Stellantis, Tavares rassicura i sindacati sull'Italia

Il viceministro Misiani: "Non è un tabù se lo Stato diventa azionista". Faro del Mise su Iveco-Faw

Da una parte, la nascita di Stellantis con l'amministratore delegato Carlos Tavares che, presentata la squadra, è al lavoro su progetti e integrazione dei tanti marchi; dall'altra, il negoziato tra Cnh Industrial per la cessione di Iveco ai cinesi di Faw. Quindi, il governo e i sindacati di categoria che chiedono rassicurazioni sul futuro dell'industria italiana e si interrogano sulla necessità che lo Stato faccia sentire il suo peso.

Su Stellantis, a esempio, il viceministro all'Economia, Antonio Misiani, afferma di non ritenere «un tabù l'ipotesi di un ingresso pubblico nella società analogamente alla quota già in mano all'Eliseo». Cnh Industrial ha presentato ieri al Mise il quadro produttivo italiano di tutto il gruppo, tra camion Iveco, motori, macchine agricole e costruzioni. Il ministero, in proposito, ha puntualizzato che vigilerà per garantire continuità e occupazione. Su Iveco-Faw il ministro Stefano Patuanelli ha detto che l'interessamento dei cinesi «va verificato con Cnh», mentre i sindacati hanno chiesto un ulteriore incontro con i vertici della multinazionale che fa capo a Exor. Su Stellantis, Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, in attesa di confrontarsi sul piano industriale, hanno ricevuto dall'ad Tavares conferme sugli impegni presi nel piano di Fca e sul fatto che le sinergie non penalizzeranno gli stabilimenti italiani e i lavoratori. «Per Fiom - osservano Francesca Re David, segretario generale, e Michele De Palma, segretario nazionale - è l'avvio di un dialogo che porti a relazioni sindacali più forti». Il leader Fim, Roberto Benaglia (in foto), e il segretario nazionale Ferdinando Uliano: «Si potranno rafforzare i marchi italiani e fare nuovi progetti, in particolare su Alfa Romeo e Maserati, per dare maggiore attività nelle fabbriche».

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