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Giovanna d'Arco, una "ragazzina" che è ancora attuale

Se le arterie del racconto sono percorse dal dio che diventa maiuscolo solo quando lo cita Giovanna, combattente sottomessa solo al Suo volere, il cuore del libro è nelle "madri" in senso ampio

Giovanna d'Arco, una "ragazzina" che è ancora attuale
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Che La ragazzina ispirata alla storia della Pulzella d'Orleans con cui Valeria Parrella ritorna in libreria non sia un romanzo storico è chiaro sin dalla copertina: non si è scelto un ritratto della condottiera, vergine e prostituta, santa ed eretica, che combattendo anche in prima persona nella Guerra dei Cento Anni riportò sul trono il Delfino di Francia. Feltrinelli annuncia su Facebook la novità con il volto di una bella giovane col piercing e il collo stretto in un'armatura: qualche commento esprime il disagio verso quell'immagine così patinata da essere scambiata per un prodotto dell'IA. Ci pensano i social media manager a puntualizzare: la donna è reale, è una modella colta dall'obiettivo di Maki Galimberti. Altri incalzano sulla scelta dell'ennesima bellezza... da copertina. In effetti se in quarta si dichiara la forza delle ragazzine che si mettono "di traverso" - d'istinto pensiamo all'esercito delle disobbedienti o irregolari di ogni tempo - la prima di copertina sembra piegare il capo al cliché che fa vendere (in questo caso il libro di pagg. 144, euro 17). Due pagine più in là Parrella dedica al fotografo Antonio Biasiucci la sua storia ispirata a Giovanna d'Arco. Ci chiediamo come sarebbe stato un bianco e nero di una delle "Madri" del fotografo napoletano: avrebbe illuminato in modo completamente diverso un'opera che con lingua e stile raffinati, anche quando si indugia al parlato, si muove in un difficile equilibrio tra storia, mito e urgenza del presente. Un'attualità che irrompe nei sudari in cui si avvolgono i bambini cullati dalle madri, nella paura di chi sta per affogare nel mare (e Giovanna brucia sul rogo), nei "no" di tutte le giovani evocate in chiusura del libro.

Se le arterie del racconto sono percorse dal dio che diventa maiuscolo solo quando lo cita Giovanna, combattente sottomessa solo al Suo volere, il cuore del libro è nelle "madri" in senso ampio: Giovanna che parte per la guerra a "partorire una corona" dopo aver fatto da levatrice alla moglie di chi la accompagnerà; la Pulzella che vince la battaglia decisiva contro gli inglesi mentre la sorella muore di parto; la ragazzina che "ragionava con la sua mamma" e non smette di farlo; la vincitrice che si ferma a prestare conforto al soldato inglese morente, stringendoselo al petto e incarnando una ennesima, potentissima, Pietà: "lei lo lasciò andare e pregò per tutti i morti di tutte e due le parti, così come aveva fatto prima di ogni battaglia".

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