Fini ai suoi: "Fedeltà a Pdl e a governo" Berlusconi: "Per divorziare basta uno"

Dopo lo scontro con Fini il premier: "Per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare basta essere in uno". Al vertice della "corrente" in sala Tatarella, il presidente della Camera accolto con un applauso tenta di ricucire. Pronta la lettera con cui Bocchino si dimette da vicecapogruppo del Pdl alla Camera. Ma La Russa frena

Fini ai suoi: "Fedeltà a Pdl e a governo" 
Berlusconi: "Per divorziare basta uno"

Roma - "Per divorziare basta essere in uno", avverte il premier Silvio Berlusconi. E mentre il Pdl fa i conti con la fronda finiana, Italo Bocchino si prepara a consegnare la lettera con cui si dimette da vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera. L’uscita di Bocchino dalla presidenza del gruppo nasce dalla rottura che si è consumata giovedì scorso alla Direzione nazionale tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. "Sarà il partito, ma saranno soprattutto i gruppi parlamentari a decidere", fa sapere il coordinatore nazionale, Ignazio La Russa.

Vertice in sala Tatarella Come in occasione della riunione dello scorso martedì, anche questa volta la sala nella quale si tiene l’incontro è assolutamente off limits per i cronisti. Fini è stato accolto da un applauso dai suoi fedelissimi. Poi il leader della "minoranza sediziosa" detta la linea. Strappare senza rompere: "Dobbiamo garantire la massima lealtà alla coalizione e al programma di governo". E un messaggio ai colleghi di partito: "Sono qui per ascoltarvi, per sapere cosa ne pensate. Per far capire a chi va in tv o fa dichiarazioni che il nostro comportamento è di assoluta lealtà nei confronti del governo e della maggioranza, di rispetto del programma elettorale".

Laboccetta sbatte la porta La settimana scorsa era alla prima riunione, giovedì ha parlato alla direzione nazionale, ma Amedeo Labocetta non intende entrare in nessuna componente finiana organizzata e ha disertato l’incontro di oggi. "Io non ci sto" ha spiegato il deputato campano ai giornalisti alla Camera. "Ho avuto un colloquio di quasi un’ora con Fini e gli ho spiegato le mie ragioni, ho paura che da questi distinguo si possa arrivare alla frantumazione" del Pdl. Ma Laboccetta ammette di non essere riuscito a convincere il presidente della Camera. "La pensiamo diversamente, io non credo alle correnti. Le ho conosciute, nell’Msi ero romualdiano".

Menia: "Dove stiamo andando?" "Dopo l’atto di fedeltà, vorrei capire dove si va a sbattere. Qual è la strategia?". Lo chiede Roberto Menia, uno degli uomini da sempre più vicini a Fini, oggi sottosegretario all’Ambiente, durante la riunione dei finiani. "Siamo passati da ipotesi di gruppi autonomi ad una non definita area di minoranza - va avanti Menia -. E Fini, da leader di An a capo di una piccola minoranza. Ne valeva la pena?". Menia ha chiesto poi che siano "licenziati i vari Campi (Alessandro Campi, direttore di Farefuturo), che parlano di governi tecnici, perché siamo leali al governo e non ribaltonisti".

Altra stoccata alla Lega "Prospettive separatiste o indipendentiste sono storicamente insostenibili e inimmaginabili". Così il presidente della Camera, poco prima del vertice con i suoi, alla presentazione del rapporto del Cnel cita il presidente della Repubblica e aggiunge: "Il cosiddetto federalismo fiscale carica i governi locali di nuovi compiti e di nuove responsabilità perché non c’è alternativa al crescere insieme, Nord e Sud. E la politica di rigore nei conti va fatta con tagli selettivi".

Berlusconi: "Per divorziare basta uno" "Per divorziare basta essere in uno", ha spiegato il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa con Vladimir Putin a Villa Gernetto, replicando a un giornalista che chiedeva il segreto di un 'matrimonio felice' in politica. "Non ho avuto risultati particolarmente felici per i matrimoni - ha detto Berlusconi - quindi, mi astengo dal dare consigli. Però, come ho detto nei giorni scorsi, per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare basta essere in uno". Il riferimento del premier è ovviamente alle tensioni con Fini.

Alemanno: "Clima sereno" "Non posso non vedere un clima che sta diventando costruttivo, un clima più sereno", ha assicurato il sindaco di Roma Gianni Alemanno dicendosi "fiducioso". "Ovviamente - ha aggiunto il primo cittadino di Roma - c’è un dibattito in corso su temi importanti che vengono evocati ma senza connotazione di lacerazione. Si può andare verso un congresso in clima di ampi dibattiti". Secondo Alemanno, "le epurazioni non sono mai accettabili, bisogna sempre essere molto disponibili e molto corretti, soprattutto quando si apre un dibattito interno". Per Alemanno "la questione del vicecapogruppo dev’essere risolta all’interno del gruppo dei deputati".

Castelli: "Difficoltà col federalismo" Non hanno convinto la Lega Nord le affermazioni fatte ieri del vice presidente della Camera Gianfranco Fini sul Pdl e soprattutto sulle riforme. Alla domanda se ieri Roberto Castelli avesse ascoltato Fini, il vice ministro alle Infrastrutture ha risposto di essere andato a sciare. "Ho speso meglio - ha detto l'esponente del Carroccio - la giornata. Fini è uscito allo scoperto.

È chiaro che avremo un cammino difficoltoso per il federalismo, ma sapevamo che nel Pdl c’erano dei sostenitori dello status quo". "Con questo assetto - ha concluso Castelli - perdiamo la sfida globale, e anche Fini dovrebbe rendersene conto".

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