Vola la galassia Fiat si stringe su Chrysler

Tutte al galoppo le azioni della galassia Agnelli: +4,4% a 5,86 per Fiat (il massimo da metà agosto 2011); +1,14% a 8,91 euro per Fiat Industrial; +3,87% il titolo di Exor, holding che controlla i due gruppi. In un solo mese il valore di Fiat è salito del 20,6% (+63,6% la crescita nei 6 mesi). Due le ragioni del vento in poppa a Piazza Affari: l'imminente fusione di Fiat Industrial con Cnh (entro il terzo trimestre) e, soprattutto, l'attesa che la complessa operazione finanziaria, che porterà Fiat a unirsi con Chrysler, trovi una soluzione. Sarà quest'ultimo, di fatto, il tema più caldo dell'estate.
Solo dopo che sarà stabilito il valore del 41,5% di Chrysler in mano al fondo Veba, e le parti avranno raggiunto un accordo, la fusione Fiat-Chrysler sarà realtà. A quel punto il presidente John Elkann e l'ad Sergio Marchionne potranno pensare alla quotazione della nuova società. Questo passo, insieme ad altre iniziative (per esempio, la cessione di asset), servirà a reperire i fondi necessari per lo sviluppo del piano prodotti, grazie al quale il nuovo gruppo potrà inserirsi tra i «big» mondiali dell'auto (Volkswagen, Gm, Toyota, Ford, Renault-Nissan e Daimler). Lo stato dell'arte del progetto di fusione Fiat-Chrysler (secondo il Wall Street Journal l'operazione comporterà accordi per un valore di 20 miliardi di dollari) e le prospettive della Newco che nascerà da Fiat Industrial-Cnh, saranno i temi sui quali, giovedì, in occasione dell'assemblea, gli azionisti di Exor vorranno saperne di più dal presidente Elkann.
Ieri, intanto, Intermonte ha deciso di alzare a 6,4, dalla precedente valutazione di 5 euro, il prezzo obiettivo di Fiat. «Ci sono ancora nodi da sciogliere - osserva la Sim - ma, alla fine, nascerà un colosso dell'auto in grado di competere a livello globale». Per Intermonte, comunque, il maggior problema per il Lingotto resta quello del finanziamento. «Marchionne - scrive la Sim - ha sempre negato di aver bisogno di raccogliere cassa per il buyout delle quote di minoranza di Chrysler, questo grazie alla liquidità disponibile, a livello di gruppo, pari a circa 20 miliardi di euro a fine 2012». Gli analisti ipotizzano, tra l'altro, l'emissione di nuovi bond/finanziamento bancario per circa 2,6 miliardi di euro.
E sempre Intermonte vede nell'Olanda la possibile nuova sede di Fiat-Chrysler.

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