Leggi il settimanale

"Sui bonus auto l'Ue sbaglia includa i motori a benzina"

Il capo dei componentisti Marco Stella: "Sostegni trasversali e per accedere chiediamo il 75% di pezzi Made in Europe"

"Sui bonus auto l'Ue sbaglia includa i motori a benzina"
00:00 00:00

"Riteniamo che il 75% dei componenti made in Europe, rispetto alla proposta di Bruxelles del 70% per quelle auto oggetto di sussidi, sia fondamentale. Nostro dovere è proteggere la manifattura e garantire al settore tutti gli strumenti necessari. L'Europa è al centro tra le pretese americane e l'offensiva commerciale cinese. In pericolo sono le nostre filiere e competenze. Tutte capacità impensabili da ricostruire". È quanto afferma Marco Stella - ceo di Dts Spa con sede a Maranello, presidente del Gruppo componenti di Anfia (filiera italiana) e vicepresidente dell'associazione europea Clepa - in vista dell'imminente presentazione, da parte della Commissione Ue, dell'Industrial Accelerator Act, con l'obbligo per i costruttori di utilizzare componenti made in Europe nelle nuove auto elettriche, ibride ricaricabili e a celle a combustibile che rientreranno nei piani di sostegno. Uno studio di Roland Berger precisa come i fornitori si trovino ad affrontare una concorrenza sleale da parte di regioni con costi più bassi, meno normative, tariffe unilaterali, eccesso di capacità, dumping e sussidi: a rischio, entro il 2030, sono fino a 350mila posti.

Stella, ancora una volta Bruxelles si è svegliata tardi.

"Credo che il testo che abbiamo potuto visionare vada nella direzione giusta, al di là di alcuni correttivi. Ma non bisogna più perdere tempo per arrivare al cambio di passo che l'industria merita".

I bonus previsti escludono, però, le vetture più richieste: le ibride senza la spina.

"La norma dovrebbe essere trasversale su tutti i modelli, anche se di solito gli incentivi riguardano solo le auto elettriche e ibride plug-in. Ma noi chiediamo che comprendano tutte le alimentazioni".

Quali componenti saranno considerati? E poi c'è il nodo batterie con i cinesi dominanti.

"Non vogliamo concentrarci solo su batterie, motori elettrici ed elettronica di controllo, con il rischio che il resto diventi oggetto di migrazione verso Paesi low cost per recuperare competitività e creare, alla fine, nuove dipendenze su commodities a basso valore. Il 75% del valore, per noi, riguarda tutti gli altri componenti della vettura, senza distinzione. Voglio ricordare che le auto più vendute in Europa sono quelle con motore endotermico".

Vi aspettate ripicche da parte cinese?

"I cinesi sanno che è impossibile aspirare a un pezzo di mercato europeo rilevante, come ambiscono, senza immaginare di dover produrre in loco con il valore offerto sul posto. È quello che hanno fatto gli occidentali in Cina, ma ora il flusso si è invertito".

Byd, che ha una strategia 100% europea, è pronta a produrre in Ungheria e Leapmotor (Stellantis) guarda alla Spagna. E sono solo i primi

"Tant'è che Byd ha riunito a Torino la filiera italiana, prima in Europa a essere sondata. Ben venga che utilizzino le filiere di fornitura locali per produrre auto di ottima qualità in Europa".

Made in Europe e Paesi interessati dagli accordi di libero scambio.

"Aperti e pronti a valutare caso per caso. Ma se qualcuno pensasse di produrre in un Paese, diciamo del Nord Africa, per poi importare, approfittando delle relazioni bilaterali in atto, per noi quello non è made in Europe".

In sintesi?

"Importante è che si arrivi a una misura ancora migliore e più incisiva in attesa che dalla revisione delle regole sulla decarbonizzazione si giunga alla reale apertura a una pluralità di tecnologie per decarbonizzare la mobilità".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica