Evade dai domiciliari e rapina 6 banche in 20 giorni

Tradito dalla voglia di farsi una passeggiata estiva. Tradito dall’insofferenza a casa sua, dove era agli arresti domiciliari. Tradito da tutta una serie di imprudenze che hanno permesso agli uomini della squadra mobile di Genova di raccogliere elementi a sostegno della loro teoria. Una teoria semplicissima, cioè che l’uomo fosse responsabile di almeno sei rapine commesse delle banche di Genova e dintorni nel corso dell’ultimo mese.
Una serie di colpi molto simili e ravvicinati, messi a segno tra il 14 agosto e il 2 settembre, per i quali però un pregiudicato genovese di 37 anni sembrava avere il migliore degli alibi possibili. Dove si trovava all’ora delle rapine? In casa, ai domiciliari, poteva essere la sua comoda versione. Ma tant’è gli uomini della sezione rapine avevano forti sospetti su di lui e gli sono stati alle costole fin quando non hanno trovato la chiave di volta del mistero, facendo scattare nuovamente le manette. L’uomo è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile e del commissariato di Prè formalmente con l’accusa di evasione dagli arresti domiciliari e detenzione illegale di una rivoltella calibro 38. Ma con un corredo di sospetti che presto costituiranno un’accusa ben più pesante.
I poliziotti hanno infatti fatto un controllo a sorpresa per verificare la presenza in casa del pregiudicato. Naturalmente non c’era e sono così scattate le ricerche. Gli agenti lo hanno arrestato per strada, nel quartiere di Oregina, e subito dopo hanno fatto una perquisizione in un magazzino di cui aveva la disponibilità. Qui, insieme con la rivoltella, i poliziotti hanno trovato anche barba e baffi finti, simili a quelli indossati dal rapinatore più volte ripreso dalle telecamere degli istituti di credito. Soprattutto all’uomo sono stati trovati molti soldi in contanti dei quali non è stato in grado di spiegare la provenienza. La magistratura ha subito disposto il trasferimento in carcere per l’evasione degli arresti domiciliari. Ma ora l’indagine si arricchirà grazie al ritrovamento del materiale compromettente che ha confermato i sospetti dei poliziotti sulla responsabilità nella serie di rapine avvenute ad agosto. Le indagini proseguono infatti per raccogliere nuove prove dei sospetti della polizia.