Botta sul Superbonus: chi resta escluso

Tetto Isee da 25mila euro annui per poter accedere al cosiddetto Superbonus 110%: la palla passa ora al Senato

Botta sul Superbonus: chi resta escluso. E scattano i controlli

Nel testo della manovra di bilancio attesa in Senato, almeno in quello, visti gli scontri in atto tra i partiti che sostengono la maggioranza, rimane indicato il tetto Isee di 25mila euro per poter accedere al Superbonus 110% relativamente alle villette unifamiliari.

"Per gli interventi effettuati su unità immobiliari adibite ad abitazione principale che hanno un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente, stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 25.000 euro annui", si legge infatti nella nuova bozza della legge di bilancio, "la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022".

Per evitare, tuttavia, che i bonus edilizi perdano credibilità, pur essendo stato dato l'ok, si pensa di concedere all'Agenzia delle entrate la possibilità di sospendere fino a 30 giorni gli effetti delle comunicazioni di cessione del credito in base a speficici profili di rischio. Se i controlli avranno esito positivo, o al termine del periodo di 30 giorni, la cessione del credito sarà effettiva. Secondo Mario Draghi, infatti, bisogna evitare una situazione simile a quella avvenuta negli anni Settanta agli aiuti allo sviluppo.

Quindi, nero su bianco, resta il limite patrimoniale-reddituale di 25mila euro per i proprietari di villette ed unità unifamiliari che vogliano usufruire del Superbonus anche nel 2022. Un tetto che potrebbe sparire, come anticipato da Il Sole 24 Ore, che ha riferito delle intenzioni dei "piani alti" del governo Draghi di abbattere tale vincolo proprio durante la discussione in Senato. L'ipotesi ha creato qualche frizione nella maggioranza, dato che alcuni partiti spingono invece per mantenere tale soglia come concordato nella data di approvazione della bozza, ovvero lo scorso 28 ottobre. Si parla di sostituire il tetto reddituale-patrimoniale con un limite di tipo cronologico: per beneficiare del superbonus il contribuente dovrebbe riuscire a presentare entro il 1° marzo la comunicazione di inizio lavori (Cila), oppure a raggiungere almeno il 60% (o il 30% come proporranno alcuni rappresentanti della maggioranza) dei lavori entro i primi sei mesi dell'anno.

Tornando a quanto indicato nella bozza, viene determinato altresì che per gli interventi effettuati dagli Istituti autonomi delle case popolari (Iacp) e dalle cooperative, nel caso in cui riescano a certificare entro il 30 giugno 2023 il raggiungimento della soglia del 60% del totale dei lavori previsti, la detrazione del 110% spetterà pure per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023. Dovrebbe essere confermato anche il decalage previsto per i condomini dopo il 2023: al 70% per le spese sostenute nell'anno 2024, al 65% per quelle sostenute nell'anno 2025.

Il tetto massimo del bonus affitti, previsto nella bozza della legge di Bilancio per i giovani, sarà di 2mila euro. A quelli "di età compresa fra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro'' spetta una detrazione dall'imposta lorda pari a 991,60 euro, ''ovvero, se superiore, pari al 20 per cento dell'ammontare del canone di locazione e comunque entro il limite massimo di euro 2.000 di detrazione''. Il tetto massimo, quindi, è stato notevolmente abbassato: prima delle modifiche era fissato a 2400 euro.

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