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Galleria (sempre più) d'oro: gli incassi verso quota 85 milioni

Gli affitti coprono spese per welfare e casa

Galleria (sempre più) d'oro: gli incassi verso quota 85 milioni
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Per le Olimpiadi invernali la volta della Galleria ogni sera si illumina d'oro, con il logo di Milano Cortina al centro. E (sempre più) d'oro sono i conti degli incassi dagli affitti per il Comune: già il 2025 si è chiuso con entrate intorno agli ottanta milioni di euro, l'assessore alle Risorse finanziarie Emmanuel Conte ne ha previsti quest'anno 83,5 ma è una stima prudente, secondo le proiezioni più reali il 2026 si chiuderà con un record di 85 milioni. Un salto di una quarantina di milioni rispetto al 2021, all'inizio del mandato Palazzo Marino incassava 53 milioni. Un incremento di entrate che equivale all'aumento delle risorse destinate nello stesso periodo al welfare. Sottolinea Conte che nel 2026 la giunta investirà 57 milioni per la disabilità, 51 milioni per l'assistenza agli anziani, 85 milioni per gli adulti a rischio esclusione sociale. L'incasso annuo della Galleria basterebbe a coprire integralmente quest'ultimo capitolo.

Cosa ha fatto schizzare gli incassi? In quattro anni il Comune ha firmato 40 contratti che erano andati via via in scadenza, tutelando imprese storiche e librerie, ma estendendo invece il modello delle aste con incanto a tutto il complesso monumentale e non più soltanto alle vetrine affacciate sull'Ottagono, le più prestigiose. E si è investito sul "verticalismo", sono stati liberati locali vuoti, occupati da uffici e consiglieri comunali e messi a reddito, altri dieci spazi messi a bando per introiti aggiuntivi di oltre 3 milioni. E sono stati assegnati a Prada e Savini i sotterranei per nuovi spazi culturali. Per ora sul podio degli affitti d'oro c'è sempre Tiffany, che ha conquistato lo spazio ex Swarovski rilanciando fino a 3,5 milioni di euro all'anno (sette volte la base d'asta), dietro Balenciaga (2,5 milioni) e Loro Piana (2,3 milioni). Tiffany è anche la più recente tra le 13 nuove vetrine accese in 4 anni. Ne stanno per aprire altre tre: Balenciaga, The Bridge e Montblanc. Due bandi sono ancora aperti, con candidati unici Piumelli e Stroili (c'era anche la griffe di gioielli Damiani ma è stata esclusa). "Mentre Milano affronta una crescita della spesa pubblica di circa 500 milioni di euro nel corso del mandato - sottolinea Conte - la Galleria si conferma non solo icona urbana ma leva strutturale di bilancio. All'inizio del mandato gli incassi si attestavano intorno ai 53 milioni e nel 2025 sono arrivati a 80: un incremento di oltre 30 milioni in quattro anni (+58%). E ora puntiamo a 85 milioni.

Ogni euro in più che ricaviamo dalla valorizzazione torna ai milanesi sotto forma di assistenza agli anziani, sostegno alla disabilità, contrasto alle fragilità sociali e servizi nei quartieri". Il Comune conta di poter incrementare contributi contro il caro-casa, bonus per l'affitto agli studenti-lavoratori. Ora tutte le 52 insegne d'oro su sfondo nero della Galleria risultano assegnate almeno fino al 2030.

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