"I dinosauri guidano la sinistra. L'Europa ha carenza di leader"

La storia ha preso la strada sbagliata, ma avrebbe potuto prendere quella giusta

"I dinosauri guidano la sinistra. L'Europa ha carenza di leader"
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La storia ha preso la strada sbagliata, ma avrebbe potuto prendere quella giusta. Chissà. Oggi saremmo in un'altra Europa, senz'altro migliore. Matteo Renzi (nella foto), ospite del forum del Giornale, si confronta con Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri senza giri di parole: «Oggi noi condanniamo Putin per l'aggressione all'Ucraina e aiutiamo il Paese aggredito. Ma accanto alle armi dobbiamo far lavorare la politica, i diplomatici. Ma oggi la diplomazia è assente, sembra non esistere più».

Il direttore del Giornale insiste: «Siamo in un contesto di guerra» le allora l'ex premier racconta un episodio del 2014: «Dopo aver ottenuto l'ok degli altri partner europei e di Obama, convocai Putin e Poroshenko a Milano in prefettura. C'era stata l'invasione della Crimea e il clima era quello che era, ma io provai lo stesso a mediare».

In quell'occasione l'allora premier lancia una proposta per disinnescare la mina delle zone russofone, oggi al centro del conflitto scoppiato due anni fa: «I due accettano e arrivano. Io suggerivo di copiare pari pari l'accordo raggiunto a suo tempo in Alto Adige con la minoranza di lingua tedesca. L' Alto Adige è Italia, ma l'autonomia della componente tirolese è pienamente riconosciuta. Alla fine del summit, Putin mi disse di sì, ma fu il presidente Poroshenko a rispondere con un no». Un no che oggi, fra lacrime e rimpianti, costa molto, molto caro.

Certe finestre prima o poi si chiudono, ma la morale della storia é che oggi nessuno prova nemmeno ad aprirle.

«Lei - rincara la dose Sallusti - si è misurato con Obama, con Merkel, con alcuni grandi leader. Oggi? «Oggi c'è in Europa soprattutto una carenza di leader. Quelli che governano sembrano più follower, ossessionati dalla ricerca del consenso. Ma a Kiev come a Gaza servono figure capaci di offrire una soluzione, accanto alla sacrosanta difesa di chi è sotto attacco».

E qui Renzi si toglie qualche sassolino: «Adesso che attaccano il Mar Rosso tutti hanno scoperto gli Houti. Ma gli Houti è anni che sparano missili, finanziati dall'Iran, solo che prima il tiro era sull'Arabia Saudita. Adesso si è spostato e mette a repentaglio le nostre economie. Mi attaccano per i miei rapporti con l'Arabia, ma Bin Salman sta modernizzando il Paese ed è un argine contro la deriva del terrorismo internazionale».

E Renzi completa la sua analisi: «L'Arabia stava firmando l'accordo di pace con Israele e per fermarla l'Iran ha mandato avanti Hamas, mettendo in moto la carneficina del 7 ottobre. Ma il disegno di far precipitare la situazione in tutto il Medio Oriente è fallito, l'incendio per fortuna non si è allargato, dobbiamo fare sponda con i Paesi come l'Arabia Saudita che vogliono la pace. Aspettiamo un nuovo leader in Israele, al posto di Netanyahu, un nuovo portavoce in Palestina, dobbiamo chiedere ai governanti arabi di finanziare la ricostruzione della Palestina».

Si passa alla politica interna. «Ma perché ti sei dimesso?, chiede Feltri, riandando alla sconfitta referendaria del 2016 e all'addio a Palazzo Chigi.

«Per una questione di serietà - è la replica - Napolitano mi aveva dato il mandato per far avanzare le riforme. A quel punto me ne sono andato».

Il tema è troppo ghiotto per essere abbandonato. «Un giorno - la prende da lontano Sallusti - la Iotti andó in visita da Montanelli e scopri con sua grande sorpresa che il direttore del Giornale teneva in bella vista un busto di Stalin. Perché?, gli chiese. E lui: «Perché Stalin ha fatto fuori milioni di comunisti». Ecco - riprende con ironia Sallusti - Renzi aveva messo ai margini la vecchia nomenklatura rossa. Perché ha smesso?».

«Per me il Pd era una start up, ma D'Alema e il vecchio apparato rivolevano la Ditta e alla fine ci sono riusciti. La sinistra tricinaruta perde, hanno vinto i dinosauri».

I tempi del 40 per cento sono lontani, ma oggi mi basta lo stesso voto, solo con una virgola in mezzo: il 4,0.

Siamo all'ultima virata, verso le europee: «Chiedo il vostro voto - dice Renzi rivolgendosi alla platea - anche perché la sinistra è inguardabile, ma anche la destra di Giorgia Meloni non sta mantenendo le promesse su cui aveva vinto le elezioni un anno e mezzo fa».

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