Gira un reportage in Salvador: assassinato il regista Poveda

Assassinato a colpi di arma da fuoco a Tonacatepeque, a pochi chilometri dalla capitale, mentre era di ritorno da un set allestito a La Campanera, uno sobborgo povero e popoloso di San Salvador. Aveva diretto La vida loca, film-denuncia sulle gang criminali

Gira un reportage in Salvador: 
assassinato il regista Poveda

San Salvador - E' stato ucciso in Salvador il regista franco-spagnolo Christian Poveda, che nel 2008 aveva diretto La vida loca, film-denuncia sulle gang criminali. A soli 54 anni, è stato assassinato a colpi di arma da fuoco a Tonacatepeque, a pochi chilometri dalla capitale, mentre era di ritorno da un set allestito a La Campanera, uno sobborgo povero e popoloso nei pressi di San Salvador. Il capo dello Stato, Mauricio Funes, si è detto "scioccato" e ha ordinato l'apertura di una inchiesta.

Il film denuncia La vida loca, documentario diretto da Poveda nel 2008 e presentato a numerosi festival negli Usa e nell’America certrale, racconta le vite senza speranza dei membri delle gang del narcotraffico di San Salvador, in particolare quelli di Mara 18. Alcuni dei protagonisti della pellicola, giovani che si contaddistinguono per i tatuaggi su tutto il corpo, erano morti o finiti in prigione durante le riprese del film. Lo stesso protagonista era stato assassinato davanti a Poveda.

Un Paese scovolto Il presidente di El Salavdor, Mauricio Funes, si è detto "sconvolto" per l’assassinio e ha disposto indagini approfondite per individuare i responsabili. Poveda era arrivato per la prima volta nel Paese centroamericano agli inizi degli anni ’80 per seguire la guerra civile. Il suo documentario sulle bande del posto raccontava la rivalità tra le gang Mara 18 e Mara Salavatrucha, i cui traffici illegali sono arrivati fino a Los Angeles, dove vive una folta comunità salvadoregna. Le autorità stimano chr a san Salvador siano 30mila i mareros, ovvero i criminali dediti al traffico di droga, alle rapine e alle estorsioni.