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Fini: "Berlusconi accolga l'idea Udc. Si dimetta Se si votasse domani non avrebbe la fiducia"

Il presidente della Camera torna a chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio: "Accolga la proposta di Casini. Facciamo punto a capo con una nuova agenda". E sulla situazione del Paese avverte il premier: "Rispetti gli avversari, non li demonizzi. Abbia l'umiltà di ammettere le cose che non vanno"

Fini: "Berlusconi accolga l'idea Udc. Si dimetta 
Se si votasse domani non avrebbe la fiducia"

Roma - "Come si fa a non accogliere la proposta dell’Udc che dice: 'Facciamo punto e capo con un nuovo programma e una nuova agenda?'". Gianfranco Fini ripropone sul tavolo la proposta centrista: "Berlusconi si fermi, si dimetta e riprendiamo tutto daccapo. Come si fa a dire assolutamente no, come se si trattasse di una provocazione, di un’offerta irricevibile" si chiede Fini.

La fiducia e il dopo "Non so come faccia Berlusconi ad essere così sicuro che se si votasse oggi non avrebbe la fiducia della Camera. E non so come faccia a dire fiducia o voto. Come fa ad essere così sicuro? Decide il Capo dello stato e non altri, in base alla Costituzione" ha detto ancora il leader di Fli.

La legge elettorale "Il mio auspicio è che il governo governi - continua Fini -, cambi l’agenda economica, faccia le riforme che sono araba fenice, affronti il problema della sovranità e della legge elettorale, perché quella che c’è espropria il cittadino del diritto di scegliere chi lo deve rappresentare. Questa è la ragione per cui c’è qualcuno che vorrebbe andare a votare ed è questa la ragione per cui non ci si andrà". Fini parla di legge elettorale e del premio di maggioranza. "Con questa legge se hai il 30% dei voti prendi il 55% dei seggi. Se pensate che la Dc fu accusata di legge truffa per molto meno... Oggi c’è chi, se si andasse al voto, con un 29 o 30% prenderebbe il 55% dei seggi. Questa è la ragione - sottolinea Fini - per cui qualcuno vorrebbe andare al voto e questa è anche la ragione per cui non ci si andrà". 

Meno propaganda La situazione dell’Italia "va affrontata in modo più politico e con meno propaganda". È l’opinione del presidente della Camera. "Non c’è un Paese in Europa - ha sottolineato Fini - in cui un governo non abbia cambiato la propria agenda" a fronte della grave crisi economica. "L’ho detto a Berlusconi più volte - ha ricordato il leader di Fli -, ma non ho avuto risposte a questi problemi e non credo ne avrò. Ma non possiamo continuare a fare le stesse cose del 2008". La terza carica dello Stato ha fatto l’esempio della promessa di ridurre le tasse, leit motiv del Cavaliere: "È credibile dire ridurremo le tasse a tutti? No, è l’ennesimo spot". "Berlusconi dice che andare al voto sarebbe irresponsabile. Condivido pienamente. Ma come si definisce il comportamento di un governo che non si accorge di ciò che gli si muove intorno, che cosa si aspettano i cittadini".

Appello alle forze responsabili "Serve il rispetto nei confronti degli avversari che non devono essere quotidianamente demonizzati". Fini analizza la situazione politica e invita il presidente del Consiglio a un "atteggiamento più consono al ruolo che ricopre". Per il presidente della Camera "vincere le elezioni non significa comandare ma governare insieme a tutte le istituzioni" e quindi anche all’opposizione. Fini invita "a fare fronte comune" con quante più parti sociali possibili e a "fare squadra". L’ex leader di An, per esempio, cita il caso dei rifiuti di Napoli: "Che senso ha polemizzare sulle responsabilità quando formiamo di fronte al mondo l’immagine della spazzatura che danneggia tutto il Paese?".

Non demonizzare gli avversari "Gli esponenti della sinistra sono avversari, ma non possono essere demonizzati. È vero che loro lo fanno con Berlusconi, ma sarebbe più consono dire che ci sono responsabilità diverse e fare appello a tutte le forze responsabili perché l’unione può fare la forza e l’interesse generale deve prevalere sul personale" prosegue Fini. Poi difende la stampa: "È vero che a volte i giornali mistificano, ma non si può sempre prendersela con l’informazione.

Bisogna aver l’onesta intellettuale di dire che certe cose non sono state realizzate e non si può sempre dire che la colpa è degli altri".

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