Milano, via Ernesto Teodoro Moneta, tra il quartiere Bovisa e Dergano, periferia nord di Milano. Mancano alcuni minuti alle 11 di ieri quando scatta l'allarme. Un passante chiama il 112 con voce agitata: "C'è un uomo armato qui". In pochi attimi la zona si trasforma in un set da film d'azione. Arrivano per prime le "Volanti", le pattuglie dell'Upgsp (Ufficio prevenzione generale servizio pubblico) della questura e le Nibbio, sempre poliziotti del medesimo ufficio ma in moto che sfrecciano tra le vie. Il sospettato li vede, non perde tempo: sale sulla sua Peugeot 2008, ingrana la marcia e sperona una delle motociclette. Un impatto secco, la moto finisce a terra, l'agente con lei. Ferito, ma per miracolo solo escoriazioni e qualche graffio. Niente di grave, per fortuna.
A quel punto parte la reazione: i poliziotti sparano il primo colpo di pistola verso l'auto in fuga. Non è un avvertimento, è necessità. La Peugeot non si ferma, accelera verso via Amoretti e Quarto Oggiaro. Qui la Volante interviene di nuovo: altri tre proiettili, sparati con precisione chirurgica proprio per non centrare l'uomo alla guida. L'inseguimento continua, un serpentone di sirene e gomme che stride verso Baranzate e poi Bollate. Un ultimo colpo esploso dagli agenti, l'auto sparisce nel nulla. Cinque proiettili in totale, una fuga da manuale del criminale che sa come far perdere le tracce.
E il bilancio? Zero feriti tra i civili, un poliziotto medicato e dimesso con ferite lievi e stavolta zero morti. Un miracolo in una città dove oramai Spesso basta un niente per trasformare una mattinata qualunque in tragedia. L'uomo solo a bordo, armato, deciso a tutto è ancora in giro. Le forze dell'ordine lavorano senza sosta: telecamere, testimonianze, tracce di pneumatici, forse un'impronta digitale o un numero di targa parziale. Qualcuno sa chi è, qualcuno lo ha visto salire su quella Peugeot 2008 bianca i dettagli si limano ora). Ma per ora è un fantasma con la pistola e il piede pesante sull'acceleratore.
La domanda che resta appesa è sempre la stessa, in questi casi: perché? Droga, debiti, lite finita male, rapina sfumata? O solo il raptus di un disperato che ha deciso di giocarsi tutto contro lo Stato? Le indagini lo diranno, ma nel frattempo la Peugeot è chissà dove, forse già in un garage blindato o smontata pezzo per pezzo. E l'uomo? Potrebbe essere ovunque: al bar sotto casa, in un bed & breakfast di provincia, o già oltre confine.
Intanto in via Moneta tornano i residenti, i negozi riaprono, i bambini fanno capolino dagli usci di casa.
Ma l'aria sa ancora di polvere da sparo e di gomma bruciata. Cinque colpi esplosi, un agente sfiorato dalla morte, un fuggitivo inghiottito dalla città. Milano non si ferma mai, si sa. Però stavolta ha rischiato grosso. E l'inseguimento non è finito: è solo rimandato.