Lo spettro deflazione agita la Cina. Stretta Usa all'export verso Pechino

La Cina scivola in deflazione per la prima volta da febbraio 2021 e alimenta nuovi dubbi sulla tenuta della sua economia

Lo spettro deflazione agita la Cina. Stretta Usa all'export verso Pechino
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La Cina scivola in deflazione per la prima volta da febbraio 2021 e alimenta nuovi dubbi sulla tenuta della sua economia. Quando gran parte del mondo è alle prese con la pericolosa impennata dei prezzi, dagli Usa all'Ue, il Dragone registra invece a luglio la brusca frenata dei prezzi al consumo (-0,3% annuo) e alla produzione (-4,4%) per la debolezza di domanda interna e estera.

Una congiuntura destinata a peggiorare in quanto ieri il presidente Usa, Joe Biden, ha lanciato la stretta agli investimenti americani in Cina nel settore hi-tech. Una mossa dettata da motivi «di sicurezza nazionale e non economici», ha spiegato un funzionario dell'amministrazione. I paletti imposti nell'ordine esecutivo riguardano i semiconduttori, il quantum e alcuni sistemi di intelligenza artificiale. «L'amministrazione Biden è impegnata a mantenere l'America sicura e a difendere la sicurezza nazionale tutelando tecnologie cruciali per l'innovazione militare», ha messo in evidenza la Casa Bianca. L'obettivo è evitare che i capitali e le competenze statunitensi contribuiscano allo sviluppo di tecnologie che potrebbero offrire sostegno alla modernizzazione militare della Cina minacciando la sicurezza Usa.

La deflazione cinese, che si riferisce al calo dei prezzi di beni e servizi, è causata da una serie di fattori, tra cui il calo dei consumi: è una minaccia per l'economia perché, se da un lato i beni più a sconto possono sembrare vantaggiosi per il potere d'acquisto, spinge i consumatori a posticipare gli acquisti sulle attese di ulteriori riduzioni dei prezzi. La minore domanda porta le aziende a ridurre la produzione, a bloccare le assunzioni o a licenziare, fino ad accettare nuovi sconti per vendere le scorte a danno della redditività. Molti osservatori, tuttavia, temono questa volta una deflazione in scia per le difficoltà dell'economia e della disoccupazione giovanile record (oltre il 20%) in un'impronta marxista-leninista impressa dal presidente Xi Jinping (in foto).

In aggiunta, il settore immobiliare, capace in passato di generare fino a un terzo del Pil, è in profonda crisi. Liu Guoqiang, vice governatore della Banca centrale (Pboc), ha detto a luglio che non ci sarebbero rischi deflazionistici in Cina nella seconda metà dell'anno.

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