Sino al 12 luglio 2026, Palazzo della Meridiana di Genova ospita la mostra Futurismo, curata da Simona Bartolena con la collaborazione di Armando Fettolini e promossa dall'Associazione Amici di Palazzo della Meridiana. Negli ultimi anni il ruolo del Futurismo, nel panorama delle Avanguardie di inizio Novecento, è stato ampiamente ripensato e riconosciuto, sempre di più, anche a livello internazionale. La mostra genovese sceglie di approfondire un capitolo meno indagato ma fondamentale: il secondo Futurismo, concentrandosi in particolare sugli anni Venti e Trenta, fase in cui il movimento, fondato da Filippo Tommaso Marinetti, entrò in una nuova e più complessa, stagione espressiva e comunicativa. La mostra è articolata in più sezioni che danno conto della complessità di questo movimento artistico.
La sezione "Un altro Futurismo" introduce la seconda fase del movimento, con particolare attenzione all'aeropittura, espressione emblematica degli anni Venti e Trenta, in cui il volo e la visione dall'alto diventano simbolo di slancio verso il futuro. Sono esposte opere di Enrico Prampolini, Fillia, Gerardo Dottori, Tato (Guglielmo Sansoni) e un giovane Bruno Munari, agli inizi del suo percorso artistico.
"Universo futurista" approfondisce la straordinaria capacità del movimento di invadere i più diversi ambiti della vita culturale: più di cinquanta manifesti testimoniano un'attività che spazia dal cinema alla letteratura, dalla musica al teatro, dalla moda, basti pensare al cappello futurista, alla pubblicità.
In questa sezione trovano spazio bozzetti per arti applicate di Giacomo Balla, gli Intonarumori di Luigi Russolo, le opere visionarie di Fortunato Depero e un focus dedicato all'esperienza Campari, esempio emblematico del nuovo rapporto tra arte e comunicazione."Liguria: terra futurista" mette in luce la diffusione del movimento sul territorio regionale, dalle esperienze precoci di Sexto Canegallo e Giuseppe Cominetti fino agli sviluppi degli anni Quaranta.