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Microsoft parlerà la lingua degli umani: ecco come farà

Grazie a ChatGPT, il motore di ricerca Bing capirà il linguaggio naturale degli utenti, restituendo risultati più precisi e mirati. L’Intelligenza artificiale è sempre più centrale ma, per quanto avanzata, è ancora perfettibile

Microsoft parlerà la lingua degli umani: ecco come farà

Il motore di ricerca Bing parlerà la lingua degli umani, grazie a un chatbot capace di conversare in modo elevato con gli utenti.

Microsoft punta molto sul suo motore di ricerca per frenare lo strapotere di Google, usato mediamente per effettuare tra l’85% e il 90% delle ricerche globali (contro l’8% circa di Bing). La soluzione è in ChatGPT, un chatbot appunto, nel quale la multinazionale Usa ha investito un fiume di quattrini.

Riuscire a veicolare un umero maggiore di utenti sul proprio motore di ricerca per Microsoft ha più obiettivi: non c'è soltanto la pubblicità, c'è anche la possibilità di fare in modo che chi usa un sistema operativo Windows e la Suite Office 365, raggiungibile anche online senza istallare alcunché sul proprio computer, possa evitare del tutto di consultare la concorrenza, in questo caso Google.

OpenAI e ChatGPT

ChatGPT è un chatbot che usa l’Intelligenza artificiale (IA) per simulare la conversazione con un umano. Un modello linguistico creato da OpenAI, organizzazione co-fondata da Elon Musk dedita alla ricerca nel campo delle IA alla quale Microsoft, nel 2019, ha girato un assegno da 1 miliardo di dollari. OpenAI si guadagna da tempo una grande visibilità, grazie ai risultati che raggiunge, tra i quali Dall-E, della quale abbiamo parlato qui.

Ora Microsoft vuole integrare in Bing ChatGPT, un chatbot realistico capace di doti conversazionali elevate e in grado di redigere e revisionare testi. Una creazione recentissima, risale alla fine di novembre del 2022 e ha attirato l’attenzione degli esperti del settore.

Redmond è decisa a stringere i tempi, tant’è che ChatGPT potrebbe essere integrato nel motore di ricerca Bing già a partire dal prossimo mese di marzo, permettendo così agli utenti di ottenere risultati più immediati e precisi, basati sul linguaggio naturale. Un passo che unisce uomo e macchina, con quest’ultima capace di un livello di interpretazione più raffinato.

Al momento attuale, però, occorre considerare che il chatbot non è precisissimo ma, poiché capace di “apprendere da sé stesso” è evidente che sia OpenAI sia Microsoft abbiano motivi di essere ottimisti per il prossimo futuro. Google, sull’altro fronte, sembra essere un passo indietro nella corsa alla ricerca conversazionale.

Provare con mano

Il motore di ricerca you.com usa una tecnologia impiegata anche da ChatGPT e può dare un assaggio delle sue potenzialità e che dà il meglio di sé dialogandoci direttamente, rivolgendogli domande e ottenendo una serie di risultati corredati di link. Basta provare a usarlo per qualche minuto per rendersi conto che non sempre i risultati sono precisi e pertinenti, soprattutto se comparati a quelli restituiti dal motore di ricerca di Big G. La strada è lunga, ma la ricerca sul web sta cambiando forma.

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