Il governo mette il sigillo sul pacchetto sicurezza. E tira dritto sui rimpatri. Il Parlamento dà il via libera al decreto sulla stretta alle baby gang, daspo per violenti dai cortei, lotta all'immigrazione illegale e maggior tutele per le forze dell'ordine. A Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni riunisce il Consiglio dei ministri e corregge la norma (del decreto sicurezza) sugli incentivi agli avvocati nelle procedure di rimpatrio, superando così le osservazioni giunte dal Quirinale. Con l'uno-due, la maggioranza mette in cassaforte il dossier sicurezza. Tutto si svolge nell'arco di un'ora. Alla mezza, l'Aula di Montecitorio approva il testo finale del decreto sicurezza con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto dopo un lungo ostruzionismo delle opposizioni.
Gli ultimi fuochi della sinistra arrivano prima del voto finale. Il campo largo canta Bella ciao e l'Inno di Mameli. La deputata dei Cinque stelle Valentina d'Orsi si lamenta dei troppi voti in Aula: «Ho la cervicale». Tra i banchi del governo, oltre il ministro Piantedosi, c'è il vicepremier Matteo Salvini che stigmatizza il comportamento delle opposizioni: «Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l'inno nazionale ma quelli cantano Bella Ciao, mi sembra una mancanza di rispetto». Passano 30 minuti è a Palazzo Chigi il governo approva il decreto bis che corregge la norma sui rimpatri volontari. Nella nuova versione l'articolo 30 bis prevede che il contributo di 615 euro a chi fornisce assistenza nella procedura di rimpatrio volontario assistito sia subordinato alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all'esito della partenza del migrante, ma si amplia la platea dei beneficiari eliminando la specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente a opera di un avvocato. Sparisce, infatti, dal testo il riferimento al Consiglio nazionale forense. Che era stato uno dei punti critici. Viene in tal modo ampliata la platea, non solo gli avvocati, che potranno fornire assistenza al migrante nella procedura
di rimpatrio volontario. Questa parte però sarà demandata a un decreto attuativo del ministero dell'Interno. Il governo prevede anche uno stanziamento di 1,4 milioni per il prossimo triennio per le procedure di rimpatrio. «Con il decreto approvato oggi abbiamo fatto un passo avanti verso quella sicurezza sempre più invocata dai cittadini. Non uno spot ma un ulteriore tassello della strategia complessiva di questo Governo per garantire sempre maggiori condizioni di sicurezza ai cittadini», commenta il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Dal Pd la capogruppo Chiara Braga attacca: «Il decreto è simbolo del fallimento del governo, Parlamento mortificato alla vigilia del 25 aprile». Tra le norme più contestate a sinistra, c'è il cosiddetto scudo penale per gli agenti.