Il Genoa è vivo ma deve accontentarsi del pari

Il campionato recupera la partita persa sotto il gelo delle gradinate di Marassi. Il Genoa recupera soprattutto la fiducia. E non era facile per come si era messa. Quattro minuti e il Bari è in vantaggio con un gol di Barreto che ribatte in rete una palla sporca rinviata dopo una punizione. Tutto lo stadio vede il fallo di mano, lo stesso attaccante guarda preoccupato Saccani che però giudica involontario il «muro»: 0-1 e il Ferraris riparte dai cori contro l'arbitro con cui aveva chiuso il mercoledì di Coppa Italia. La squadra reagisce, anche se lo stadio si illumina solo al 17’ quando finalmente si accendono tutti i riflettori, scongiurando nuove ipotesi di complotto da parte dell’assessore Anzalone. Il pubblico vede così confortanti segnali di ripresa e qualche buona azione. Sembra che il Bari corra più del Genoa, in realtà sono gli uomini di Gasperini a fare più chilometri e anche a buona velocità. Ma i galletti fanno correre, e molto bene, il pallone. Risultato: fanno sempre paura e tengono in pugno il match. Ventura schiera una squadra vecchia maniera, capace di concedere poco o nulla, di ricorrere spesso al fallo tattico e a quel calcio spettacolo che un tempo si chiamava melina. Si chiude meravigliosamente e riparte con un palleggio notevole, non ruba nulla e strappa applausi.
Nel recupero di primo tempo poi si fa male anche Sokratis e Gasperini mette Crespo accanto a un Suazo troppo solo. La mossa funziona subito al rientro in campo. Suazo se ne va e viene steso al limite: fallo da rosso, ma anche Saccani grazia Bonucci. Sulla punizione la fortuna aiuta finalmente il Genoa e una deviazione su tiro di Milanetto mette fuori causa Gillet: 1-1. I rossoblù ritrovano tutto: gol, gioco, grinta. E una Nord travolgente. Solo un miracoloso Gillet evita il raddoppio per tre volte in dieci secondi. E quando non ce la fa lui ci pensa il palo a «risarcire» subito il Bari quando Juric inventa una punizione magica. Quando è ormai padrone del campo il Genoa però finisce la benzina. E alla fine è capace a non rischiare la beffa.

sv AMELIA
Di mano la toccano gli altri. Lui mai.
6.5 SOKRATIS
Sokratis appare tra i più in forma, ma sul finale di primo tempo è costretto a uscire (46' pt Crespo 6 ha il merito di creare spazi in attacco)
5.5 DAINELLI
Non è ancora il leader della difesa. Attenuanti generiche e specifiche riconosciute. (17' st Biava 6.5 entra e dalle sue parti il Bari non passa)
6 BOCCHETTI
Parte male sotto gli occhi di Lippi. Cresce insieme alla squadra.
6 ROSSI
Sente i chilometri già fatti e prova a non darlo a vedere.
6 MILANETTO
Meno brillante del solito, ma sempre presente su ogni palla.
5.5 JURIC
La forma migliore non è questa. Si arrangia comunque.
6.5 CRISCITO
Controlla la sua fascia senza mai andare in affanno.
6 SCULLI
Stringe i denti e in campo la sua voglia matta sconfina anche nel nervosismo (29' st Moretti 6 Cambio forzato, torna in campo per tenere le posizioni)
6.5 SUAZO
Nell'azione del pareggio c'è tutto Suazo. Incontenibile, ingenuo, impreciso e sprecone. Comunque decisivo.
7 MESTO
Il migliore fin dal primo tempo. Devastante nel secondo. Finché ha benzina.
6.5 All. GASPERINI
Non era facile dopo la mazzata in avvio. Rimodella la squadra e ci azzecca.
5 Arbitro SACCANI
Nove cartellini per una partita corretta sono un’assurdità. Tanto più se alla fine sono quasi divisi in parti uguali e non esce dal taschino l’unico rosso sacrosanto.
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.