Nel 2025 la raccolta premi complessiva delle assicurazioni in Italia ha raggiunto i 182 miliardi, in rialzo del 7,8% rispetto al 2024. L'espansione ha interessato sia i rami danni (+6,5%) sia i rami vita (+8,3%). Sono i dati diffusi ieri dall'Ania, l'associazione delle imprese assicuratrici.
Nel dettaglio, alla fine dell'anno scorso i premi contabilizzati nei rami danni dalle imprese nazionali ed extraeuropee hanno superato i 43,5 miliardi con un +6,6% rispetto al 2024. Il ramo Rc auto ha registrato una crescita più contenuta, pari al 3,6%, mentre gli altri rami danni hanno segnato un incremento più sostenuto, dell'8 per cento. L'aumento dei premi Rc auto è legato soprattutto all'incremento del costo dei sinistri, influenzato dall'inflazione che dal 2022 ha fatto salire il prezzo dei pezzi di ricambio del 16,4% e la rivalutazione dei danni alla persona di oltre il 18 per cento. Nello stesso periodo il premio medio è cresciuto di poco più del 16%, pur restando inferiore del 24% rispetto ai livelli del 2012.
Tra gli altri rami danni si segnalano gli aumenti nei corpi veicoli terrestri (+9,2%), assistenza (+9,7%), credito e cauzioni (+10,9%), malattia (+11,6%) e incendio (+17,1%) grazie anche alla progressiva applicazione dell'obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali per le imprese. Per il presidente dell'Ania, Giovanni Liverani (in foto), l'andamento positivo rappresenta un segnale importante del progressivo rafforzamento della protezione assicurativa di famiglie e imprese italiane.
Nel solo comparto danni, infatti, nel corso dell'anno sono stati pagati quasi 40 miliardi per risarcimenti e prestazioni agli assicurati, relativi a oltre 18 milioni di sinistri. Nonostante la crescita, resta tuttavia ampio il divario tra il livello di copertura assicurativa in Italia e quello dei principali Paesi europei.