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"La guerra aumenta rischi migratori per l'Ue"

La presidente della Commissione Ue: "Ad aprile piano d'azione del Patto per il Mediterraneo"

"La guerra aumenta rischi migratori per l'Ue"
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"L'attuale situazione" in Medio Oriente "comporta rischi crescenti di un conflitto prolungato con ripercussioni dirette e indirette per l'Ue" nel quadro della migrazione: "nelle settimane e nei mesi a venire dovremo mantenere un alto livello di vigilanza e garantire il necessario grado di preparazione per affrontare eventuali sfide future".

Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella lettera sulla migrazione ai leader Ue in vista del vertice del 19 e 20 marzo. "Sebbene per il momento il conflitto non si sia tradotto in flussi migratori immediati verso l'Ue, ciò che riserverà il futuro resta incerto e richiede la piena mobilitazione di tutti gli strumenti di diplomazia migratoria a nostra disposizione. E' quindi fondamentale lavorare con i Paesi della regione, come la Turchia, il Libano e il Pakistan", sottolinea von der Leyen, rimarcando la necessità di "restare solidali con i partner nella regione".

"Garantiremo un livello costantemente elevato di consapevolezza della situazione", sottolinea von der Leyen, riferendo che Bruxelles è impegnata a "monitorare gli sviluppi" in "stretta cooperazione" con i governi nazionali, le agenzie Ue, l'Iom e l'Unhcr. "L'Ue deve essere pronta a sostenere i Paesi colpiti e a rispondere rapidamente ai bisogni emergenti sul terreno", osserva, ricordando il sostegno umanitario Ue ai circa 4 milioni di afghani in Iran "attraverso organizzazioni non governative internazionali e le Nazioni Unite". "Lungo il confine tra Iran e Turchia la situazione resta relativamente stabile grazie al rafforzamento delle misure di controllo alle frontiere attuate dalle autorità turche - aggiunge -. Dal 2021 l'Ue ha destinato oltre 1,1 miliardi di euro a sostegno della Turchia nei settori della migrazione e della gestione delle frontiere, tra cui 305 milioni di euro per la protezione e il ritorno volontario dei rifugiati siriani e 431 milioni di euro per il rafforzamento delle frontiere orientali e sud-orientali".

"È in corso il lavoro, insieme agli Stati membri e ai Paesi partner del Mediterraneo meridionale, per sviluppare la prima versione del piano d'azione del Patto per il Mediterraneo, che sarà presentato ad aprile: porterà avanti circa venti iniziative di interesse comune, con azioni sostanziali, dallo sviluppo economico e dagli investimenti alla migrazione, dalla sicurezza alla preparazione alle crisi". Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella lettera sulla migrazione ai leader Ue in vista del vertice del 19 e 20 marzo. Nonostante "nel 2025" si sia "registrato un calo degli arrivi lungo la maggior parte delle rotte", von der Leyen segnala che "si registrano sviluppi preoccupanti lungo le rotte del Mediterraneo centrale ed orientale, con un forte aumento delle partenze dalla Libia". "Il nostro impegno politico e tecnico con la Libia resta quindi cruciale - sottolinea -.

In questo contesto forniamo sostegno finanziario e operativo per rafforzare la gestione delle frontiere, le capacità di ricerca e soccorso e la lotta contro il traffico di migranti. Stiamo inoltre lavorando con le autorità e con l'Iom per sostenere i rimpatri volontari dalla Libia verso i Paesi di origine".

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