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Altro che conniventi con la criminalità. Sessanta operazioni contro il clan Senese

Il report certifica i colpi inflitti dal governo. È la risposta all’ultima "palata di fango"

Altro che conniventi con la criminalità. Sessanta operazioni contro il clan Senese
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Dopo il vortice politico delle ultime settimane, con l'inchiesta della Dda di Roma sulla Bisteccheria d'Italia, dove era socio l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, e la foto pubblicata da Report che ritrae Giorgia Meloni a margine di un evento per le europee nel 2019 con Gioacchino Amico, un esponente del clan Senese in Lombardia (oggi collaboratore di giustizia nel processo Hydra), scatto che lei stessa ha definito «l'ultima palata di fango», la premier ha voluto ricordare in Aula l'impegno suo e del governo nella lotta alla mafia. Dai primi passi in politica che ha sempre rivendicato aver compiuto nella memoria di Falcone e Borsellino, fino ad ora che siede a Palazzo Chigi: «Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti», ha chiarito, riferendosi alla postura assunta dall'esecutivo durante tutto il mandato. Diversi punti fermi vengono ricordati in questi giorni di fronte agli attacchi della minoranza. Come la conferma nel 2022, ed era stato uno dei primi provvedimenti del governo Meloni, dell'ergastolo ostativo, quello che impedisce di ottenere benefici ai detenuti per mafia che non collaborano con la giustizia. Una blindatura dopo le sollecitazioni della Consulta a legiferare e che lasciavano margini anche per un ammorbidimento. Nessun passo indietro poi sul carcere duro, atteggiamento che aveva innescato l'ira degli esponenti delle cosche. In alcune intercettazioni della polizia nell'ambito di un'indagine sul clan Uditore pubblicate da Repubblica un anno fa, alcuni boss della droga di Palermo se la prendevano con la premier proprio perché che non ha allentato il 41bis dopo la cattura di Matteo Messina Denaro «Questa Meloni, minchia parla come una disonorata: Non si cambia niente». Lei aveva commentato quelle parole come «un'ulteriore conferma che siamo sulla strada giusta. Il nostro impegno nella lotta alla mafia è totale». La presidente del Consiglio ieri ha anche voluto ricordare in Parlamento che «sotto questo governo sono stati catturati oltre 130 latitanti, sono state eseguite più di 300 maxi operazioni». Ha ribadito poi la volontà di «andare avanti anche sulla proposta di legge a prima firma della Presidente della commissione antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi». Ed è di Ageii un report secondo cui sotto l'esecutivo della leader di Fratelli d'Italia ci sarebbero stati i colpi più duri al clan Senese, lo stesso su cui oggi l'opposizione attacca. L'agenzia mette insieme i dati della Dia e delle attività svolte dalle Dda negli ultimi 15 anni e parla di circa «60 operazioni» contro quel clan nel quadriennio. Negli ultimi tre anni diversi blitz hanno colpito «ripetutamente gli interessi finanziari dei Senese» con sequestri milionari di beni e auto di lusso. Nel 2023 è stato sequestrato quasi un milione di euro, tra gli altri, ad Angelo Senese, fratello del boss Michele «O' pazz».

Nel luglio 2024 un'operazione della Dda di Roma ha portato a 18 arresti e al maxi sequestro di oltre 131 milioni di euro, smantellando «una centrale di riciclaggio legata ai clan Mazzarella-D'Amico e alla famiglia Senese, attiva nel reimpiego di capitali illeciti». Nel 2025 quel clan viene colpito ancora: altri 14 arresti per tentato omicidio, estorsioni e sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso.

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