"Ora ridurre l'Iva sull'energia al 5%"

Il presidente dell'Osservatorio: "Basta con certi balzelli in bolletta"

"Ora ridurre l'Iva sull'energia al 5%"

«Per risolvere il problema strutturale italiano è fondamentale continuare a puntare sulle energie rinnovabili. Bisogna sburocratizzare e incentivare con appositi contributi la costituzione di nuove comunità energetiche e promuovere l'efficientamento energetico industriale e residenziale». Il presidente dell'Osservatorio Ubroker sull'energia Cristiano Bilucaglia lancia un appello all'esecutivo, oggi che il prezzo del gas è in calo dopo le fiammate dei mesi scorsi: «Bisogna riformare il sistema di calcolo per la determinazione del Pun, prezzo finale dell'energia elettrica. Oggi si forma in Olanda secondo il meccanismo del Marginal price system che tende uniformare il Pun al valore della fonte di produzione più cara».

Un incentivo per chi produce, non per chi compra...

«Il meccanismo andrebbe rivisto introducendo meccanismi già noti come il pay-as-bid, in cui ciascuna offerta di vendita accettata sul mercato viene remunerata al prezzo dalla stessa indicato, e questo consentirebbe da subito risparmi significativi per tutti gli utenti finali».

Cosa consiglia al governo per ridurre ulteriormente il prezzo finale delle bollette?

«Nella legge di bilancio 2023 vi sono numerose e corpose misure contro il caro energia, dall'eliminazione degli oneri impropri al rafforzamento del credito di imposta per commercianti, ristoratori e imprese energivore».

Poi c'è l'Iva sul gas ridotta al 5%...

«Bisognerebbe farlo anche sull'energia elettrica. Attualmente abbiamo due aliquote (al 10% e al 22%). Ridurre l'Iva al 5% sarebbe un intervento risolutivo immediato e darebbe maggior respiro alle famiglie e alle imprese italiane da subito».

Altri balzelli da sterilizzare?

«Sì, per esempio gli oneri Ets per ridurre le emissioni di gas serra. Una sorta di tassazione ambientale che obbliga i produttori di energia ad acquistare le proprie quote in funzione di quanto sia inquinante, in termini di Co2, la propria centrale, e questi costi inevitabilmente ricadono sulle bollette dei cittadini. Si potrebbe pensare ad una loro sospensione temporanea».

Che ne pensa del price cap?

«Servirebbe un price

cap nazionale, dirottando tutti i sostegni fino ad ora introdotti a beneficio di un meccanismo di stabilizzazione del prezzo. Il beneficio in bolletta sarebbe proporzionale all'effettivo valore della materia prima energia».

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