"Inferno" commercialisti: quando si blocca tutto

Rivolta contro la mancata proroga dei versamenti: "Bastonare i cittadini con tasse e burocrazia non aiuterà l'Italia a rialzarsi ma servirà a tenerla in ginocchio"

"Inferno" commercialisti: quando si blocca tutto

I commercialisti hanno proclamato 8 giorni di sciopero: la categoria dal 14 settembre (ore 24) al 22 settembre (ore 24) si asterrà dall'invio dell'Iva trimestrale (Lipe) e dal presenziare nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali. Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Unagraco, Ungdcec, Unico e Sic hanno fatto sapere che la base principale della protesta è rappresentata dalla mancata proroga delle scadenze fiscali. Marco Cuchel e Maria Pia Nucera, presidenti rispettivamente dell'Anc e dell'Adc, hanno spiegato che le motivazioni dell'azione di protesta sono quelle inserite nella proclamazione, "ovvero le reiterate lesioni delle prerogative professionali degli iscritti all'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che hanno procurato danno all'attività svolta dagli stessi a favore dei contribuenti e del tessuto imprenditoriale del paese ma anche il clima di profonda frattura che si è instaurato tra il governo e i professionisti".

Le nove sigle sindacali, nella comunicazione inviata a Ministeri e procure, hanno sintetizzato in 5 punti le loro richieste. La priorità riguarda la sospensione dei versamenti delle imposte fino al 30 settembre: tale richiesta era già stata avanzata a più riprese anche dal Consiglio nazionale della categoria, ma fino a ora "è caduta nel vuoto". Ecco perché i sindacati parlano di un "pervicace e immotivato rifiuto" che non fa altro che danneggiare la categoria, le aziende e i contribuenti. I commercialisti chiedono inoltre una "sistematica e formale consultazione preventiva della categoria" nella stesura delle norme e degli adempimenti sulle materie di loro competenza e una semplificazione fiscale mediante un atto di riformulazione del calendario e di riduzione degli adempimenti. Infine viene fatto riferimento al rispetto dello Statuto del contribuente e all'estensione anche per i professionisti degli aiuti riconosciuti alle imprese.

"Così si affossa l'Italia"

Le sigle sindacali hanno comunque concluso la lettera di proclamazione ribadendo la propria disponibilità a un serio confronto con l'intento di fornire tutte le risposte alle richieste formulate. Massimo Miani, presidente dei commercialisti italiani, ritiene che la proclamazione ufficiale dello sciopero sia una scelta "giusta e inevitabile" che trova il pieno sostegno del Consiglio nazionale della categoria: a suo giudizio si tratta di un "esito inevitabile di fronte all'incredibile e ostinata volontà" da parte del governo giallorosso "di ignorare tutte le richieste di dialogo avanzate in questi mesi dai commercialisti".

Al loro fianco si è schierata Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà dopo l'ennesima richiesta rimasta inascoltata dal governo, garantendo che continuerà a condurre questa battaglia "a difesa di milioni di lavoratori e partite Iva". La leader di Fratelli d'Italia ha infine invitato Conte ad ascoltare le istanze, lanciando un durissimo monito nei confronti della sua maggioranza: "Bastonare i cittadini con tasse e burocrazia non aiuterà l’Italia a rialzarsi ma servirà a tenerla in ginocchio. Quando lo capirà la maggioranza M5S-PD?".

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