Fondazione Welfare (finalmente) più vicina, firmato lo statuto davanti al notaio

Annunciata a gennaio da Comune, Provincia, Camera di commercio e sindacati, da inizio 2010 la fondazione inizierà a distribuire gli aiuti ai lavoratori in difficoltà che lavorano a Milano. Potranno richiederli anche stranieri e non residenti in città. Si parte con 6 milioni

La Fondazione Welfare Ambrosiano prende (finalmente) quota. A otto mesi dall'annuncio, oggi davanti al notaio è stato finalmente votato lo statuto della fondazione - presieduta dal sindaco Letizia Moratti e formata da Comune e Provincia di Milano, Camera di commercio e sindacati confederali - che presterà delle somme ai lavoratori che si trovano in difficoltà. L'ente assegnerà gli aiuti con la formula del microcredito, darà cioè dei nutui a tasso agevolato a chi non riesce ad avere accesso al mercato del credito offerto dalle banche. Potranno ottenerlo i lavoratori in difficoltà, a prescindere dal tipo di contratto (a tempo indeterminato, determinato, atipico, in cassa integrazione) e della residenza: potranno richiederlo anche stranieri o cittadini che lavorano a Milano ma abitano in altre o addirittura regioni.
Il fondo, che si auto-rigenererà via via con la restituzione dei prestiti, parte con un finanziamento da parte del Comune di due milioni di euro, altrettanti dalla Camera di commercio, 1,570 milioni (più gli interessi maturati dal 31 dicembre 2007) da parte di Cgil, Cisl e Uil e 500mila euro dalla Provincia. La parte di Palazzo Isimbardi era stata stanziata dall'ex presidente Filippo Penati. Ora il segretario milanese della Cgil Onorio Rosati si augura che la nuova giunta si metta al passo e in tempi brevi raggiunga almeno 1,5 milioni di euro garantiti dagli altri membri della fondazione». Una parte dei fondi, spiega, «servirà come garanzia alle banche che non concedono altrimenti il microcredito a persone in difficoltà». Uno strumento importante «che può essere di ulteriore sostegno in un momento di crisi del lavoro». Ora la fondazione dovrà costituire gli organismi di gestione, ma l'obiettivo è partire con la distribuzione degli aiuti «entro i primi mesi del 2010».
I soci, anticipa il presidente della Provincia Guido Podestà, si sono impegnati «a sostenere la Fondazione ciascuno con proprie risorse, personale e strutture. In questa direzione, infatti, la Provincia sta valutando la possibilità di mettere a disposizione della Fondazione una sede di 100 mq da individuare nel patrimonio dell'amministrazione».