Meloni: "Rai occupata manu militari dalla sinistra"

Questione Rai, premierato e Ue: Giorgia Meloni a tutto campo a due settimane dalle Europee smaschera le contraddizioni delle opposizioni

Meloni: "Rai occupata manu militari dalla sinistra"
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A meno di due settimane dalla tornata elettorale per le Europee, Giorgia Meloni è in campo in prima linea per tirare la volata a Fratelli d'Italia e, di conseguenza, al centrodestra europeo per invertire la maggioranza di Bruxelles. Il tutto mentre deve far fronte al fuoco incrociato delle opposizioni italiane, spesso mosse da mera ideologia, con tendenze alla revisione della realtà. Dopo anni di esclusività in Rai, con il nuovo governo il Pd e i partiti affini si lamentano di non avere più le mani sulle poltrone che contano e così, privati dei loro privilegi, lanciano strali su Meloni accusandola di aver monopolizzato le frequenze della televisione pubblica. Il tutto, ça va sans dire, proprio dai programmi che vanno in onda sulla Rai.

Il caso "TeleMeloni"

"A sinistra hanno occupato manu militari una azienda come la Rai, noi siamo per un sistema più plurale, un sistema che rappresenti tutti e appartenga ai cittadini", ha spiegato Giorgia Meloni, questa mattina ospite di "Giù la maschera", programma in onda su Rai Radio 1, condotto da Marcello Foa. E se oggi le opposizioni si lamentano di un sistema da loro ideato, solo perché non ne hanno più il controllo, sia dia il via al processo di riforma ma, prosegue Meloni, "non credo che sia una competenza che spetti al Governo, differentemente da quello che hanno fatto altri. Credo che semmai sia una competenza che spetti al Parlamento". La Rai, ha detto il premier, "la immagino come un'azienda più plurale di quanto non lo sia stata in passato". E il tema che la opposizioni sollevano da un anno e mezzo a questa parte l'ha riassunto il presidente del Consiglio: "Il problema non è 'vogliamo una Rai indipendente', ma vogliamo una 'Rai dipendente con la sinistra al governo e indipendente quando la sinistra è all'opposizione'".

Il premierato

Anche sul premierato, Meloni mette in evidenza le ipocrisie e le contraddizioni dei partiti di opposizione. Fratelli d'Italia, com'è noto alle cronache, puntavano al presidenzialismo ma, spiega il premier nell'intervista con Foa, "quando abbiamo aperto il dialogo l'opposizione ci ha detto che per loro non andava toccato il Capo dello Stato, per questo abbiamo presentato una riforma per rimettere la scelta di chi governa nelle mani dei cittadini e per permettere a chi è scelto di governare per 5 anni". La definisce "la madre della riforme" e la soluzione a molti problemi del Paese ma deve vincere la resistenza ideologica di M5s e Pd, che "non vogliono cambiare, vogliono continuare a fare i governi nel Palazzo, pensano di decidere tutto sulla pelle degli italiani, con premier non eletti che non conoscono nessuno".

L'Europa che verrà

Le coalizioni di centrodestra in Europa hanno preso coraggio dopo la vittoria di Giorgia Meloni in Italia nel 2022, che ha segnato uno spartiacque importante nel tramonto del socialismo europeo. Da qui la consapevolezza che l'Unione europea può essere cambiata dopo decenni di dominio da parte dei pariti legati alla sinistra. "L'opportunità che c'è oggi con queste elezioni europee di modificare il quadro non è mai esistita, lo si deve a noi e ne dobbiamo approfittare. Io penso che l'Europa debba diventare un valore aggiunto e non debba essere un ostacolo come molto spesso è stato in questi anni", ha spiegato Meloni su Rai Radio 1. L'Italia, nell'ultimo anno e mezzo, "penso che sia tornata centrale", prosegue il presidente del Consiglio, perché "serietà, credibilità e proposte concrete, le cose cambiano"

Per il futuro, quindi, il premier spera che l'Europa cambi impostazione, iniziando a occuparsi "delle materie che le competono e penso che debba essere molto meno invasiva". Ma questa è una questione di equilibri e oggi, ribadisce il premier, "c'è il margine per costruire una maggioranza diversa al Parlamento europeo e quindi per costruire un'Europa diversa, che faccia politiche diverse". Proseguire in questa direzione, ormai assunta per inerzia, "dare tutte le materie di competenza all'Ue, centralizzare a Bruxelles ogni tema e risolvere così il problema, io penso che questo sia un suicidio, e penso esattamente il contrario".

La guerra in Ucraina

Non è mancato un passaggio nemmeno sulla guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, che sta tenendo banco in questa campagna elettorale per le Europee. In queste ore si registra un'apertura di Vladimir Putin a eventuali accordi di Istanbul ma Meloni è ferma nella posizione assunta al momento del suo insediamento: "Oggi si ricomincia a parlare di tavoli diplomatici grazie a chi ha sostenuto l'Ucraina contro questo tentativo imperialista".

I dati, prosegue il premier, "dicono che il 24 febbraio del 2023, dopo un anno di guerra ha avuto più perdite di quanto ne ha avute l'Italia nella seconda guerra mondiale. Quella che doveva essere una guerra lampo non si è rivelata tale". Se "la Russia volesse la pace non avrebbe mosso la guerra", è il ragionamento di Meloni.

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