Spese, cash e tessera sanitaria:adesso fate attenzione al 730

Dal superbonus al 110% alle spese mediche detraibili al 19% ma anche al 730 precompilato con tutte le spese: ecco cosa e come cambia la dichiarazione dei redditi 2021

Spese, contanti e tessera sanitaria: adesso fate attenzione al 730

Dal 1° gennaio di quest'anno, tutti i contribuenti si misureranno con la tracciabilità dei pagamenti se vorranno usufruire di sconti e detrazioni durante la compilazione della dichiarazione dei redditi. Ma non è questa l'unica novità.

Ecco il superbonus del 110%

Quali sono le maggiori novità che riguardano la dichiarazione redditi 2021? "Una delle poche cose positive dal punto di vista fiscale è l'introduzione del 'bonus 110%', cioè la detrazione fiscale per i proprietari d'abitazione e coloro i quali sosterranno determinate spese che rientrano in quella antisismiche, nell'efficientamento energetico o isolamento termico. Sostenute queste spese, si ha automaticamente diritto ad una serie di altre detrazioni su altri costi che il cittadino andrà a sostenere come, ad esempio la sostituzione degli infissi", afferma in esclusiva per ilgiornale.it l'avvocato Massimo Leonardi, Commercialista e Revisore dello Studio Legale e Tributario IIILex, tra i massimi esperti in campo fiscale (info@questionifiscali.com). Questa novità è definita "fondamentale" dall'avvocato ed impatterà su tantissimi contribuenti anche se, al momento, non è decollata. "La notizia non è ancora stata percepita ma si potranno fare i lavori della propria abitazione gratis, addirittura avendo il 10% in più. È un meccanismo con il quale si cederà il credito fiscale alla banca che si occuperà di pagare direttamente i fornitori ed incasserà lei il credito fiscale al posto del cittadino. Con questo meccanismo, di fatto, si potranno sostenere i lavori a costo zero. È stata introdotta con la scorsa legge finanziaria ed è già in vigore, la norma è valida fino al 2022", ci spiega il Dott. Leonardi. A parte questa super novità, per quanto riguarda le altre detrazioni fiscali o incentivi, non ci sono stati stravolgimenti né in termini di scadenza (730) né sulla dichiarazione dei redditi, non c'è nulla di rilevante che sia stato introdotto. "C'è il solito impianto che dà la possibilità di detrarre le spese mediche, dedurre i costi della propria attività per i titolari di partita Iva e per chi ha figli a carico. La normativa fiscale, nel suo impianto generale, non è stata modificata".

Gli sconti: fondamentale la tessera sanitaria

A proposito di spese mediche, però, bisogna prestare la massima attenzione per le detrazioni fiscali al 19% quando si comprano i medicinali: se è vero che è obbligatorio il pagamento con carte, bancomat o bonifici, non è sempre vero perché si può ancora acquistare in contanti purché si fornisca la tessera sanitaria. In questo modo, il pagamento rimarrà comunque tracciato e si aggiungerà, automaticamente, alla dichiarazione dei redditi precompilata. "Ci sono varie detrazioni fiscali: oltre al 110% della propria abitazione, abbiamo anche quelle che riguardano le spese mediche detraibili del 19%: se in farmacia si comprano 300 euro di medicinali, fornendo la tessera sanitaria che viene scannerizzata, il pagamento confluirà automaticamente sulla dichiarazione dei redditi precompilata e sarà detraibile per il 19%", ci spiega l'avvocato. Ormai non c'è più la conservazione fisica dei documenti come avveniva una volta: in questo modo si snellisce il sistema e facilitano le operazioni. "Ciascun soggetto non titolare di partita Iva ha la sua dichiarazione precompilata con queste spese: non si dovranno più dare al commercialista ma il commercialista andrà nel cassetto fiscale del contribuente e avrà già le spese mediche totali dell'anno da cui va dedotta la franchigia da 129 euro. L'importo, meno quelle 129 euro per il 19%, sarà il costo che si potrà detrarre a titolo di imposta sulle spese mediche", spiega l'avvocato Leonardi.


Altri sconti e detrazioni. Oltre alle spese mediche, quali e quanti sono gli sconti su altri beni e servizi? "La detrazione c'è anche sui costi sostenuti per le spese funerarie, ad esempio, o quelli fatti per la previdenza complementare. In questo caso, un contribuente potrà versare a titolo previdenziale una determinata somma a qualche fondo di previdenza, e queste spese sono detraibili. Ma lo sono anche quelle per gli animali domestici (in percentuali che variano), ad esempio, oppure sugli interessi passivi che si versano sul mutuo della prima casa, i cui interessi sono completamente detraibili. Questa sfilza di detrazioni, però, è rimasta immutata nel corso degli anni, non c'è stata una modificata ma sono quelle standard".

Come avere la precompilata. Fondamentale, per usufruire della precompilata, seguire un processo ben precisio che necessita di minime capacità informatiche. "Ciascun contribuente non titolare di partita Iva, ha la propria dichiarazione già fatta: ogni cittadino si deve premunire del famoso 'Spid', un codice identificativo che deve avere qualsiasi persona; con il codice si entra sul sito dell'Agenzia delle Entrate, si digita lo Spid ed automaticamente si può scaricare il proprio 730 o la dichiarazione dei redditi già precompilata con tutti i costi", afferma Leonardi, sottolineando come sia un vantaggio enorme con un risparmio di tempo veramente notevole rispetto a prima. "Nei prossimi anni si arriverà, addirittura, alla precompilata per chi ha la partita Iva, meccanismo più complesso e con costi divers che, per il momento, non è disponibile".

"Tetto" dei contanti sempre più basso

Non impatta sulla dichiarazione dei redditi ma nella vita di ciascun cittadino quando compie una determinata spesa: il tetto dei contanti è stato ulteriormente ridotto da tre a duemila euro lo scorso 1° luglio 2020 e soglia che potrebbe ulteriormente abbassata a 1.000 euro nel 2022 (qui il nostro pezzo sull'argomento). Quindi, qualunque persona che compia una spesa in un qualsiasi esercizio commerciale oppure pagando qualsiasi professionista, non può pagare più di duemila euro in contanti: se viene emessa una fattura da tremila euro, bisognerà effettuare due pagamenti. "In questo caso si possono pagare duemila euro in contanti, il resto tramite bonifico - ci dice l'avvocato - Dal mio punto di vista è una norma assolutamente iniqua della libertà di ciascun cittadino: capisco che ci debba essere un tetto, ma così basso è ridicolo. La riduzione dei contanti è stata trasmessa come un'iniziativa atta alla riduzione del riciclaggio ma non è così. In altri Paesi, il tetto è di 6-7mila euro: poteva avere un senso averlo di questo tipo ma portarlo a duemila euro, secondo me, è un'ulteriore norma che infastidisce l'espandersi dei consumi". Con il governo Monti questa soglia era addirittura arrivata a mille euro, Renzi l'aveva riportata a tremila ma adesso nuovamente a duemila in un sali-scendi come sulle montagne russe. "Si immagini la confusione...", conclude.

Rinvio delle detrazioni tracciabili, si "salvano" i contanti

Una novità dell'ultim'ora riguarda il rinvio dell'obbligo delle detrazioni fiscali tracciabili in dichiarazione. Secondo quanto riportato da ItaliaOggi, il Ministero dell'Economia e l'Agenzia delle Entrate avrebbero valutato positivamente le richieste dei Caf e dei consulenti del lavoro di derogare per il 2021 alla disposizione che lega l'utilizzo delle detrazioni fiscali in dichiarazione al pagamento tracciato tramite bonifico, assegno, carta di credito o di debito, ma non in contanti. A questo punto, si ipotizza un emendamento all'attuale decreto Sostegni oppure il nuovo decreto Sostegni bis in fase di scrittura che verrà approvato a maggio. Ricordiamo che la misura sulle detrazioni tracciabili, contenuta nella legge di Bilancio 2020 (articolo 1, comma 679), per usufruire degli "sconti" prevede l'obbligo di pagare le spese per medico, palestre per i figli, veterinario, solo attraverso mezzi di pagamento tracciabili e non in contanti come abbiamo spiegato con l'aiuto dell'avvocato Leonardi. Perché questo probabile stop momentaneo? Perché molti contribuenti, ignari, hanno continuato a pagare veterinario, palestra e spese mediche in contanti e si stanno ritrovando con la brutta sorpresa di veder negato lo sconto fiscale. Il gettito previsto dalla misura è di circa 496 milioni di euro.