Siamo in Sala Fontana, la più alta del Museo del Novecento: sul soffitto, spicca il celebre neon di Lucio Fontana e davanti a noi le vetrate si affacciano sul Duomo. Intorno, turisti incantati fotografano ogni cosa. Fino al 19 aprile, in occasione della Milano Art Week 2026, saranno ipnotizzati anche da una nuova installazione: "è salut! hallo! hello!", geniale lavoro di Diego Marcon. "È un'opera del 2010: sono felice ed emozionato che in questi giorni sia allestita qui e che ora appartenga al museo. È un lavoro che segna il mio legame con la città". Marcon, capellino in testa e l'aria timida che hanno spesso i bravi artisti, è nato 41 anni fa a Busto Arsizio e da tempo è una firma internazionale del mondo dell'arte: nella recente mostra dedicata a Fata Morgana a Palazzo Morando, la sua videoinstallazione "La Gola" chiudeva come un requiem indimenticabile il progetto. Ora al Museo del Novecento ritroviamo un "Marcon giovane", ma già esperto nella cura delle immagini e nei video: il suo lavoro documenta la creazione di cartoline turistiche che avveniva in una tipografia, poi chiusa, di Milano. Siccome l'artista di Busto si è appena aggiudicato l'edizione 2026 del Premio ACACIA, questa sua opera è entrata nella Collezione ACACIA donata al Museo del Novecento. Il direttore Gianfranco Maraniello ne è lieto: "Andrà ad impreziosire il Secondo Arengario. Tutta la collezione del nostro museo si sta spingendo verso il ventunesimo secolo".
Il riferimento è al "raddoppio", per dare aria e spazio alle opere più recenti, nell'Arengario gemello: prima dell'estate inizieranno i lavori, che comprendono anche la passerella pensile affacciata su piazza Duomo. Serviranno due anni per terminare il tutto, ma intanto il Museo del Novecento progettato da Italo Rota si trasforma: sempre per Milano Art Week è stato realizzato il delizioso focus "Vedere l'aria" dedicato ai lavori di arte cinetica di Bruno Munari (con laboratorio gratuito per bambini sabato 19 alle 11). Per visitarlo bisogna recarsi al quarto piano nella galleria "Gesti e Processi", che corre nella cosiddetta manica lunga sopra Palazzo Reale: qui la collezione permanente regala sempre grandi soddisfazioni (da non perdere la sala dedicata all'installazione, alta tre metri e lunga 10, "I funerali dell'anarchico Pinelli" di Enrico Baj). Allo stesso piano, un'altra novità riguarda il riallestimento di una selezione di opere della Collezione Spagna Bellora dedicata all'arte "verbovisuale", un mix di disegno e parola.
Anche l'ingresso del museo sta cambiando in meglio: se l'allestimento M' di Marcello Maloberti un cartello con la scritta Milano rovesciata è ormai fotografatissimo, è stata felicemente rinnovata anche la cosiddetta "quadreria" contemporanea con pezzi di Paola Pivi, Grazia Toderi, Nico Vascellari, Armin Linke e altri e a breve arriverà un'installazione luminosa del grande artista concettuale americano Joseph Kosuth, che sarà posizionata sulla facciata laterale esterna. Per conoscere meglio la sua corposa collezione permanente, durante Milano Art Week il Museo del Novecento organizza una visita gratuita aperta a tutti: conviene approfittarne (giovedì 16, dalle 19 alle 20.30).