Pensioni, spunta quota 101 per sostituire quota 100

Il ministro della pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Per noi Quota 100 resta. Si potrà eventualmente valutare se portarla a Quota 101"

Evitare lo scalone di Quota 100, accontentare i sindacati, mantenere i costi sotto controllo ma soprattutto trovare una soluzione che sulle pensioni accontenti tutte le anime della maggioranza: è questo l'obiettivo del governo giallorosso, alle prese con un complicatissimo rebus.

Il ministro della pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Per noi Quota 100 resta, è importante e ci teniamo a mantenerla in piedi. Si potrà eventualmente valutare se portarla a Quota 101 – ha detto la pentastellata – ma sono valutazioni preliminari. Il trenino di prova di Quota 100 rimane dov'è”. In altre parole, Dadone ha fatto capire che sul tavolo potrebbe esserci anche l'ipotesi di una modifica di Quota 100, la riforma votata anche dal Movimento 5 Stelle durante il precedente esecutivo con la Lega.

A meno di ribaltoni, l'accesso anticipato alla pensione, con 62 anni di età e 38 di contributi, resterà in piedi fino al 31 dicembre 2021. Questo è quanto stabilisce Quota 100, una misura che potrebbe tuttavia subire alcune sostanziali trasformazioni. Quali? Ancora non c'è una risposta. Il governo ha chiarito che non intende rinnovare il provvedimento oltre la sua scadenza. Nel frattempo resta in piedi il tavolo di confronto con i sindacati per preparare una riforma capace di sostituire questa misura senza l'ostacolo dello scalone che verrebbe a crearsi il primo gennaio 2022.

Come spiega Il Corriere della Sera, fino al giorno prima sarebbe possibile andare in pensione a 62 anni, ma dalla mezzanotte del 2022 servirebbero 67 anni di età per ottenere la pensione di vecchiaia o 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall'età per quella anticipata. Per ovviare il problema l'esecutivo sta cercando il modo migliore per introdurre forme di pensionamento flessibile. Ma mettere d'accordo tutti sarà impresa ardua.

Le proposte sul tavolo

Mentre Dadone ha parlato di Quota 101, esiste anche l'ipotesi di Quota 102, ovvero 64 anni di età e 38 di contributi. Due sono le versioni della seconda proposta: una prevede il ricalcolo dell'assegno con metodo contributivo, con quest'ultimo in vigore dal 2012 per i lavoratori ma solo per la parte di pensione maturata da quel preciso momento in poi. L'altra – ben vista dai sindacati – consiste invece nel fissare un'età flessibile a scelta del lavoratore, a partire da 62 anni di età e 20 di contributi oppure 41 anni di versamenti indipendentemente dall'età. A quanto pare i grillini sono disposti a scendere a patti, ma la loro disponibilità rimane assai limitata.

Capitolo costi. Il Tesoro è in allarme per possibili riforme che comporterebbero spese enormi e che per questo rischierebbero di essere bocciate dalla commissione europea. I sindacati, così come alcuni esponenti del governo, propongono di utilizzare i risparmi su Quota 100 per finanziare le nuove forme di flessibilità che sostituiranno la vecchia misura. Italia Viva, che vuole l'immediata cancellazione di Quota 100, vorrebbe dirottare il tesoretto per il taglio dell'Irpef.

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