La «frase storica» di Diaz è inventata? Non cambia nulla

Mi conceda una replica a quanto da lei pubblicato e in particolare alla frase attribuita al generale Diaz il 4 novembre 1918, mentre il generale Siciliani, riconosciuto autore dello storico Bollettino della Vittoria, scandiva il finale del Bollettino stesso. L’episodio è riferito da Indro Montanelli nella sua «L’Italia di Giolitti» e riportato in molti testi e accettato senza un’analisi critica che per la caratura del personaggio pur s’imponeva. Montanelli, questo è il punto, afferma di aver letto questo episodio in una lettera scritta da Ojetti, testimone presente e accreditato giornalista del «Corriere della Sera» presso il Comando Supremo, alla propria moglie, lettera poi scomparsa dall’epistolario di Ojetti in seguito pubblicato. Il sottoscritto ha pubblicato nel maggio 2001 per la Editrice Bastoni di Foggia il saggio «Armando Diaz Duca della Vittoria. Da Caporetto a Vittorio Veneto». Quattrocento pagine con una bibliografia di circa 300 testi, 800 note bibliografiche e numerosi autografi di Diaz (specie le lettere alla moglie) tratti dall’Archivio Diaz che il sottoscritto ha avuto il privilegio di visionare e riordinare su mandato del nipote del Maresciallo. Nel ventesimo capitolo del mio libro, così è chiosata e commentata l’affermazione di Montanelli. Primo: l’ignoranza implicita, abissale, inconcepibile in un generale che ha fatto servizio per anni al corpo di SM dello SME e per un anno intero capo di SME sul Piave, il tutto poi al termine di una battaglia avente per fulcro la zona di Vittorio Veneto. È mai possibile? Secondo: Ojetti non poteva essere presente quel giorno al Comando Supremo. Quel giorno egli si trovava - come scrisse alla moglie - a Trieste, al seguito del generale Petitti di Roreto incaricato dell’occupazione della città. Terzo: sulle carte topografiche dell’epoca non vi è segnato il paese di Vittorio Veneto, bensì solo Vittorio, nome così attribuito, nel 1866, alla località in onore del Re Vittorio Emanuele II. A Vittorio farà seguito Veneto solo nel 1923. Pertanto l’ignoranza così attribuita a Diaz il 4 novembre 1918 è pienamente e legittimamente giustificata.

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