Gloria Estefan: «Cuba? Tornerò solo quando sarà davvero libera»

Tredici anni lontana da Milano, ora felice di tornarci, nell'unica data italiana al Forum di Assago questa sera (ore 21.30, info 199301071) per Latinoamericando. E quando le si chiede perché è mancata per così tanto, Gloria Estefan regala la risposta più normale, ma anche più imprevedibile, trattandosi di una popstar di livello mondiale, con alle spalle 24 album, 70 milioni di dischi venduti, due Grammy Award e un Latin Grammy Award vinti: «Dovevo pensare alla famiglia. Mia figlia Emily oggi ha quattordici anni, dovevo allevarla, e ho una mamma anziana. Ho quindi scelto sempre con cura i miei appuntamenti. Recentemente ho anche coronato il sogno di poter duettare con uno dei miei idoli di sempre, Carole King. É stato magico». Questo è anche il motivo per cui Gloria Estefan - con il suo World Tour 2009 (un «monster tour», come lo chiama lei) - dà l'addio al palcoscenico. O meglio, agli interminabili tour mondiali. «D'ora in avanti, solo cose speciali che sento di dare a me stessa e al mio pubblico, dopo una vita di duri sacrifici"» E poi, prendendo a spallate tutto un mondo di showbiz, lustrini e riflettori puntati, la cantante di origini cubane se ne esce con un «d'altronde a cosa serve il successo se non per dare solidità alla famiglia, o costruirne una? Per noi la famiglia è tutto». Vestita di bianco, in cima a un paio di tacchi che vorrebbero dribblare la non eccelsa altezza, Gloria Estefan si è presentata ieri mattina a Palazzo Marino, dove ha ricevuto dalle mani dell'assessore agli Eventi Giovanni Terzi una pergamena di riconoscimento «per aver saputo con la sua arte descrivere, integrare e unire culture e popoli diversi». La star è apparsa fedele alle sue parole: una donna dei Caraibi spontanea e determinata, affiancata dall'immancabile marito (ex dei Miami Sound Machine) Emilio Estefan. E a proposito di famiglia, la Estefan ha annunciato la presenza sul palco questa sera della giovane figlia Emily: «É lei il vero talento di famiglia. Ha già suonato a Houston, Texas, con Carlos Santana. A sette anni suonava la batteria, a dodici si è buttata sulla chitarra, oggi fa cose che io ci ho messo dieci anni per fare. Non ha timore di nulla». Nello show di stasera non mancheranno i rimandi alla terra natale di Gloria, quella Cuba che, all'età di un anno, la futura popstar dovette abbandonare all'avvento del regime castrista, per andare a vivere libera negli Stati Uniti. Su Cuba la Estefan parla col cuore: «Il mio sogno resta un concerto a Cuba il giorno dopo che l'isola avrà partecipato a libere elezioni. L'avvento di Raul Castro? Non cambia nulla: manca la libertà d'espressione, ci sono prigionieri di coscienza, e le piccole libertà concesse non sono praticabili: che se ne fa il cubano del permesso di avere un computer se non avrà mai i soldi per acquistarlo?». Aggiunge il marito Emilio: «In Europa, purtroppo, manca una reale percezione sul dramma di Cuba: il “Che“ è un fenomeno di moda, che finisce sulle magliette. Per molti cubani lui era uno che ammazzava la gente, un terrorista». Infine, uno sguardo al futuro: l'assessore Terzi annuncia un progetto che - per il ventennale del Latinoamericando - dovrebbe vedere una data a San Siro, con alcune delle star più rappresentative dell'universo latino. Lei, Gloria, assicura due album prossimi venturi: «Uno di canzoni natalizie, con una serie di duetti nei quali vorrei coinvolgere anche Laura Pausini. E un album di inediti nel 2010».

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