Imu per i pensionati all'estero: cambia tutto

Il provvedimento è frutto di un emendamento alla manovra economica discusso in Parlamento

Imu per i pensionati all'estero: cambia tutto

Raggiunto l’accordo tra la maggioranza e il governo: nel 2022 i pensionati italiani residenti all’estero, che sono proprietari in Italia di un immobile non affittato, pagheranno l’Imu ridotta al 10%. Il provvedimento è frutto di un emendamento alla manovra economica discusso in Parlamento. Per dare seguito all’intenzione del premier Mario Draghi e del consiglio dei ministri verranno investiti 3 milioni di euro. Nel 2021, invece, le stesse persone hanno versato una tassa sempre ridotta, ma al 50%. Nell’anno in corso, come riporta ilgiornale.it, si dovevano rispettare alcune precise condizioni per poter usufruire dell’agevolazione.

Si tratta degli stessi parametri valutati anche per il 2022. Innanzitutto, i pensionati devono essere residenti all’estero e possedere una casa non locata in Italia. Chiaramente il beneficio vale solo per quelle persone che hanno il domicilio in quei Paesi che hanno sottoscritto una convenzione previdenziale con il governo italiano. Negli ultimi tempi, quindi, sono decisamente cambiate le cose per i pensionati che vivono in altre nazioni. Fino al 2019 l’Imu per le abitazioni possedute in Italia non veniva pagata da chi era residente all’estero, sempre che non fosse in affitto o non fosse stata ceduta in comodato d’uso.

Il governo ha dovuto rivedere questo provvedimento, per non incappare in sanzioni emesse dall’Unione europea, che riteneva discriminatorie nei confronti degli altri cittadini comunitari possessori di immobili in Italia questo tipo di beneficio. Nel 2021, oltre all’agevolazione sull’Imu, per i pensionati italiani residenti all’estero è stata prevista anche una sforbiciata alla Tari, che è stata pagata per i due terzi di quanto dovuto.

Intanto, c’è chi chiede agevolazioni anche in Italia e non solo per i pensionati. “Il turismo è in ginocchio. Un terzo degli alberghi non ha mai più riaperto dopo il Covid.

Al governo – afferma Antonio De Poli, senatore Udc e presidente nazionale del partito – chiediamo uno sforzo maggiore in manovra sul settore che ha pagato il prezzo più alto della crisi economica. Le nostre proposte: esonero seconda rata Imu, proroga del credito d'imposta sugli affitti e proroga della cassa integrazione Covid-19. Obiettivo evitare altre chiusure e licenziamenti”.

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