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Sprechi Ue per progetti pro Islam: 1,6 milioni per studiare i capelli delle donne musulmane

A denunciarlo è la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone: “Ho scoperto che Bruxelles sta buttando via quasi due milioni di euro dei contribuenti"

Sprechi Ue per progetti pro Islam: 1,6 milioni per studiare i capelli delle donne musulmane
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Pioggia di fondi europei pro islam? Si parla di un milione e 600 mila euro destinati a un progetto di ricerca sui capelli delle donne musulmane. A denunciarlo è la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone: “Ho scoperto che Bruxelles sta buttando via quasi due milioni di euro dei contribuenti per studiare ‘capelli, identità, bellezza e identità personale nel contesto musulmano: paesaggi emotivi e femminilità in evoluzione oltre il velo’”.

Un progetto che sarebbe portato avanti dall’Università di Gent in Belgio che analizza come i capelli delle donne musulmane influenzino la vita quotidiana. "È l’ennesima dimostrazione della distanza siderale tra le priorità dei cittadini europei e le ossessioni ideologiche della Commissione europea”. Ma c’è dell’altro perché, sempre secondo la denuncia di Sardone, sembrerebbe che oltre 3 milioni di euro sarebbero destinati a progetti dai titoli come “Alleanze sostenibili contro l’odio anti musulmano”, “Un modello verso una cultura non discriminatoria”, “Segnalazione e documentazione del razzismo anti-musulmano”.

E aggiunge che “in Italia è stato finanziato perfino un progetto per ‘affrontare la sottovalutazione dei discorsi di incitamento all’odio contro le donne musulmane’. In pratica, soldi pubblici dati ad associazioni e realtà universitarie per dirci cosa possiamo o non possiamo dire sull’islamismo e sull’immigrazione, trasformando ogni legittima critica in ‘odio’ e mettendo sotto accusa la libertà di espressione. Tra l’altro nulla viene fatto per l’odio anti cristiano che è in crescita in tutto il mondo. È ora di dire stop a questa follia ideologica pro-Islam finanziata con i soldi dei contribuenti. Da tempo denuncio questi sprechi: in passato ho segnalato i 10 milioni destinati a progetti universitari sul cosiddetto “Corano europeo” e i 17 milioni per iniziative legate all’islam, alla sharia, alla cultura e alle tradizioni islamiche.

Basta con questa sudditanza culturale. Le priorità devono essere il sostegno alle famiglie, la sicurezza dei cittadini, la competitività delle imprese, non i progetti sui capelli ‘oltre il velo’ e le campagne per zittire chi difende l’identità europea”.

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