C'è la "recreation area" con biliardini e videogame di ultima generazione o la "zona mentale" (mind zone) dove fare meditazione e yoga per superare lo stress da prestazione olimpica. Una stanza della preghiera, il parrucchiere gratis, la "hall" dove chiedere h24 cambio di materassi, cuscini, coperte, pulizie straordinarie in stanza. La mini baita targata Birra Corona (nella versione rigorosamente zero alcol) con sdraio rosse, dove socializzare (anche) con gli avversari o partecipare a lezioni di yoga sul tatami. Palestra Technogym aperta non stop. Lavanderia e stireria self service. Il Villaggio olimpico invernale all'ex scalo Romana si è popolato, al momento sono 1.559 i residenti, in rappresentanza di 42 delegazioni, con l'Italia che si conferma la più numerosa. Sei edifici residenziali, 1.154 camere e 1.700 posti letto. La zona più gettonata è la "plaza" con i Cinque cerchi in formato maxi dove gli atleti fanno la fila per selfie o foto-coreografie di gruppo. Quando ha preso forma qualcuno l'ha massacrato sui social come un "casermone in stile sovietico", e in una giornata uggiosa come quella di ieri si fa fatica a non dare torto. Ma le bandiere delle nazioni danno un tocco di colore, l'atmosfera è calda, gli ospiti stranieri sembrano apprezzare. Il team tedesco ha pubblicato sui social l'ingresso trionfale sulle note di "Frozen Hearts" del cartone Disney, gli americani riprendono i bidet come questi sconosciuti ("mai usati prima") e promuovono la pizza, le stanze, i piatti gluten free. "Ghe sèm" come ama ripetere il governatore Attilio Fontana. Spicca all'ingresso la maxi bandiera del Team Usa con la bandiera a stelle e strisce, nella stecca collegata convivono le delegazioni di Slovacchia, Germania, Repubblica Ceca, un altro building è assegnato a Paesi Bassi, Svizzera, Canada, Repubblica Ceca. La Repubblica popolare cinese ha appeso ai vetri la bandiera alternata alle immagini del panda, "ambasciatore di buona volontà", simbolo di pace e amicizia. Nella stessa palazzina le bandiere francesi (ultimo piano), più giù Inghilterra, Lettonia, Finlandia. E si arriva alla "palazzina F" dell'Italia Team con il tricolore sulla facciata che si prende la scena: 132 letti, 77 riservati agli atleti in gara a Milano tra speed skating, short track, hockey su ghiaccio maschile e femminile e pattinaggio di figura, gli altri alla delegazione. Un pezzo di Italia è presente ad ogni piano (compreso il deposito attrezzature al "-1"), alcuni sono condivisi con Slovacchia, Repubblica Ceca, Australia. Dal terzo al settimo piano le stanze singole o doppie. Letti con materassi "veri", non di cartone nello stile Parigi 2024. Comodino Kartell, stendibiancheria, sacco del bucato, zainetto con prodotti di prima necessità e gadget. Arredi essenziali che non saranno sostituiti quando il Villaggio realizzato da Coima sarà convertito entro settembre in studentato universitario. Il vicecapo missione del Coni Enzo Bartolomeo accompagna al piano 5, nell'"Ufficio missione". Appeso al muro il medagliere che l'Italia spera di riempire presto, dallo sci di fondo e alpino allo skeleton, slittino, bob, curling. Due "bike room", al quarto e al settimo piano, dove si allenano gli atleti di short track e skating. La dottoressa Maria Rosaria Squeo responsabile olimpica dell'Istituto medicina e scienza della sport del Coni, è affiancata da medico dello sport, fisiatra e due fisioterapisti, offre tutta l'assistenza necessaria alle squadre e ricorda per partecipare hanno dovuto "superare un iter di screening medico sportivo all'interno dell'istituto". Supportano gli atleti "anche dal punto di vista dei controlli antidoping, tutti sono tenuti a darci la lista dei farmaci che usano da prima a tutto l'evento olimpico". Ovvio un commento sul caso di Rebecca Passler, la biatleta trovata positiva al letrozolo durante un controllo off competition. "Speriamo si capisca subito cosa è realmente accaduto. Queste notizie ci lasciano sempre un po' con l'amaro in bocca perché verosimilmente qualcosa non ha funzionato - afferma -. Abbiamo letto tutti che il farmaco è un antitumorale. Quello che possiamo dire è che la positività riguarda un periodo pre-Giochi", il 26 gennaio. La visita che l'atleta "ha fatto a giugno aveva dato riscontro negativo rispetto all'assunzione di determinati farmaci e la storia clinica non ci riporta alla presenza di patologie oncologiche. Non avevamo ancora ricevuto la scheda di dichiarazione farmaci che l'atleta fornisce quando entra nel villaggio olimpico, perché la squadra del biathlon non era ancora arrivata". A disposizione di tutti c'è anche un distaccamento ospedaliero del Niguarda. E al piano terra, accanto all'ascensore spunta pure un poster da campagna elettorale, per eleggere il membro degli atleti nel Cio.
In giro c'è lo staff della prefettura, sopralluogo in vista dell'arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani alle 11, firmerà il murale simbolo della tregua olimpica e pranzerà con la squadra azzurra. Aperta h24 la mensa degli atleti: all'ingresso accoglie un "buon appetito" e dentro ampia scelta comprese le isole dedicate al gluten free. La sala da pranzo pricipale erve circa 3.400 pasti al giorno, attraverso sei diverse stazioni di ristorazione, con menù studiati per rispondere alle esigenze nutrizionali degli atleti e alle diverse abitudini alimentari. Ogni giorno vengono preparate circa 3.000 uova e 450 kg di pasta. Nel menu ieri (tra gli altri) trancio di salmone o pesce spada, straccetti di fesa di tacchino, nasello stufato, senza riso e lattosio il riso in bianco, la pasta al pomodoro e basilico, petto di pollo ai ferri, pane rosette, muffin all'albicocca senza glutine.
Anche all'ingresso del villaggio, nella "recreation area" con schermi e divanetti per seguire le gare, spunta il social wall dove atleti e team possono appendere bigliettini post it. "Forza Mexico" scrive Donovan, "Allez la France", "Enjoy Italy" firmato dai volontari di Milano Cortina. Tutti positivi (per ora), poi dipenderà dalle performance.