Leggi il settimanale

Espulsioni più facili, zone rosse e controlli nelle stazioni: il governo prepara la stretta sulla sicurezza

Fino a 5 anni di carcere per chi non si ferma all'alt, 8 milioni per i rimpatri e aggravante per i delitti contro i giornalisti: cosa prevede la bozza del Viminale

Espulsioni più facili, zone rosse e controlli nelle stazioni: il governo prepara la stretta sulla sicurezza
00:00 00:00

Il governo prepara la stretta sulla sicurezza. Gli episodi di criminalità delle ultime settimane impongono una risposta ferma da parte dello Stato, e l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni è pronto a fare la propria parte. La bozza del nuovo pacchetto sicurezza predisposta dal Ministero dell'Interno prevede diverse novità, dalle espulsioni più facili dei migranti al potenziamento dei controlli nelle stazioni. L'obiettivo è quello di prevenire e contrastare aggressioni e rapine.

Quanto alle zone rosse, il Viminale chiede di riconoscere al Prefetto il potere di individuare delle aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall'Autorità giudiziaria per particolari reati. Un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2026 potrebbe essere istituito per finanziare accordi di collaborazione tra Interno, Mit e Gruppo FS per rafforzare i livelli di sicurezza delle stazioni ferroviarie. Inoltre, le Forze di polizia potrebbero stipulare convenzioni con i gestori ferroviari per l’accesso alle banche dati "afferenti al traffico passeggeri e merci e implementare i servizi di vigilanza sulla rete ferroviaria".

Tra le proposte vi è anche quella di introdurre un illecito penale per chi non si ferma all'alt degli organi di polizia: chi si dà alla fuga, con modalità pericolosa per la pubblica e privata incolumità, potrebbe essere punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Si ragiona sulla possibilità di prevedere una nuova circostanza aggravante comune - "applicabile ai delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale" - quando il fatto è commesso contro gli iscritti all'Albo e nei registri dei giornalisti durante lo svolgimento delle proprie funzioni.

Importante il capitolo dedicato all'immigrazione. A partire dalle espulsioni più facili. Nel testo viene paventata una novità: se lo straniero viene rintracciato dopo aver violato il secondo ordine questorile, non viene adottato un nuovo provvedimento di espulsione ma viene data esecuzione al provvedimento emesso in precedenza, "salvo il caso in cui non siano sopraggiunte situazioni personali diverse, meritevoli di attenzione". E verrebbe abrogata la disposizione che prevede, senza alcuna verifica reddituale, il gratuito patrocinio nella fase giurisdizionale avverso il provvedimento di espulsione del cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea.

Per i rimpatri, anche nell'ottica del Patto europeo della migrazione e asilo, per il Ministero dell'Interno verrebbbe autorizzata una spesa complessiva di oltre 8 milioni di euro per il triennio 2026-2028.

Allo stesso tempo verrebbe potenziata la rete delle strutture destinate all'accoglienza e al trattenimento dei cittadini stranieri: il Viminale potrebbe avvalersi, fino al 31 dicembre 2028, di "ampie facoltà di deroga della normativa vigente, anche avvalendosi della vigilanza collaborativa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica