L'armatore incredulo: «Mai successo, siamo disperati»

«Uniti per individuare al più presto le cause della tragedia. Non esistono parole per esprimere la costernazione e il profondo cordoglio per i lavoratori vittime di questa tragedia e per le loro famiglie»: prevale, innanzi tutto, il dolore nella prima nota diffusa dal Gruppo Messina, l'armatore della Jolly Nero, pur nella consapevolezza di dover attendere, per dare un giudizio definitivo sulla tragedia, le risultanze delle perizie disposte dalla magistratura. La nota della società «Ignazio Messina» prosegue confermando che l'armatore «si è posto a totale ed incondizionata disposizione di tutte le Autorità competenti nel comune sforzo di individuare nei tempi più brevi possibili le cause di un tragico sinistro, verificatosi nel corso dell'usuale manovra di uscita dal Porto di Genova nel previsto bacino di evoluzione che anche le navi della Linea Messina, assistite, come nel caso della Jolly Nero, dai rimorchiatori e con il pilota a bordo, compiono con regolare frequenza».
Nei minuti immediatamente seguiti alla tragedia, l'armatore Stefano Messina, accorso immediatamente sul luogo del disastro e prima di chiudersi in un doveroso e comprensibile riserbo, aveva manifestato lo sgomento per l'accaduto: «Siamo sconvolti, di più...» ha detto con le lacrime agli occhi. E aveva aggiunto: «È una cosa mai successa, siamo disperati».
Per l'onorevole Sandro Biasotti, Pdl, «è stato toccato il centro cuore produttivo di Genova, proprio nei luoghi della sua storia che l'ha resa grande. Il mio pensiero continua ad andare alle famiglie delle vittime cui sono vicino. La mia solidarietà va anche alla famiglia Messina e a tutti i suoi 1200 dipendenti tutti fortemente colpiti da questa tragedia. I Messina da anni investono nella nostra città e nel nostro Paese credendo in Genova e nell'Italia». Dopo le dichiarazioni del ministro Maurizio Lupi alla Camera (di cui riferiamo qui sotto), il deputato del Popolo della libertà aggiunge: «È da sottolineare sicuramente la fatalità dell'evento. Su centinaia di metri di banchina vuota la nave è andata a impattare proprio sull'unico pezzo di banchina occupato dalla Torre Piloti. Il prezzo più caro - insiste Biasotti, che ben conosce le problematiche marittimo-portuali - lo pagano, ancora una volta, i lavoratori e le loro famiglie. Il sacrificio umano è enorme. E con loro è tutta Genova ad essere colpita. Perché Genova è il Porto e parlare di Porto è parlare di Genova. Ed io che nel Porto sono cresciuto lo so bene».
Intanto Confitarma, la confederazione che riunisce gli armatori italiani, si dice «sgomenta, ed esprime il suo cordoglio per il gravissimo incidente e la più viva partecipazione, con la commossa solidarietà ai familiari delle vittime e il sentito apprezzamento per tutti coloro che stanno lavorando per le operazioni di soccorso». Infine, Confitarma «manifesta la sua vicinanza al Gruppo Messina, e in particolare al vicepresidente Stefano Messina con cui è in costante contatto, e auspica che possano essere al più presto chiarite le circostanze di questo grave sinistro».

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