Tra gli ex di An è la resa dei conti: «Futuristi, date il Paese al nemico»

In attesa che le luci si accendano sul palcoscenico di Fini, dietro le quinte sono già botte da orbi tra lealisti e finiani. La lacerazione tra il presidente della Camera e il Cavaliere in periferia ha il suono di uno strappo difficile da ricucire. Come in Veneto, dove lo squarcio fa ancora più male perché scortica gente che proviene dalla stessa famiglia. Mail infuocate tra il senatore finiano Maurizio Saia e Fiorenzo Zanchetta, vicesindaco di Lozzo Atesino, piccolo Paese a Sud di Padova. Il quale, all’invito del senatore di dar manforte ai futuristi, nella «storica festa Tricolore di Mirabello» risponde picche, togliendosi pure qualche sassolino dalla scarpa. Al vecchio missino non sono andati giù i pasticci di Montecarlo, le pressioni sulla Rai e neppure la deriva laicista sui temi etici. «La festa era storica - risponde via mail - quando interpretava le istanze della Destra Nazionale e non della Generazione. Affaristica (Rai) Immobiliaristica (Colleoni) e Radicale (Della Vedova). Italia». Poi, tanto per parlar chiaro, giura: «Vergogna, state portando l’Italia in mano ai vetero comunisti. Se veniamo a Mirabello veniamo per una sonora contestazione. Ho circa 300 adesioni della zona Colli-Estense-Montagnanese». Firmato: la storica sezione Giorgio Almirante di Lozzo Atesino. Mica un berluscones dell’ultima ora. Per tutta risposta il senatore Saia si aggrappa proprio al nome del vecchio conducator Almirante per controbattere: «Caro Fiorenzo, a me Almirante aveva insegnato tante cose tra cui toni bassi e rispetto per chi non la pensava come noi. Ti vedo un po’ retrò. Se oggi ci fosse Mussolini - risponde Saia convinto di utilizzare toni bassissimi e contenuti altissimi - non credo sarebbe il ducetto stile Berlusconi ma il leader di una destra europea non certo affaristica e delle puttane ma moderna e che sa guardare avanti». Insomma, un linguaggio alla Di Pietro per poi chiudere così: «E i trecento delle Termopili impegnali per cose più utili».
Ma il camerata di Lozzo Atesino non ci sta a sentire la predica proprio in nome di Almirante e risponde: «Almirante mi ha anche insegnato che la nostra idea è là dove si combatte la nostra stessa battaglia. In questi anni il solo che si è battuto, che ha affrontato piazze ostili, rischi, contestazioni (tipo Msi, ti ricordi?) contro lo strapotere pluto-comunista è stato Berlusconi. Ti ricordi - ancora un riferimento al vecchio faro di tutti - le parole di Almirante a proposito della Fiat e degli Agnelli che privatizzano gli utili e socializzano le perdite? E adesso Montezemolo che flirta con Fini! Dico vergogna!». Toccare il passato è nervo scoperto. Continua il vicesindaco: «Ricordati quando Di Rupo, attuale leader europeo della sinistra non volle stringere la mano a Tatarella perché fascista. Se ora abbiamo un po’ di credito è solo per le varie mission che ha saputo intraprendere Berlusconi, anche se le veline dell’informazione sono di Repubblica che ora vi incensa».

La chiusa della mail è, o dovrebbe essere, un pugno nello stomaco al senatore Saia: «Ricordati poi che ti abbiamo votato e sul simbolo c’era scritto “Pdl Berlusconi presidente”. E se non condividi più. Gli eroi si dimettono. Ah, dimenticavo: donna Assunta Almirante è con noi».
FCr

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