Unicredit paga l'effetto "contagio"

Perdite a 2,7 miliardi, pesano le rettifiche. Mustier: "Il piano sarà aggiornato"

Unicredit paga l'effetto "contagio"

Unicredit chiude il primo trimestre dell'anno con un rosso di 2,7 miliardi, rispetto all'utile di 1,17 miliardi di un anno fa e alla perdita di 1,53 miliardi previsti dal consenso, a fronte di 4,37 miliardi di ricavi (in calo dell'8,2% dal 2019).

Le incertezze legate all'emergenza sanitaria in corso hanno poi spinto il gruppo di Piazza Gae Aulenti ad annunciare, tra fine anno e inizio 2021, un aggiornamento del piano strategico Team23 presentato lo scorso dicembre. In Piazza Affari il titolo ha chiuso la seduta in calo dello 0,8% a 6,6 euro.

Sul rosso hanno influito poste straordinarie negative per 1,3 miliardi, legate a 900 milioni di rettifiche sui crediti per far fronte all'impatto del coronavirus, alla cessione di quote della turca Yapi e agli accordi sindacali sulle uscite volontarie. Il risultato ricorrente, che include solo le svalutazioni dei crediti dovute al coronavirus, è in negativo per 58 milioni. In effetti, al di là delle poste straordinarie, gli analisti promuovono i risultati di Unicredit, «la performance operativa è solida» osserva Equita, mentre Credit Suisse si concentra sulle indicazioni per i prossimi mesi e Santander sul miglioramento della qualità dei crediti e sulle stime, forse fin troppo conservative, che rendono la banca, a giudizio del broker, un investimento «attraente», considerando che tratta a soli 0,28 volte il patrimonio netto.

In miglioramento nel trimestre la solidità patrimoniale (Cet1) attestatasi al 13,44%, 23 punti base in più rispetto a fine dicembre. In calo infine l'esposizione ai titoli governativi italiani: sono 43,9 miliardi i Btp custoditi in portafoglio dall'istituto guidato dall'ad Jean Pierre Mustier, rispetto ai 44,8 miliardi di dicembre e ai 54,6 miliardi di un anno fa.

Quanto all'immediato futuro del gruppo Mustier, in conferenza telefonica, ha evitato di dare indicazioni sull'esercizio in corso «perché dobbiamo vedere come reagirà l'economia». «Il Covid continuerà ad avere un profondo impatto su tutti noi. È troppo presto per quantificare la ripresa dell'economia e dare una guidance sul 2020», ha sostenuto il banchiere, sottolineando tuttavia come la banca abbia provveduto ad aggiornare il costo del rischio.

Più in dettaglio l'istituto di Piazza Gae Aulenti stima per il 2020 un costo del rischio di 100-120 punti base sulla base di un calo del Pil stimato al 13% nell'Eurozona, mentre nel 2021 il costo del rischio dovrebbe attestarsi tra i tra 70 e i 90 punti base. Nonostante la prudenza, Mustier si è detto poi fiducioso, in caso di un rimbalzo dell'economia europea di dieci punti percentuali nel 2021, «di raggiungere il 75-80% dell'obiettivo fissato dal piano Team23, ovvero tra i 3 e i 3,5 miliardi». Non solo. Il banchiere ha poi confermato la politica di dividendi prevista per il 2021 e oltre. «Abbiamo tutti gli strumenti per far fronte alle sfide senza precedenti della pandemia grazie ai nostri punti di forza», ha poi ribadito Mustier, ricordando la posizione patrimoniale del gruppo «estremamente robusta» e l'ampia posizione di liquidità. Nessuno spazio infine per l'M&A «In Italia o altrove», il focus per la banca rimane quello della trasformazione.

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