Elezioni Bolzano, riconfermato Spagnolli: 52,4%

Il sindaco uscente della coalizione di centrosinistra-Suedtiroler Volkspartei ha conquistato il secondo mandato con il 52,45 delle preferenze. Si è votato anche in altri 314 comuni, in calo l'affluenza. A Dobbiaco eletto per la prima volta sindaco di lingua italiana

Elezioni Bolzano, riconfermato Spagnolli: 52,4%

Bolzano - Luigi Spagnolli resta il sindaco di Bolzano. Il sindaco uscente di centrosinistra, appoggiato da subito dalla Svp, ha vinto con il 52,45 per cento dei consensi (25.816 voti). Sconfitto il candidato del centrodestra Robert Oberrauch con il 32,73 per cento (16.108 voti). Una debacle anche a seguito dei litigi all’interno del Pdl.
Da vero sportivo, Oberrauch, ex capitano della nazionale di hockey, ha stretto la mano a Spagnolli, attribuendo la debacle (in virtù della quale non potrà nemmeno sedere in consiglio) alle forti tensioni interne al Pdl. Significativa la performance a Bolzano dell’Udc, con l’assessore uscente Sandro Repetto che presentandosi da solo ha incassato il 5.68% dei suffragi, ma che vede vacillare il proprio posto nella nuova giunta per il veto di Spagnolli: «Se ci saranno i numeri - ha detto il sindaco - faremo la giunta con i soli voti di chi ci ha sostenuto». Tra i vincitori anche il partito di Beppe Grillo che ha visto il candidato bolzanino Alberto Filippi raccogliere quasi il 4% dei voti.

"La Bolzano italiana - ha commentato il sindaco (riconfermato da una mega-coalizione modello Unione comprendente Psi, Lista Pannella, Verdi, Rifondazione, Sel, Pd e Idv, oltre alla Svp) - non è più di destra e si tratta di un cambio radicale ed epocale per la città. Viene meno quello stato mentale per cui italiani e tedeschi votano in modo precostituito". La vittoria a Bolzano è stata salutata come una "bellissima notizia" dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

Delusione del Pdl anche nel resto dei comuni altoatesini, tanto che uno dei coordinatori del partito, Alberto Sigismondi, ha parlato apertamente di "un disastro": a Merano la candidata Claudia Benedetti, sostenuta dalla deputata «iper-berlusconiana» (così ama definirsi lei stessa) Michaela Biancofiore, è fuori dal gioco nel prossimo ballottaggio che vede un inedito confronto tra il sindaco Svp uscente Guenther Januth e la Verde Cristina Cury. A Bressanone, poi, il ballottaggio sarà tra la Svp ed i Freiheitlichen, partito della destra sudtirolese che nel complesso non ha confermato le posizioni acquisite nelle ultime provinciali e che a Bolzano non è stato seguito dall’elettorato che non ha premiato la decisione di rinunciare al tradizionale patto di desistenza a favore della Svp in nome della rappresentanza etnica nel capoluogo a maggioranza italiana. A Bressanone il candidato sindaco del Pdl è al sesto posto, battendo soltanto la Pasionaria separatista Eva Klotz. Unico avamposto dove il Pdl ha tenuto è Laives, sobborgo italiano di Bolzano, dove il centrodestra al 28.1% dovrà sfidare al ballottaggio un centrosinistra forte del 32.8%.
"Roma si dovrà rendere conto che il Pdl in Alto Adige così non può andare avanti", ha detto Sigismondi. Il Pdl si è presentato alle elezioni profondamente diviso tra l’ala dell’onorevole Biancofiore e quella del deputato Giorgio Holzmann. Il tutto era culminato giovedì sera in una rissa tra rappresentanti dei due schieramenti per dei manifesti staccati. "Alla co-coordinatrice - afferma Sigismondi, un fedelissimo di Holzmann - non interessa la sconfitta del Pdl su tutti i fronti, ma solo di aver preso a Bolzano più preferenze di Holzmann".

La Biancofiore: "Parlerò con Berlusconi"
"Ne parlerò con Berlusconi. Non mi dimetto, almeno non oggi. Qui in Alto Adige il Pdl non è un partito unito, ma ci sono due", dice Michaela Biancofiore. "Il forte astensionismo ha giocato a favore del sindaco uscente". La sconfitta del Pdl - ha detto - "è colpa del co-cordinatore Sigismondi e di Holzmann, che non hanno fatto niente per il partito, ma hanno solo pensato a portare avanti i loro candidati. Lo stesso vale per Merano, dove il Pdl per colpa di Holzmann è rimasto fuori dal ballottaggio". In merito alla rissa la Biancofiore dice: "Sono scene d’altri tempi che sembravano ormai superati e appartenenti alla storia". La co-coordinatrice ha espresso solidarietà a Oberrauch, sottolineando però che il suo candidato ideale sarebbe stato il medico e sindacalista Mario Tagnin, ma di aver rinunciato a causa dell’opposizione di Holzmann. "Visto il grande numero di preferenze, forse Tagnin sarà il mio successore".

Dobbiaco, primo sindaco di lingua italiana
A Dobbiaco, comune della Val Pusteria, sito a 1.256 metri di quota, con una popolazione di 3.263 abitanti, l’86,28 % di lingua tedesca e solo il 13,65 % di lingua italiana, per la prima volta nella storia il sindaco è un cittadino di lingua italiana. Si tratta di Guido Bocher, ex assessore comunale, il quale, alla testa di una lista di indipendenti, ha raccolto 715 suffragi, pari al 37 % dei votanti. Bocher ha sfruttato l’imprudenza della Svp, che si è divisa, presentando due liste con due candidati sindaco; una capeggiata da Anton Tschurstchenthaler, che riportato 540 voti (28 %) e l’altra guidata da Gerhard Lanz, che ha raccolto 529 suffragi (27,4 %). Una lista civica, capeggiata da Walter Mair ha ottenuti 146 (7,6%). Bocher non ha la maggioranza in consiglio comunale e, per governare, avrà bisogno di stringere un accordo con la Svp.

Si è votato anche in Trentino, escluso il capoluogo: a Rovereto, secondo centro della provincia, si va al ballottaggio con un testa a testa fra una lista civica e il centrodestra, a Riva del Garda il centrosinistra vince al primo turno e ad Arco vi sarà un ballottaggio tutto interno al centrosinistra, con l’Unione di Dellai assieme agli Autonomisti al 41.7% e il centrosinistra con il Pd al 36.9%. 

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