Pensioni di novembre: scatto del 2,2% e bonus una tantum di 150 euro

Da ieri è cominciata l'erogazione delle pensioni di novembre, con alcune sorprese: oltre alla seconda tranche della rivalutazione anticipata, anche un conguaglio e il bonus una tantum di 150 euro

Pensioni
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È partito ieri il pagamento delle pensioni, con la conferma dell'aumento provvisorio del 2% per i trattamenti con un importo mensile totale non superiore a 2.692 euro lordi. Confermata, dunque, per la seconda volta, la rivalutazione anticipata finalizzata ad aiutare i cittadini ad affrontare il caro-energia.

Assegno più pesante a novembre

Oltre a ciò nelle pensioni di novembre è andato anche ad aggiungersi uno 0,2% derivato dal conguaglio tra l'indicizzazione di inizio anno e quella derivata dall'andamento dei prezzi registrato lo scorso anno. Per i pensionati con reddito non superiore ai 20mila euro ci sarà un'ulteriore sorpresa, ossia quei 150 euro previsti una tantum dal decreto Aiuti ter.

In questo modo il vecchio esecutivo guidato da Mario Draghi ha tentato di dare respiro alla categoria dei pensionati, colpiti dal pesante rincaro dei prezzi. Un fenomeno che sta purtroppo peggiorando ulteriormente rispetto all'estate appena trascorsa.

Nel mese di ottobre, infatti, è stato calcolato su base annuale un aumento dell'indice dell'11,9%. A differenza dello stipendio da lavoratore, le pensioni prevedono un adeguamento a seconda dei dati dell'inflazione rilevati nell'anno precedente. Ecco che già a gennaio scorso si era assistito a una maggiorazione pari all'1,7%. Maggiorazione risultata poi inferiore rispetto alla variazione media complessiva, motivo per cui nell'assegno di novembre ci sarà il conguaglio dello 0,2%. Lo 0,2% andrà quindi ad aggiungersi al 2%.

Pensioni nel 2023

Per quanto riguarda il prossimo anno, a partire da gennaio scatterà la rivalutazione sostanziale delle pensioni, calcolata sull'inflazione media del 2022, molto più alta del 2021. Si prevede un incremento addirittura superiore all'8%, dato che a settembre l'inflazione viaggiava già al 7,1%.

La perequazione, ovvero la rivalutazione annuale degli importi pensionistici, riguarda solo quei trattamenti che non superano l'importo fissato a quattro volte il

trattamento minimo Inps, ossia 525 euro mensili (2.100 euro). Per quelle pensioni che superano il limite previsto è riconosciuta una perequazione del 90%, che scende al 75% per chi supera oltre 5 volte il trattamento minimo.

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