«Federalismo dialettale? Lo potrete vedere nei nostri nuovi show»

MilanoLoro il federalismo dialettale, quello auspicato da Bossi, lo coltivano da molto tempo. E lo divulgano con il mezzo più efficace che ci sia, la televisione. Con quell’amatissimo show, Zelig, che, oltre a divertire milioni di persone, assembla accenti, dialetti e anime di tutta la penisola. A settembre manderanno in onda cinque serate speciali proprio con l’idea di rappresentare nord, centro e sud. Loro sono, ovviamente, Gino & Michele e Giancarlo Bozzo, i padrini del programma comico più popolare. La nuova creatura si chiama «Zelig presenta»: una serie di one-man-show che si vedrà in autunno su Canale 5 al posto del tradizionale programma corale, spostato a gennaio. L’idea è quella di tentare una strada nuova: puntate monografiche dove un solo comico fa da mattatore. Il primo sarà Enrico Brignano, in onda il 16 e 17 settembre, a seguire Ale&Franz il 24 settembre e il 1° ottobre e ultimo Checco Zalone (insieme a Teresa Mannino) l’8 ottobre. Le puntate vengono registrate nei teatri.
Dunque, Gino, la prima puntata con Brignano sembra una risposta a Bossi: il suo pezzo sui dialetti è un capolavoro di virtuosismo.
«Verissimo. Ovviamente noi ci siamo mossi molto prima delle esternazioni politiche del capo della Lega. Comunque, la cosa ancor più divertente è che, per esportare Brignano oltre il raccordo anulare romano, abbiamo registrato a Milano: e lui comincia lo spettacolo proprio con un pezzo su Bossi scusandosi per aver "osato" la trasferta tra i lumbard. Ci sarà da divertirsi».
Come nasce l’operazione?
«Dalla necessità di far riposare lo Zelig classico che ha bisogno di tempo e di laboratorio per ricaricarsi e per ricostituire il repertorio (tornerà infatti a gennaio) e dall’esigenza dell’azienda di coprire comunque la stagione autunnale con un altro show. Abbiamo pensato di puntare l’attenzione su alcuni tipi di comicità scegliendo tra i migliori comici da noi coltivati e lasciando a loro disposizione un’intera serata, invece di pochi minuti. Dunque, un’ulteriore evoluzione di Zelig, trasformazioni a cui in questi anni abbiamo abituato il nostro pubblico».
Insomma, un rischio altissimo: mica facile far ridere per due ore di fila.
«Infatti, per reggere uno show intero ci vogliono esperienza, credibilità, repertorio e pubblico. Per questo abbiamo scelto attori in cui crediamo molto: Brignano, che rappresenta la scuola romana, poi Ale & Franz, del filone milanese e Checco Zalone che classificabile non è, comunque è pugliese, passando quindi da un genere all’altro, dal monologo alla parodia, al nonsense».
Esperimento da estendere se riuscirà...
«Infatti, ma prima si sta a vedere la risposta degli spettatori: sono cinque proposte di qualità comica alta, ma bisogna vedere se il pubblico regge, per esempio, a un monologo di 32 minuti».
In caso di successo, avete in mente altri nomi?
«Show del genere li possono affrontare pochissimi comici in grado di reggere la scena interamente da soli. Oltre ad Aldo, Giovanni e Giacomo e Benigni che sono irraggiungibili, penso a Luciana Littizzetto, Corrado Guzzanti, Antonio Albanese».
Be’, vedere Guzzanti su Canale 5 appare alquanto improbabile.
«Mai dire mai. A Corrado facciamo una corte spietata da anni: se lui accettasse, penso che non avremmo problemi a mandarlo in onda, anche se dovesse proporre la parodia di Tremonti. La qualità paga».
Lui però non accetta.
«Forse perché è più semplice restare nel ghetto insieme alle persone che la pensano in modo simile. Ma se uno come lui riuscisse a fare il salto e rischiare potrebbe raggiungere un pubblico di dieci milioni di persone. Comunque, per lui e Albanese le porte sono sempre aperte».
Come li scovate i comici?
«Migliaia di provini. Non ci si immagina quanti siano gli italiani che vogliono fare i comici. Ma trovare il fenomeno è una rarità: l’ultimo colpo di fulmine è stato Checco Zalone, ce l’hanno affidato (scherza) dal carcere minorile di Bari».
«Zelig» che ci riserverà a gennaio?
«Alcune sorprese, ma non riguardano la conduzione: restano al comando Bisio e Incontrada. Poi, per problemi di cartellone, non siamo ancora sicuri di poter usare il teatro degli Arcimboldi di Milano».
E «Zelig off», il laboratorio di preparazione che precede sempre il fratello maggiore?
«C’è la possibilità che quest’autunno non vada in onda in seconda serata su Canale 5, ma si sta studiando l’ipotesi di mandarlo su Mediaset Premium, una soluzione buona: così quando lo show sbarca in prime time, il grande pubblico non ha già visto troppe cose».

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