Non paghi? Vai nella lista nera L'Ue può metterci in ginocchio

Nuovo scacco dall’Europa. Dal primo gennaio 2021 chi non salderà entro 90 giorni un arretrato di pagamento, sarà segnalato alla centrale dei rischi

Oltre il 60% delle piccole e medie imprese italiane sono a rischio chiusura. Il Covid ha colpito forte. E all’orizzonte non ci sono, purtroppo, buone notizie. Della serie, continuiamo a farci del male. La tempesta arriva, neanche a dirlo, da Bruxelles. Da lì pioveranno nuove regole europee su privati cittadini e aziende. Le nuove norme interessano le banche. E prevedono in sostanza che dal primo gennaio 2021 chi non salderà entro 90 giorni un arretrato di pagamento, anche modesto, sarà segnalato alla centrale dei rischi, con la conseguenza che i creditori saranno molto meno propensi a concedere finanziamenti. Quelli di cui stiamo parlando sono alcuni regolamenti Ue. Misure che sembrano state create ad hoc per favorire il collasso delle aziende italiane e del nostro sistema economico.

Affari Italiani scrive che le circolari degli istituti bancari stanno comunicando un vero e proprio tsunami sul credito. Dal primo giorno dell’anno che verrà, la nuova definizione di default, stabilisce che il cliente privato o l’impresa di piccola o media dimensione che presenti un arretrato di oltre 90 giorni per una cifra superiore ai 100 euro e superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca, finirà segnalato alla centrale dei rischi. Per le imprese più grandi la cifra limite diventa 500 euro e superiore all’1% del totale delle esposizioni.

Fino a oggi le banche classificavano in "default" quelle aziende che, per oltre 90 giorni consecutivi, non pagavano cifre "rilevanti". Le nuove regole ora quantificano il concetto di rilevanza, fissando la soglia oltre la quale l’impresa debba essere obbligatoriamente classificata in fallimento. Insomma, per l’ennesima volta, l’Ue si mostra come il problema e non come la soluzione ai mali del nostro Paese. In questo vespaio di regole e direttive, la banca sarà tenuta a determinare l’inadempienza dell’azienda se la stessa è in arretrato con i pagamenti. Una vera tragedia per il tessuto economico italiano già fortemente ammaccato dal lockdown e dalla conseguente crisi economica.

L’Abi, l’associazione bancaria italiani, fa sapere che "diversamente dal passato, non potranno essere utilizzati margini attivi dell’impresa disponibili su altre linee di credito per compensare gli arretrati in essere ed evitare di classificare l’impresa come inadempiente". "È dunque fondamentale, continua l’associazione di categoria che le imprese conoscano le nuove regole, al fine di evitare di essere classificate in default anche per rate non pagate di piccolo importo. A tale scopo le associazioni pubblicano da oggi la guida sui propri siti".

Sempre l’Abi sottolinea poi che le principali associazioni di rappresentanza delle imprese e l’Abi stessa, avevano definito la guida sulle nuove regole europee in materia di definizione di default prima della pandemia. In base a quell'accordo, dunque, le banche potranno iniziare ad applicare le regole a partire dal prossimo mese e comunque entro il primo gennaio 2021. Si tratta di un patto (Accordo per il credito 2019) siglato prima dell’arrivo del virus cinese. Qualcosa che ora, però, terrorizza i nostri imprenditori.

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