basket, e per il Palio imminente che Siena vive giorni di festa. Ma anche perché la sua banca, dopo un paio di anni faticosi, ha ritrovato una centralità nel sistema che forse non aveva mai avuto in passato. Basti pensare che il suo presidente, Giuseppe Mussari, da oggi è il presidente designato dell’Abi. «E per noi - dice il direttore generale Antonio Vigni, in questa intervista al Giornale - è un segnale positivo: alla banca non verrà a mancare il suo presidente. Anzi, il doppio ruolo non potrà che stimolare il gruppo a fare ancora meglio».
Due anni e mezzo fa l’acquisto di Antonveneta: 9 miliardi che a qualcuno sono sembrati troppi, specie di fronte alla crisi scoppiata subito dopo. Al netto dell’avviamento dell’intera banca avete pagato circa sei milioni a sportello. Ora ne avete venduti una cinquantina a Intesa per quattro. Ne è passata di acqua: ora l’emergenza è finita?
«Sono stati due anni intensi, di crescita e trasformazione. Abbiamo allargato il perimetro, soprattutto al Nord; ristrutturato le partecipazioni; creato due piattaforme industriali strategiche di assicurazioni con Axa e di asset management con Prima Sgr; unificato la rete di 2.500 filiali sotto un unico brand, caso unico in Italia. Ottenendo infine meno costi: un risparmio netto di 500 milioni, e non solo con l’uscita di 3.500 dipendenti e l’ingresso di 2mila nuovi».
E con che quale ritmo i costi continueranno a scendere?
«Per il 2010 ci attendiamo di andare ben oltre il 2% del primo trimestre. E di chiudere con un rapporto cost-income verso il 60 per cento».
E la strategia di crescita?
«Gestire la crisi posizionandoci per la ripresa. Con particolare attenzione al mondo delle imprese: con Mps Capital Service vogliamo diventare un punto di riferimento per i servizi specialistici alle piccole imprese».
Già: si sa che su questo fronte avete aggredito la piazza romana, dove volete diventare sempre più importanti. E poi?
«Poi tocca a Milano, dove a partire dall’autunno vogliamo ripetere l’esperimento. Siamo convinti che ci sia uno spazio in cui Mps possa diventare partner, anche di capitale, di piccole e medie imprese nel Nord del Paese».
Risparmio gestito: è vero che Prima Sgr vuole crescere? Si parla di nozze con Anima.
«Con Prima Sgr siamo soci di minoranza con Clessidra: siamo soddisfatti e guardiamo con favore alla possibile crescita».
Però non sono solo rose e fiori: c’è il tema del capitale che incombe ancora su di voi. Non a caso dopo l’aumento di 5 miliardi del 2008, l’anno scorso avete emesso 1,9 miliardi di Tremonti bond. C’è chi dice che per rimborsarli dovrete fare un altro aumento. Come stanno le cose?
«Date le attuali regole, pensiamo di poterci predisporre strategicamente con i programmi giusti per rimborsare i bond di Stato entro la scadenza (31 dicembre 2012, ndr) senza effettuare aumenti di capitale».
Significa che il vostro Tier 1 lo permetterà: facciamo il calcolo di quanto vale.
«Organicamente la banca ha rafforzato il Tier 1 dal 5 al 6% nel 2009. Con i bond pubblici siamo arrivati al 7,5%. A questo possiamo aggiungere, in prospettiva, 25 punti base dalla cessione degli sportelli a Intesa e Carige; 40 dall’operazione sugli immobili strumentali; altri 40 per altre misure in cantiere sui nostri attivi: già così arriviamo all’8,5-9%. E va considerato che siamo una banca retail, con un profilo di rischio adeguato, che ha sempre operato con Tier 1 del 6-7%».
Naturalmente c’è l’incognita delle regole di Basilea 3, che entreranno in vigore proprio dal 2013.
«Sull’impianto di Basilea 3 vedremo. Noi siamo fermi a quanto ha comunicato l’Abi sulla peculiarità delle banche italiane, grandi e piccole, soprattutto rispetto alle minoranze e ai crediti fiscali».
La cessione degli immobili strumentali da 1,7 miliardi a un consorzio procede? Quando contate di chiuderla, tenendo conto del confronto in corso con Bankitalia e Consob?
«Vedo positivamente lo sviluppo dell’iter, che ha richiesto i suoi tempi anche per la complessità dell’operazione. Contiamo di chiudere entro l’anno».

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