Ripartono le cessioni del superbonus

A settembre 10 miliardi in più. Attesa per i provvedimenti del nuovo governo

Ripartono le cessioni del superbonus

Il superbonus corre ancora e mette a segno un vero e proprio balzo di quasi 10 miliardi. A settembre, il mese in cui bisognava dimostrare di aver effettuato almeno il 30% dei lavori sulle unifamiliari per poter godere dell'agevolazione al 110% fino alla fine dell'anno, le detrazioni prenotate a carico dello Stato ammontano a 56,3 miliardi dai circa 47 registrati dall'Enea a fine agosto. Il meccanismo ha accelerato in vista della scadenza, continuando a funzionare senza sosta, anche in attesa del fatidico sblocco, arrivato proprio in queste ore, del mercato della cessione dei crediti, che permetterà di liberare i cassetti fiscali e di far ripartire le somme rimaste incagliate per miliardi di euro.

L'Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito ogni dettaglio sulle modifiche apportate dal decreto Aiuti-bis, con una circolare attesa ormai da settimane dal mondo delle imprese e, soprattutto da quello bancario, per capire come e quando chi accetta il credito sarà d'ora in poi ritenuto responsabile in solido.

Le Entrate hanno spiegato in quali casi verranno riconosciuti il dolo e la colpa grave riportati nella nuova norma di legge, riscontrando la piena approvazione dei diretti interessati. L'Abi ha diffuso una circolare alle banche, rilevando i «puntuali chiarimenti» dell'amministrazione.

E proprio ieri Intesa e Autotorino, società che opera nel mercato automotive, hanno annunciato il primo accordo in Italia per la ri-cessione dei crediti fiscali legati al superbonus per 200 milioni. Il gruppo guidato da Carlo Messina si pone così come apripista per la piena attuazione al decreto Aiuti, che ha previsto la ri-cessione al mondo delle imprese.

A prendere la palla al balzo di fronte ai dati dell'Enea sullo stato dei lavori è intanto il Movimento 5 Stelle che chiede al prossimo governo di non ignorare la misura in vista della legge di bilancio.

Come noto, il superbonus scade per le villette unifamiliari (con qualche piccola eccezione) alla fine del 2022, rimanendo in vigore invece per i condomini al 110% nel 2023, al 70% nel 2024 e al 60% nel 2025. La nuova maggioranza ha già fatto trapelare l'ipotesi di una riorganizzazione della giungla dei bonus edilizi nel loro complesso.

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