Quando il ministro degli Esteri venezuelano, alle 20 italiane di domenica 11 gennaio, ha telefonato al suo omologo italiano, Antonio Tajani, per informarlo della decisione di liberare i connazionali, si è attivata immediatamente la procedura per il decollo di uno dei jet privati italiani della Compagnia Aeronautica Italiana per andare a riprendere in Venezuela Alberto Trentini e Mario Burlò. Il decollo del velivolo è avvenuto immediatamente dopo la conferma della scarcerazione, quando i due sono arrivati presso la casa dell'ambasciatore italiano in Venezuela: in Italia poco prima delle 5.30. Come spiega il Corriere della sera, nella notte erano stati già approvati tutti i piani di volo e messe in atto tutte le procedure necessarie per rendere il velivolo reattivo una volta giunto l'ok per il decollo.
Il Gulfstream G600 è partito dall'aeroporto di Roma Ciampino con destinazione Caracas, dove è arrivato dopo circa 10 ore di volo attraverso l'Atlantico. La scelta di questo aereo, che è uno degli ultimi acquisiti, deriva da esigenze tecniche e pratiche: il Gulfstream G600 ha una velocità di crociera ad alta velocità di Mach 0,90, quasi la velocità del suono, e ha un'autonomia adeguata per coprire distanze molto lunghe senza bisogno di rifornimenti grazie a consumi ottimizzati. Può trasportare fino a 13 passeggeri ed è uno degli aerei più innovativi della flotta a disposizione per i voli statali. Al suo arrivo in Venezuela, il volo viene nuovamente preparato per il decollo nel più breve tempo possibile, il che significa procedere con il rifornimento per il rientro in Italia, un'operazione non scontata per la situazione del Paese.
Servono 7 ore e mezzo circa per riorganizzare il volo, imbarcare Trentini e Burlò ed effettuare il nuovo decollo in direzione opposta, verso l'Italia. L'aereo è ripartito alle 23.35 italiane ed è atterrato poco prima delle 8.45 presso l'aeroporto di Ciampino. Ha volato con il code-sign CPI001, un codice civile tipico per queste missioni: gli aerei gestiti dalla CAI utilizzano spesso matricole civili e piani di volo che permettono una maggiore discrezione rispetto ai voli militari.
A bordo dell'aereo, che ha viaggiato con livrea anonima, era presente anche il direttore dell'Aise, Giovanni Caravelli. Una scelta che sottolinea l'importanza dei servizi segreti in questa operazione condotta con precisione e massima attenzione dallo Stato italiano ai suoi massimi livelli.